venerdì 19 luglio 2019

Istanbul al voto per insegnare un po’ di democrazia a Erdoğan

Turchia: ripetizione del voto a Istanbul dopo l’annullamento della precedente vittoria elettorale della opposizione ad Erdoğan. Ma salvo trucchi, altra provabile vittoria dell’alti autoritarismo e fine della inviolabilità dell’AKP, il partito pigliatutto del presidente blindato da due anni di leggi emergenziali da dopo golpe fallito e di autoritarismo riuscito.

Vittoria annullata e voto arrabbiato
e se l’opposizione vince di nuovo e meglio?

Istanbul al voto per insegnare un po’ di democrazia a Erdoğan
Secondo i sondaggi, il già sindaco laico di Istanbul eletto due mesi fa e poi rimosso da una discussa sentenza della commissione elettorale nazionale, vincerà di nuovo e meglio di prima.
(ANSAmed) – ISTANBUL, 21 GIU – «Ultime ore di campagna elettorale a Istanbul in vista della ripetizione, domenica, del voto per l’elezione del sindaco, dopo il controverso annullamento della vittoria del candidato dell’opposizione Chp Ekrem Imamoglu. Secondo gran parte dei sondaggi, il suo vantaggio rispetto al candidato dell’Akp del presidente Recep Tayyip Erdoğan, l’ex premier Binali Yildirim, è aumentato rispetto alle 13.729 preferenze che ne avevano decretato l’elezione nelle amministrative 31 marzo scorso, al termine di un riconteggio di schede durato quasi 20 giorni. La sua vittoria era stata poi cancellata dalla Commissione elettorale suprema (Ysk) di Ankara, che ha accolto un ricorso dell’Akp per presunte irregolarità nelle urne».

Atto di forza e di prepotenza
e segno di debolezza politica

Rivittoria annunciata della opposizione, salvo trucchi e porcherie, ma la vigilia è ricca di incognite. Il presidente Erdoğan potrà accettare un’altra sconfitta elettorale nella sua città, trampolino politico per la sua carriera? Da domani sera la verifica mondiale se in Turchia resta ancora un piccolo spazio democratico, in un paese che da tre anni subisce una pesante ondata autoritaria attraverso le leggi speciali del dopo golpe.Le precedenti elezioni municipali del 31 marzo a Istanbul, il candidato dell’opposizione aveva vinto con un margine ristretto, e l’Ak Pati ‘islamo-conservatore’ del presidente ave ottenuto uno stupefancente annullamento del voto. Domani quindi sarà voto test di portata nazionale in una situazione segnata dalla profonda crisi economica e sociale che ha colpito la Turchia con i sondaggi che anticipano un ulteriore progresso del candidato dell’opposizione, Ekrem İmamoğlu, del laico Partito popolare repubblicano, il Chp.

‘Chi ha Istanbul controlla la Turchia’
vale per tutti o solo per Erdoğan?

L’incontinenza dell’orgoglio e se vuoi, dell’arroganza. Una frase autocelebrativa, una delle tante, di Erdogan, che ora rischia di travolgerlo. Erdoğan, sindaco di Istanbul negli anni novanta alla conquista del paese, proclamò allora, «chi ha Istanbul controlla la Turchia». Per questo non vuole perdere. A tutti i costi. Istanbul, capitale economica e culturale della Turchia, e società civile, tendenzialmente laica e progressista, si è mobilitata per scongiurare il rischio di brogli. Dopo il voto del 31 marzo, militanti che hanno dormito accanto alle urne. Stavolta migliaia di avvocati, studenti e semplici cittadini organizzati dal Chp, si sono offerti come osservatori in tutti i seggi. Mentre tutte le forze di opposizione si sono compattate attorno a İmamoğlu, a partire da Demirtaş, leader del partito filo curdo Hdp, in carcere ormai da due anni e mezzo, che ha invitato i suoi sostenitori a votare per il candidato dell’opposizione.

Ma chi è lo sconosciuto İmamoğlu
batte il potere islamista dell’AKP?

Ekrem İmamoğlu non era una figura popolare prima della competizione elettorale per Istanbul. A differenza del suo rivale Binali Yıldırım, ex primo ministro della Turchia, İmamoğlu poteva vantare un’esperienza politica limitata. Tuttavia, il candidato del CHP è riuscito ad emergere in breve tempo. Come è stato possibile? Tono moderati in un contesto politico molto teso. ‘Retorica inclusiva’ viene definita, che ha catturato l’attenzione dei cittadini di Istanbul. L’opposto del linguaggio politico che domina oggi il panorama politico turco. «Rispettiamo tutti gli 82 milioni di cittadini che vivono in questo paese, a prescindere dalle loro radici etniche», ha dichiarato recentemente a Trabzon, la città sul Mar Nero dove, lo ricordiamo, il 5 febbraio 2006,venne ucciso da un giovane integralista islamico, il sacerdote italiano Andrea Santoro, missionario a Trebisonda.

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