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venerdì 20 Settembre 2019

Aerei spia, guai Usa da quel lontano U2 sull’Unione sovietica

Il nonno di tutti gli aerei spia Usa, il mitico U2 della Lockheed, svelato al mondo il 1° maggio del 1962 nel peggior modo possibile. Abbattuto su territorio sovietico col pilota Gary Powers catturato. Quasi terza guerra mondiale col successivo rilancio Usa dei missili URSS scoperti delle foto aeree degli U2 a Cuba. Vecchia storia, grande film di recente rilancio tv (Il ponte delle spie), e qualche retroscena poco noto svelato dal nostro Giovanni Punzo.
U2 in pensione con i suoi piloti, l’RQ-4 Global Hawk che vola da solo, spinto a 222,7 milioni di dollari per esemplare.

U2, guerra fredda fine anni ’50


Aerei spia, guai Usa da quel lontano U2 sull’Unione sovietica
All’indomani dell’abbattimento dell’areo-spia americano Lockheed U-2 – avvenuto il 1° maggio 1962 mentre il velivolo scattava immagini aeree della Russia da altissima quota – i sovietici ottennero certamente uno dei maggiori successi propagandistici di tutta la ‘guerra fredda’. Dapprima sembrò che non solo la CIA non avesse messo al corrente lo stesso presidente Eisenhower di tutti i particolari dell’attività di ricognizione aerea in atto, facendo apparire così una prima smentita ufficiale della Casa Bianca impacciata e non del tutto convincente, ma poi arrivò anche una seconda sorpresa: il pilota Francis Gary Powers era vivo e avrebbe potuto confermare la vera natura dei voli e non – come sostenevano invece gli americani – che l’aereo fosse stato impiegato da parte della Nasa (l’agenzia aerospaziale) per studi e ricerche in vista di una nuova missione. Il 5 maggio Kruscev rincarò la dose comunicando che i voli-spia duravano da quattro anni e, sebbene già esortati bonariamente a smettere, gli americani avevano invece continuato fino al volo fatale, provocando quindi una spazientita, ma comprensibile reazione sovietica.

Gli occhi prima dei satelliti

Agli Stati Uniti non restò altro che accusare il colpo e, negli incontri di Parigi che si svolsero poco, dopo Kruscev ebbe modo di sfruttare ulteriormente il successo: incontrò il francese De Gaulle e il britannico Macmillan, ma non l’americano Eisenhower, precisando con una certa malizia che avrebbe incontrato tra breve il suo successore alla Casa Bianca. Escludendo i ceffoni morali, l’altra grande questione non percepita dall’opinione pubblica era però un’altra: la CIA aveva lanciato la campagna di ricognizioni aeree ‘ad alta quota’ (cioè a ventimila metri) nella convinzione che il potenziale missilistico sovietico non fosse in grado di colpire gli U-2 a quell’altezza e in generale sottovalutando le forze aeree dell’avversario. Per accertare allora quali fossero le reali capacità sovietiche, uno dei sistemi era proprio quello di continuare le pericolose ricognizioni per ottenere nuove informazioni. Inoltre la CIA mise allo studio un secondo aereo più veloce e potente (A-12 «Oxcart») ma i costi si rivelarono proibitivi e gli U-2, prima che iniziassero le campagne di riprese fotografiche condotte da satelliti, continuarono a lungo il loro lavoro ‘quasi’ indisturbati.

 

Francis Gary Powers, il pilota dell’U2 abbattuto

L’incidente di Cuba

Nel corso della cosiddetta ‘crisi di Cuba’ il ruolo degli U-2 fu fondamentale. Effettuarono infatti numerose missioni di ricognizione e dalle riprese effettuate il 14 ottobre 1962 si ricavò la prima notizia della presenza di missili sovietici nell’isola. Nel pieno della crisi, il giorno 27 ottobre, mentre era già in corso la trattativa per il ritiro dei missili russi in cambio del ritiro dei missili americani «Jupiter» dalla Turchia, fu abbattuto da missili lanciati dai cubani l’U-2 pilotato da R. Anderson (che morì nella caduta), mentre contemporaneamente un altro aereo-spia, sempre in volo sull’Unione Sovietica, rischiò di fare la stessa fine. La situazione era ormai estremamente tesa, ma a questo punto Kruscev ‘si scusò’ per l’abbattimento avvenuto nei cieli di Cuba. Si disse insomma che era stato un ufficiale cubano di sua iniziativa, ma non di trattava di una precisa volontà sovietica. Fu sufficiente questa giustificazione abbastanza banale a disinnescare una situazione complessa e sull’orlo di una svolta drammatica. Dopo la ‘caduta del muro’ si seppe anche che un comandante di sommergibile sovietico era stato trattenuto in extremis prima del lancio di una ‘piccola’ atomica tattica sulle forze navali americane impegnate nel blocco.

I missili sovietici anti aerei spia

Altre missioni e altri incidenti

Sebbene dopo quasi mezzo secolo di attività l’U-2 fosse considerato alla fine della carriera già durante la guerra del Golfo nel 1990, alcuni rimasero attivi fino ai primi anni del secolo in corso, ma si verificarono anche numerosi incidenti. Data l’attività particolare è piuttosto difficile rintracciare notizie certe, ma si conoscono almeno tre incidenti meccanici occorsi ad aerei in ricognizione o in addestramento: nel 2003 in Corea del Sud; nel 2005 in Afghanistan e nel 2013 in California. Altri ‘incidenti’, di ben diversa natura, si ebbero invece all’inizio degli anni Sessanta nei cieli della Repubblica Popolare Cinese con aerei-spia sempre provenienti da Taiwan. In tutti i casi si trattò degli stessi missili sovietici impiegati anche a Cuba, ma i cinesi – molto più attenti a tenere segrete le armi ottenute dall’alleato di un tempo – abilmente attribuirono il merito ai loro aerei da caccia. Fu la piccola bugia che trasse in inganno la CIA sulle reali capacità missilistiche sovietiche, almeno fino all’abbattimento di Powers il 1° maggio 1962.

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