venerdì 19 luglio 2019

Sparate: Trump come Washington e Boris Johnson con la ‘Brexit hard’

Trump apre la sua campagna elettorale: «Nessuno come me, tranne George Washington» e si ricandida al 2020. Modestino insiste, «La costruzione del muro con il Messico continua».
Boris Johnson in testa per la leadership Tory. Verso una Brexit a ogni costo. Con 126 voti nel secondo round di votazioni, l’ex ministro degli esteri si conferma superfavorito.

Assaggio americano di modestia
per lo scapigliato Boris Johnson

Sparate: Trump come Washington e Boris Johnson con la ‘Brexit hard’

  • Donald Trump all’Amway Center di Orlando, in Florida, lancia la sua ricandidatura alla Casa Bianca nel 2020. Propaganda elettorale, ma nelle mani dell’uomo più potente e ‘imprevedibile’ del pianeta. «Nessuno come me, tranne George Washington». «L’America non sarà mai un paese socialista». «Nessun ha mai contrastato la Russia come Donald Trump».
  • Poi il ‘nemico esterno’ post sovietico che serve in ogni campagna elettorale, in America come altrove, casa nostra per prima, il migrante, con ‘porti chiusi’ o Muro con Messico che sia. «Il grande cavallo di battaglia del muro con il Messico per fermare l’invasione dei migranti: «Stiamo costruendo il muro, i democratici non lo avrebbero mai approvato».
  • «I democratici vogliono levarvi il futuro che chiedete, che l’America merita ciò che adesso sta ottenendo. Vogliono distruggere il nostro Paese, ma questo non accadrà». «Nessun presidente ha mai avuto il consenso del vostro presidente preferito, Donald Trump. Eccetto George Washington, George aveva il 100%», si è detto e ha ripetuto il presidente Usa.

La piccola America oltre Manica
che come Exit ancora non si sa

  • Boris Johnson in testa per la leadership Tory. Verso una Brexit a ogni costo. Con 126 voti nel secondo round di votazioni, l’ex ministro degli esteri si conferma super favorito. Boris Johnson si conferma capolista con ampio margine, anche se non ha ottenuto «l’incoronazione» per sconfitta totale o ritiro degli avversari. I risultati finali previsti per giovedì.
  • L’ascesa di Johnson sembra inarrestabile, nonostante le critiche per la mancanza di chiarezza sulla sua strategia su Brexit. Stamani l’ex ministro degli Esteri ha incontrato un gruppo di imprenditori per tentare di rassicurarli e farsi perdonare l’infelice commento “fuck business” fatto qualche mese fa. Perché la paure economiche di una brutta uscita incombono.
  • Ora il politicamente scapigliato Johnson lascia intendere che uscire dalla Ue senza un accordo non è l’opzione che preferisce e ha addirittura parlato di prolungare il periodo di transizione. Molti dei sostenitori di una “hard Brexit” però sono convinti che Johnson sia il candidato più risoluto e disposto a scegliere “no deal” pur di non rinviare l’uscita dalla Ue.

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