Privacy Policy
venerdì 18 Ottobre 2019

Moldova, pasticcio con 2 governi, follie politiche e stampa distratta

Un Paese che ha incertezza nell’essere o non essere, ma con due governi: uno in carica dal 2016 e appoggiato dal ricchissimo oligarca Plahotnyuk. L’altro, curiosamente sostenuto da russi e occidentali. Ma chi ha perso non cede il passo e inventa l’inverosimile.

Moldova oltre gli immigrati?
Povertà tra Romania e Ucraina

Una sola Moldova per due governi, follie politiche e stampa distratta
Un Paese verso l’estremo sud est dell’Europa, tra i giganti geografici di Romania e Ucraina, e il Mar Nero, ai bordi del delta del Danubio. Moldavia, la vecchia Bessarabia già romena e poi sovietica prima di arrivare, un quarto di secolo fa, ad una accidentata indipendenza. Sino a ieri (non abbiamo dati più certi quindi ne parliamo al passato anche se li temiamo presenti), considerato il Paese più povero, il più corrotto e uno dei peggio governati d’Europa.
Una fragile economia, sorretta bene o male da una massiccia e incessante emigrazione e dalle copiose rimesse degli espatriati, salvo ‘sottrazione fraudolenta’ da parte di tre banche, per circa un miliardo di dollari. Acqua passata (per modo di dire), perché può accedere anche di peggio.

Una Moldova per due governi

Quasi una esclusiva quella de La Stampa, nel senso che tutti gli altri quotidiani snobbano la notizia. La Moldova da alcuni giorni ha due governi, ci racconta Giuseppe Agliastro. «Due esecutivi rivali che si accusano a vicenda di usurpazione del potere».
Uno è il governo di Pavel Filip, in carica dal 2016 e sostenuto dal Partito Democratico (ma i nomi qui non hanno paralleli nostrani), dell’oligarca Vladimir Plahotnyuk, la persona più potente del Paese.
L’altro è il nuovissimo governo della filo-occidentale Maia Sandu, nato sabato con un’inedita e inaspettata alleanza tra i parlamentari del blocco europeista Acum e quelli filorussi del Partito Socialista del presidente Igor Dodon.

L’oligarca Vlad Plahotnyuc

Corte costituzionale
e creatività giuridica

Crisi politica molto grave, ma assieme segnale internazionale quasi sorprendente. Per una volta Russia e Occidente sostanzialmente d’accordo. La signora Sandu ha dalla sua parte alcuni dei principali Paesi europei, ma anche il Cremlino, ed è anomalia politica per una premier pro-Ue. Contro il suo Consiglio dei ministri bicolore c’è ovviamente il discusso oligarca Plahotnyuk, accusato di corruzione, e che in Moldova fa ancora il buono e il cattivo tempo.
Strumento, la Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo in un colpo solo, il governo della filo-occidentale di Maia Sandu, e il presidente della Repubblica. Via il filorusso Igor Dodon e al suo posto -qui siamo all’esaltazione, l’arroganza eccelsa- Pavel Filip, leader dell’altro governo, quello fedele al ricchissimo Plahotnyuk. Il quale Filip ha subito sciolto il Parlamento e ha indetto elezioni anticipate per il 6 settembre.

Stupita risposta europea
golpisti e Gerusalemme

Francia, Germania, Polonia, Svezia e Gran Bretagna -dichiarazione congiunta-, hanno dato il loro sostegno al nuovo Parlamento e al nuovo governo. Il filorusso Dodon si ritiene ancora capo dello Stato e ha annullato le elezioni anticipate indette da Filip. Ma il governo fedele all’oligarca Plahotnyuk non intende lasciare la sede del Consiglio dei ministri, sorvegliata dalla polizia e circondata da migliaia di sostenitori del Partito Democratico.
Provocazione finale, la Moldova bis dello pseudo presidente in conto oligarca, ha deciso -sulla scia di Trump- che Gerusalemme sia la capitale di Israele, facendo ipoteticamente dalla Moldova, l’unico Paese europeo ad avere un’ambasciata a Gerusalemme. Reazione palestinese sprecata rispetto ad una furberia velleitaria a caccia di tre soldi e di un indecente sostegno politico.

AVEVAMO DETTO

Moldavia: tra Romania e Ucraina, lo Stato più povero d’Europa

Potrebbe piacerti anche