martedì 25 giugno 2019

L’Italia lasciata fuori dalla porta, prepotenze a perdere

Le celebrazioni dai 75 anni dal D-Day, con la distrazione mondana della super regina e del presidente rozzo. A nascondere, nella cronaca italia, chi c’era e non non c’era. Noi italiani non c’eravamo, ma non solo lì.

D-Day, l’Italia tornata
dalla parte del nemico?

L’Italia lasciata fuori dalla porta, prepotenze a perdere
I 75 anni del D-Day, con le troppe alleata che sbarcano sul continente a dare una mano ai soldati russi nel sconfiggere i nazisti in casa loro. Il fatto che l’Italia, insieme alla Germania, sia stato il Paese europeo uscito sconfitto dalla seconda guerra mondiale, era stato da tempo ampiamente assimilato perfino nei libri di storia, tutti concordi a sottolineare il ‘dopoguerra’, con l’Italia Paese decisivo per creare l’Alleanza Atlantica e poi la Comunità europea. Da annotare che Angela Merkel era tra gli invitati in prima fila. Per l’Italia, governanti non pervenuti (invitati, dimenticati, ridotti all’ambasciatore?). L’Italia, con una destra molto aggressiva al governo e qualche Casa Pound troppo evidente attorno, e tanto anti europeismo gridato persino sul fronte atlantico, linea Trump-Bannon, per intenderci. Ed ecco la preoccupata osservazione di Gerardo Pelosi su East-West. «Il ruolo da attribuire oggi all’Italia diventa problematico anche per gli alleati».

Alleanza Atlantica ma il Mediterraneo?

Peggio quanto accaduto nei primi giorni di maggio, fronte Nato, mentre i governanti di casa erano intenti all’ormai solito litigio-rissa sul migranti dalla Libia, porti chiusi e porti aperti, e i caricaturali divieti di sbarco tanto per fare scena. Badando invece ai fatti, l’Alleanza Atlantica, ai primi di maggio ha festeggiato il primo quarto di secolo del ‘Mediterranean Dialogue’, il pezzo di Nato che si occupa di temi a noi molto vicini, dalle crisi del Medio Oriente alla stabilizzazione mediterranea. Protagonista per anni, il nostro Paese si era candidato a ospitare a Napoli le celebrazioni per i 25 anni del Mediterranean Dialogue, con i rappresentanti dei 29 Paesi dell’Alleanza (presto 30 con la Macedonia). E invece no. Il Mediterraneo si sposta ad Akara, in Anatolia, a favore della Turchia di Erdogan troppo tentata dagli armamenti russi. Per l’Italia, una mancia, con la riunione dei direttori degli uffici politici dei Ministeri degli Esteri dei 29 Paesi, in autunno.

Rissa migranti e troppe ‘distrazioni’

Cosa abbastanza buffa è che l’Italia ha praticamente dato ‘disco verde’ alla proroga per un secondo mandato fino alla fine del 2022 all’attuale segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, molto-troppo baltico e ‘americano’. «Senza nessuna contropartita di peso», annota Gerardo Pelosi. Sino a ieri al nostro Paese era tradizionalmente destinata la posizione di ‘segretario generale aggiunto’, con delega per tutti i partenariati, quindi anche quello del Mediterraneo. I tempi di Alessandro Minuto Rizzo e Claudio Bisognero, per gli ha memoria. Poi è arrivata l’americana, Rose Gottemoeller, origine dal Dipartimento di Stato Usa, ma che a ottobre lascerà il suo incarico. L’Italia si farà ancora avanti per quel posto, o la politica interna avrà altro di cui occuparsi, esempio una bella campagna elettorale per elezioni politiche anticipate?

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