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mercoledì 23 Ottobre 2019

Missili balistici cinesi ai sauditi e il mondo si rovescia

Per l’intelligence Usa i sauditi comprano missili dalla Cina. Un rapporto dei servizi americani dimostrerebbe l’ampliamento dell’arsenale. Tra Pechino e Riad da tempo una «amicizia speciale». Speriamo non troppo pericolosa.

La Nuova via della seta
passa anche per Ryhad

Missili balistici cinesi ai sauditi e il mondo si rovescia

Per l’intelligence Usa i sauditi comprano missili dalla Cina. Lo riferisce la Cnn e rilanciano gran parte dei media internazionali. «L’Arabia Saudita, in teoria, non può acquistare i missili balistici dagli Stati uniti per il regime di non proliferazione nel settore missilistico del 1987 -precisa sul Manifesto Simone Pieranni- ma stando alle fonti di intelligence Usa, li avrebbe acquistati dalla Cina almeno una volta negli ultimi decenni, e potrebbero aver effettuato un altro acquisto nel 2007». Jeff Stacey, consulente di sicurezza nazionale statunitense, al Dipartimento di Stato con Barack Obama, ha definito la rivelazione, «allarmante».

Le voglie nucleari saudite

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman lo aveva dichiarato apertamente: «Se l’Iran sviluppasse una bomba nucleare, noi seguiremo l’esempio il più presto possibile». Da ricordare che l’atomica pachistana è stata realizzata con soldi sauditi, e uno ‘scambio merci’ resta credibile. Sappiamo anche che l’amministrazione Trump ha scelto l’Iran come nemico numero uno da battere, su spinta israelo-saudita, con la rottura dell’accordo sul nucleare, quasi a spingere Teheran a cercare veramente l’ordigno nucleare che loro non hanno. Ed ecco che quei missili cino-sauditi, se reali, diventano cosa veramente preoccupante.

Cina-Arabia Saudita

L’Arabia saudita, maggior partner commerciale di Riad già adesso, con debito si gratitudine per l’appoggio Xi Jinping a Mohammad bin Salman al G20 2018, nel pieno dello scandalo sull’omicidio Kashoggi. E nel febbraio scorso a Pechino dove l’Arabia Saudita ha firmato 35 accordi economici per 28 miliardi di dollari e una raffineria Aramco nel paese. Molto più di missili balistici, insomma. Riad -sempre Pieranni- non avrebbe difficoltà a utilizzare Huawei -nonostante il pressing americano contro, per la nuova generazione di connessioni. E qui si entra negli scambi di valore strategico, che fanno il paio con i missili balistici.

Via della seta e ‘Vision 2030’

Molto più dei missili eventuali, dunque. A partire dalla Nuova via della seta, già benedetta dal principe ereditario Mohammad Bin Salman. «L’iniziativa della Via della Seta e l’orientamento strategico della Cina sono molto in linea con Vision 2030 del regno». ‘Vision 2030’, è il grande piano di sviluppo lanciato dalla monarchia saudita per tentare di creare nel Paese una economia alternativa alle rendite petrolifere non eterne. L’Arabia saudita costretta ad aggiornare la propria autocrazia a un ventunesimo secolo, in grado di fornire posti di lavoro e merci a attenzioni alle esigenze primarie dei cittadini.

Autoritarismi dal medio evo al futuro

The Diplomat, magazine specializzato in politica ed economia asiatica, la Cina è il modello di crescita economica a cui guarda moltissimo l’Arabia Saudita: «liberalizzazione economica con repressione interna». E per l’autocrazia saudita il modello cinese è più rilevante degli ipotetici rischi per la sicurezza nazionale dall’uso della tecnologia 5G cinese. Problemi per gli Usa, sulle relazioni militari tra Arabia Saudita e Cina, in particolare in termini di vendite di armi. E ora il sospetto di vendita di missili cinesi a Riad conferma le preoccupazioni per ora sottaciuta a Washington nelle relazioni Usa-Arabia Saudita.

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