D-Day 75, sponde delle Manica più lontane e Atlantico tempestoso

75 anni oltre la Normandia
ancora nazifascismo attorno

D-Day 75, sponde delle Manica più lontane e Atlantico tempestoso
Le celebrazioni per i 75 anni dello sbarco in Normandia e dell’apertura del secondo grande fronte che ha permesso la sconfitta del nazismo, sono iniziate ieri a Portmouth, nel sud dell’Inghilterra, il porto di partenza dei soldati (150mila complessivamente, 10mila morti), che il 5 giungo sono partiti per Sword Beach, in Normandia. Oggi, i circa 300 veterani ancora in vita, tutti più che novantenni, arriveranno in Francia, per il proseguimento della ricorrenza del D-Day.

Ieri a Portmouth erano presenti i capi di stato e di governo di 16 paesi, ospiti della regina Elisabetta, che oggi saranno in Normandia, ospiti di Emmanuel Macron. Oltre le cerimonia, i capi di stato e di governo hanno firmato una «Dichiarazione sui valori comuni, per fare in modo che i sacrifici del passato non siano mai vani e mai dimenticati». Monito in casa occidentale tra suprematismi bianchi in casa Usa e nazifascismi risorgenti in Europa.

Vladimir Putin, che non era presente a Portmouth, ha criticato l’«eccessiva importanza» data al fronte occidentale rispetto a quella del fronte orientale e al ruolo dell’Unione sovietica nella sconfitta del nazismo. Quei 20 milioni di morti russo-sovietici, sgarbi alla storia, piccinerie di parte, «tra tensioni in Medioriente, con l’Iran al centro, embrioni di guerra commerciale con la Cina, scetticismo climatico», annota Anna Maria Merlo sul manifesto.

Note stonate rispetto la celebrazione, la sempre maggiore distanza tra Dover e Caen sulla scia di una Brexit paradossale, e Trump al posto di Roseveelt in una America che vuole essere First anche a costo di allargare a sua volta le distanze tra la due sponde dell’Altantico.

«Indice Normandia»
per misurare guerre

Ieri, il Parlamento europeo ha diffuso l’Indice Normandia, un modello politico-matematico ‘per calcolare la conflittualità del mondo’. E su 136 Paesi analizzati, 11 paesi sono a rischio, minacciati da una delle guerre moderne, che non è solo la guerra armata di sempre, eserciti e scannatoi classici, ma anche cyber guerra, guerra del clima, terrorismo, fino alle guerre economiche e sociali.
La pace oltre la «non guerra», un equilibrio tra potenze, ma è un tentativo di soddisfare le sicurezze umane fondamentali, dall’alimentazione alla salute.
E per un giorno vale la pena di sognare, fosse anche solo un omaggio a quei 10 mila morti, tra le due sponde della Manica che scelte politiche dissennate vogliono oggi allontanare e quell’Atlantico che si fa sempre più oceano tempestoso.

Tags: D-Day
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