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domenica 15 Settembre 2019

Cina, blacklist contro aziende Usa, col Messico dazi Usa anti migranti

Washington Pechino scontro hi-tech. Pronto l’elenco delle aziende americane che saranno colpite come è capitato negli Usa alla cinese Huawei.
Immigrazione via Messico, Trump si vendica con nuove tariffe capestro sulle importazioni.
Trump annuncerà la sua ricandidatura il 18 giugno in Florida

Washington Pechino scontro hi-tech

Cina, blacklist contro aziende Usa, col Messico dazi Usa anti migranti 

Trump e la decisione di bloccare le forniture di alta tecnologia a Huawei, e lo scontro commerciale tra Washington e Pechino è ormai tutto hi-tech. Essere leader nel campo del 5G, dell’intelligenza artificiale, della robotica. E ‘Trump dei dazi’ o Dazio-Trump ha dato il via allo scontro sulle tariffe. Ma è dazio contro dazio. Finchè l’economia di uno dei due non muoia?
La preoccupazione cinese che le tariffe Usa portassero a una fuga di compagnie dalla Cina, come stanno facendo alcune società giapponesi su spinta Usa. «Una sorta di via della seta alternativa», la definisce Simone Pieranni sul manifesto, con Tokyo e alleati attorno pronti ad accogliere le aziende che fuggono dalla Cina.

‘Terre rare’ cinesi e oltre

Ma, nel pieno dello scontro con Usa-Huawei, Xi Jinping è andato a visitare una fabbrica che lavora le terre rare, componente fondamentale per ogni strumentazione tecnologica. Senza tweet o clamori, una delle armi a disposizione di Pechino per contrastare i dazi Usa. Ora la replica vera e propria.
Una «black list» di aziende americane, che potrebbero essere escluse o asubire penalizzazioni sul mercato cinese.Lo annuncia il Global Times, costola anglofona del Quotidiano del Popolo. «Black list», si legge, ma solo per proteggere le aziende cinesi.
Perché la Cina (al contrario di Trump, ma senza dirlo), «manterrà i suoi impegni di apertura». Con chi a sua volta li mantiene. Attesa dei nomi sulla lista nera e su cosa implicherà. Stop alle forniture cinesi, a lavorazioni, o blocco del mercato cinese? Tutti ovviamente a perderci qualcosa. Anche se ieri Pechino s’è mossa a colpo sicuro. Blocco degli acquisti promessi a Trump della soia, sapendo che i coltivatori americani sono il nocciolo duro dell’elettorato di Trump.

Dazi Usa anti immigrazione
Dazio-Trump contro il Messico

Una presunta invasione di migranti, versione Trump, che preme sul confine meridionale degli Stati uniti, e ultimatum al Messico. O li blocchi, o ‘ti dazio’. Nuovi dazi dal 10 giugno, assaggino del 5% su tutte le merci messicane, e se il Messico non dovesse agire come si aspetta Trump, le tariffe dovrebbero salire al 10% entro luglio, al 15% entro agosto, al 20% entro settembre e raggiungere il livello permanente del 25% entro ottobre.
Problema è che gli americani dovranno pagare di più merci di cui ormai non possono più fare a meno. Escalazion pericolosa per Trump quella sul fronte immigrazione, indicato come fronte primario della sue guerra. Ma le guerre le devi vincere, altrimenti. Si avvicinano le elezioni del 2020, nessun muro con Messico promesso ai suoi elettori, e solfa un po’ logora quella di tutto il male colpa dei migranti di oggi, nel Paese fatto da migranti dell’altro ieri, come in Trump, appunto.

Annuncio ricandidatura il 18 giugno

«Annuncerò la mia corsa presidenziale per il secondo mandato il 18 giugno a Orlando, in Florida. Unisciti a noi per questa storica corsa!», twitta Trump ostentando sicurezza che non c’è. E insiste sui migranti (anche lui). «Come tutti sanno, gli Stati uniti sono stati invasi da centinaia di migliaia di persone che arrivano attraverso il Messico e stanno entrando illegalmente nel nostro paese», ha scritto Trump.
«Questo afflusso continuo di stranieri clandestini ha profonde conseguenze su ogni aspetto della nostra vita come nazione, invadendo le nostre scuole, sovraccaricando i nostri ospedali, prosciugando il nostro sistema di welfare e causando incalcolabili quantità di crimine». ‘Verità’ aggiustate, col mondo economico che su quella nuova manodopera basa gran parte dei suoi risultati.
Ed ecco che in risposta all’annuncio del presidente Usa, sono al momento crollate le Borse. Il Messico è uno dei maggiori partner commerciali statunitensi e molte società, come Ford e Walmart, fanno affidamento sul paese centroamericano come attore chiave delle loro catene di approvvigionamento.

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