Privacy Policy
mercoledì 18 Settembre 2019

Le purghe di Kim, quelle vere, quelle inventate. E perché adesso?

Da stamane una notizia sospetta e tutta da verificare: il dittatore nordcoreano, secondo un giornale di Seul, avrebbe fatto fucilare il capo dei negoziatori con Trump ad Hanoi. Ai lavori forzati gli altri esperti, colpevoli di non avere adeguatamente preparato l’incontro. L’analisi e i dubbi di Piero Orteca.

Tra il verosimile e il vero

Le purghe di Kim, quelle vere, quelle inventate. E perché adesso?
La notizia è di quelle che, di primo acchito, potrebbe anche essere fondata, Dunque, Kim Jong-un avrebbe fatto fucilare o incarcerare i suoi “adviser”, quelli che hanno (mal) preparato il vertice di Hanoi con Trump. Certo, il capo ha sempre ragione. Punto. E se sbaglia è perché sbagliano gli altri, dandogli pessimi “consigli” e preparando la strada ai suoi insuccessi. Finendo per renderlo “ridicolo”. Beh, Kim Jong-Un, padre-padrone della Corea del Nord, non brilla certo per humor. E odia perdere. Così, secondo quanto scrive il “Chosun Ilbo”, ripreso urbi et orbi da tutti i più autorevoli media internazionali (tra gli altri, BBC, New York Times, South China Morning Post, Korean Times e Guardian) si sarebbe liquidato, con un cenno della mano, i suoi più stretti “adviser”: quelli che lo hanno “mal consigliato” ad Hanoi, durante il suo secondo vertice con Trump. Partito per il Vietnam con rulli di tamburi e squilli di trombe, purtroppo (per i suoi aiutanti) Kim è tornato a casa… trombato. Dice il New York Times.

Crisi vera sulla Corea del Nord

Il Presidente Usa ha girato i tacchi e l’ha lasciato con la mano tesa, dicendo che continuare a dialogare era una perdita di tempo, perché lui le sanzioni non le avrebbe toccate nemmeno di una virgola. Fossero pure le scatolette del cibo per i gatti (anche perché a Pyonyang gatti non se ne vedono da un pezzo…) Insomma, Corea del Nord alla fame, soldi per la politica nucleare gettati dalla finestra e faccia alla vergogna. Dato che il meeting era stato preparato con la grancassa, per fare… gran cassa, il dittatore nordcoreano si è imbufalito. Dopo essersi sciroppato due giorni di treno per tornare a mani vuote, Kim non avrebbe perso tempo, e si sarebbe sciroppato pure i collaboratori. Come dice, appunto, il “Chosun Ilbo”. Bufala? Se così fosse, sarebbe stata ben confezionata. Anche se non era proprio fresca di giornata, dato che gli americani, dietro le quinte, confessano di avere sentito già da un pezzo puzza di bruciato, Insomma, qualcosa non gli quadrava.

Parenti serpenti e fantasia noir

A Kim Hyok-Chol, capo-negoziatore con gli americani, Kim Jong-Un avrebbe riservato il plotone di esecuzione; Kim Song-Hiye, una esperta di energia atomica, sarebbe stata spedita a spalare carbone; mentre un altro numero imprecisato di “sherpa” diplomatici e alti ufficiali (forse quattro) sarebbero stati messi al muro (per corruzione?). “Desaparecido” anche il leader (sulla carta) del Partito dei Lavoratori, tale Kim Yong-Chol. E ce n’è anche per la sorella, Kim Yo-Yong, colpevole di agitarsi troppo davanti ai fotografi. Le sarebbe stato “consigliato” di assumere un “basso profilo”, perché la sua “skyline” potrebbe diventare definitivamente orizzontale. D’altro canto, aspettando conferme, coi parenti Kim va per le spicce. Si è sbarazzato da un giorno all’altro dello zio Jang Song-Thaek (numero due del regime), facendolo diventare un numero decimale. Per molto tempo si era detto che lo avesse gettato in pasto a cento cani.

Servizi segreti e bufale ‘aversane’

La notizia, diffusa da quei birichini dei servizi segreti sudcoreani, è poi risultata falsa. Anche perché in Corea del Nord, in genere, sono le persone a mangiare i cani. Beh, insomma, lo ha fatto ammazzare. Forse e più sbrigativamente con qualche raffica di mitragliatrice. Un cannoncino contraereo sarebbe stato invece utilizzato per il generale Hyon Yong-Chol, comandante in capo delle forze armate, colpevole di essersi addormentato a una parata militare davanti al “Giovane Leader”. E così Kim, pietosamente, ha deciso di farlo dormire… per l’eternità. Veleno (nervino) sarebbe invece stato utilizzato per spedire nei paradisi proletari il fratello Kim Jong-Nam e la zia Kim Yong-Hui. Certo, su molti “scoop” bisogna fare la tara perché sembrano più grosse di una bufala “aversana”. Si parla di barbieri gettati dall’elicottero, fidanzate eliminate con uno schiocco delle dita e (presunti) avversari di partito “evaporati” per sempre, come nei giornaletti di Mandrake.

Frottole tra Pyongyang e il Paradiso

Sicuramente, c’è molto di “costruito” a tavolino. The Guardian, a suo tempo, scrisse che erano spariti dalla circolazione “almeno una cinquantina di alti ufficiali” colpevoli di aver guardato alla televisione i teleromanzi-polpettone della tv di Seul. Ma anche in questo caso molti esperti parlarono apertamente di “esagerazioni”. Lo stesso Segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha ammesso di avere sentito qualcosa sulle ultime “purghe”, ma di non avere elementi per confermare il resto di niente. C’è però da aggiungere che le oltre 300 pagine del Rapporto Onu, sui crimini commessi da Pyongyang, spaccano il capello in quattro, paragonando la Corea del Nord alla Germania nazista. E che, last but not least, il Rodong Sinmun, organo ufficiale del regime, pubblica critiche violente contro non meglio precisati “traditori”. Insomma, una cosa è sicura: purghe o non purghe, con Kim Jong-un si scherza poco.

 

AVEVAMO DETTO

Corea, Kim torna cattivo e (forse) fa giustiziare i negoziatori con Trump

Potrebbe piacerti anche