sabato 20 luglio 2019

Bolton in cerca di guerra: ‘L’Iran ha minato lo Stretto di Hormuz’

Clamorosa accusa senza prove del Consigliere per la Sicurezza nazionale di Trump alla ricerca della terza guerra americana del Golfo. «To stop Iran bomb, bomb Iran», provocava tre anni fa John Bolton sul New York Times. Oggi, coerente Bolton, l’accusa senza prove di mine iraniane a cercare la guerra. Anche Kim entra nella “partita”, accusando il candidato democratico Joe Biden di un quoziente intellettivo da zero virgola…..

«To stop Iran bomb, bomb Iran»

Bolton in cerca di guerra: ‘L’Iran ha minato lo Stretto di Hormuz’

Questa volta John Bolton ha confermato senza troppi giri di parole tutte le sue teorie di assonanza tra diplomazia e ornitologia. Falco, condor o avvoltoio che sia. Oppure gazza ladra, spaventapasseri e cucco dei cipressi (dipende dai punti di vista), il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Usa ha approfittato della sua visita negli Emirati Arabi per tornare a sparare cannonate contro l’Iran. Che sembra proprio il suo chiodo fisso. Anzi, un vero punteruolo che gli trapassa la cucurbitacea. Bolton ha accusato gli ayatollah di avere disseminato di mine magnetiche lo Stretto di Hormuz e di avere causato il danneggiamento di quattro petroliere nel Golfo di Oman, una ventina di giorni fa.

Terza guerra americana del golfo?

Insomma, un atto di guerra al quale lui risponderebbe anche domani mattina, scatenando il Terzo conflitto americano del Golfo in meno di trent’anni. Bolton, sta cercando di fare con Trump quello che non gli riuscì con Bush-figlio: assestare una bella legnata sul turbante ai teocrati di Teheran e fare un gran favore a israeliani, sauditi e a tutti i califfi, gli sceicchi e gli emiri (sunniti) della regione. Gli ha dato man forte il contrammiraglio americano Michael Gilday, il quale ha aggiunto che non ci sono dubbi. L’attacco contro le petroliere e quello successivo, agli oleodotti, è stato sicuramente ordinato dall’Iran. Prove? Nessuna.

Bolton provocatore utile?

Solo chiacchiere, che però in questa fase hanno il loro peso, dato che l’Amministrazione Trump sempra spaccata in due, fra “guerrafondai” e “colombacci”, che vedono il pericolo di uno scontro con l’Iran come la “madre” di tutte le rogne. Il portavoce del Ministero degli Esteri persiano, Abbas Mousavi, ha detto che le accuse sono “ridicole”. In effetti, gli iraniani temono che l’escalation alimentata da Bolton sia parte di un disegno per arrivare alla resa dei conti con Teheran, già messa economicamente in ginocchio dalle sanzioni. L’offensiva contro l’Iran non ha alcun senso strategico e, soprattutto, nessuna giustificazione sul piano diplomatico.

Altalena Trump e la Svizzera

Gli ayatollah hanno scrupolosamente rispettato gli obblighi derivanti dal Trattato sul nucleare. Unilateralmente denunciato dagli Usa per fare un favore a Gerusalemme e agli sceicchi sauditi e, probabilmente, per una forma di dispettoso capriccio nei confronti di Obama. La cui politica estera in Medio Oriente era l’esatto contrario di quella di Trump. E così, attacca di qua e frena di là, adesso la Casa Bianca cerca “sponde” per uscirsene dal ginepraio in cui s’è cacciata. Nell’ansia di evitare un catastrofico confronto dalle parti di Hormuz, infatti, Trump si è rivolto anche alla Svizzera.

 

QI da prefisso telefonico, di chi?

Ora però cerca aiuti pure in Giappone e ha pregato Shinzo Abe di interporre i suoi buoni uffici. Non solo con Alì Khamenei, ma anche con Kim Jong-un, per aggiustare l’altra “rogna”. Quella coreana. Trump sa che in politica estera si gioca una fetta di elettorato per le Presidenziali. E a Joe Biden che lo attaccava, definendolo “molliccio” con Kim e con Teheran, Trump ha risposto ribadendo la sua piena fiducia nel dittatore nordcoreano, Il quale ha ripagato ruffianamente il suo omologo Usa, dicendo che Biden deve avere un Quoziente d’intelligenza da prefisso telefonico, misurabile con lo zero virgola. Le prossime settimane ci diranno dove sta la virgola e dove sta invece lo zero tagliato.

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