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martedì 15 Ottobre 2019

Eroe o criminale di guerra? Il caso Gallagher divide l’America

Eroe o criminale di guerra. Lo dovrà stabilire la corte marziale di San Diego, California. Alla sbarra Edward Gallagher,  detto “The Blade” (La Lama), un comandante dei Navy Seals, corpo di elite della marina statunitense, impegnato nella riconquista di Mosul, nella mani dell’Isis. Gallagher è stato accusato da alcuni commilitoni di aver ucciso civili in modo gratuito e aver messo a rischio la sicurezza dei soldati. Intanto Trump pensa ad un indulto per diversi militari arrestati per crimini di guerra e il paese si divide.

Eroe o criminale di guerra?

Eroe per qualcuno, criminale di guerra per altri. Ma un soldato, o è eroe o è criminale di guerra, almeno nella stesso esercito. Il dubbio riguarda Edward Gallagher, detto “The Blade” (La Lama), un comandante dei Navy Seals, corpo di elite della marina statunitense, che ha operato in Irak nel 2017, durante l’offensiva che ha portato alla riconquista di Mosul in mano all’Isis dal 2014. Se eroe o criminale lo dovrà stabilire la corte marziale di San Diego, California, con il processo che si è aperto il 28 gennaio.
Gallagher faceva parte della squadra ‘Seven Alpha Platoon’, che doveva appoggiare le Forze speciali irachene nella caccia di soldati dello Stato Islamico con l’uso di droni e cecchini. Un “lavoro” svolto talmente bene da far considerare Gallagher come uno dei migliori uomini sul campo di battaglia  e fargli guadagnare la decorazione della Bronze Star.

Una sconvolgente rivelazione

Una specie di leggenda e un eroe per i suoi sottoposti, una garanzia di successo nelle missioni affidategli dai suoi comandanti. Poi al ritorno in patria una sconvolgente rivelazione. Nel marzo del 2018 sette soldati del suo team lo accusano di crimini di guerra. Uno scandalo che qualcuno cerca di tenere ‘chiuso in casa’. La prima denuncia ai diretti superiori, poi ad autorità militari ancora più in alto, che però tentarono l’insabbiamento. L’imbarazzo di un eroe decorato che si rivela possibile criminale. Ma i soldati denuncianti non si arrendono e la vicenda, diventata pubblica, passa alla magistratura militare, Corte marziale di San Diego, California.

Omertà e omicidi gratuiti

Una storia di omertà e depistaggi sulla quale ha fatto luce il New York Times, venuto in possesso delle 439 pagine di un rapporto riservatissimo nel quale sono descritte le atrocità che avrebbe commesso Gallagher. Le accuse sono almeno mezza dozzina, tra queste omicidio premeditato e tentato omicidio. Le testimonianze dei suoi commilitoni parlano di un comportamento che metteva a rischio costantemente la vita di civili e militari.
Si parla di omicidi senza ragione, mitragliamenti indiscriminati contro  case e abitanti. Gli uomini del suo plotone hanno riferito anche che Gallagher rimaneva nascosto più del dovuto prendendo di mira chiunque e sparando molto più del necessario. Inquietante è il particolare del suo vantarsi delle uccisioni di donne e bambini, tanto da provocare una protesta dei soldati stessi.
L’episodio culmine, l’omicidio di un quindicenne ritenuto appartenente all’Isis. Mentre il ragazzo ferito veniva curato da un medico, Gallagher si sarebbe avvicinato e lo avrebbe accoltellato più volte uccidendolo. Di questo si sarebbe poi vantato con un commilitone con tanto di foto, insieme ad altri Seals, accanto al corpo dell’ucciso.

L’indulto di Trump

Il caso Gallagher non è il primo che riguarda crimini di guerra. Omertà e ostracismo contro che denuncia, angherie e minacce fino ad arrivare a veri e propri pestaggi, come denunciano alcuni avvocati militari. In questo contesto si sta sviluppando una forte polemica tra associazioni di veterani, legali e Donald Trump. Il presidente infatti appena tre giorni fa, in occasione del Memorial Day dedicato alle vittime di tutte le guerre Usa, si era dichiarato favorevole ad un perdono generalizzato degli accusati.
All’inizio maggio di quest’anno aveva già fatto discutere la grazia concessa al soldato Michael Behenna, il militare riconosciuto colpevole dell’omicidio del detenuto iracheno, sospettato di essere un membro di al-Queda, Ali Mansur Mohammed, avvenuto nel 2008.
Perdonismo irresponsabile di pura convenienza elettorale, denuncia Gary Solis, ex giudice e procuratore militare, marinaio e veterano della guerra del Vietnam, condito da profonda ignoranza (di Trump). Per Solis «Trump disonora tutti i militari che rispettano le leggi. Il presidente sta creando un clima che protegge i criminali di guerra, mina l’autorità dei comandanti sul campo e ignora le Convenzioni di Ginevra, una serie di protezioni legali concordate a livello internazionale per salvaguardare soldati, civili e prigionieri».

 

 

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