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sabato 14 Dicembre 2019

Anche ebrei ultraortodossi soldato o Netanyahu a casa

Israele ancora senza governo, e Netanyahu ha solo 24 ore per formarlo. Scontro a destra tra nazionalisti e partiti religiosi sulla leva militare obbligatoria per i giovani ultra-ortodossi. Possibile ritorno alle urne, un mese e mezzo dopo l’ultima tornata elettorale

Leva militare obbligatoria
privilegio ultra-ortodossi

Anche ebrei ultraortodossi in divisa o Netanyahu a casa
Corsa contro il tempo per Benjamin Netanyahu, che entro domani deve trovare un accordo per formare il governo o rimettere il mandato esplorativo al presidente Reuven Rivlin. Scontro duro a destra della destra, con Avigdor Lieberman, leader del partito ultra-nazionalista russofono che vuol dire basta al privilegio sulla leva militare, esentata per giovani ultra-ortodossi. La pretendono invece i partiti religiosi, Shas, United Torah Judaism e l’Unione dei Partiti di Destra. Tutte formazioni ebraico conservatrici essenziali per la risicata e composita maggioranza tentata da Netanyahu. O un accordo che pare impossibile alla vigilia, o il ritorno alle urne un mese e mezzo dopo l’ultima tornata elettorale: disciolta la Knesset eletta il 30 aprile, si tornerebbe al voto entro tre mesi, un’eventualità mai accaduta finora.

Leberman laico interessato

Lieberman duro tra minacce e lusinghe forse a caccia di nuove elezioni per una sua candidatura a premier. La questione della leva militare degli ultraortodossi divide da tempo il paese. C’è una sentenza dell’Alta corte di giustizia del 2017 che impone al governo una soluzione. Lo scorso luglio, quasi crisi di governo col Parlamento che aveva approvato, in prima lettura, una legge che prevede un graduale aumento della partecipazione degli ultraortodossi al servizio militare, e multe per le ‘yeshiva’, i seminari religiosi, che ostacolano l’arruolamento dei loro studenti. Laici che non sopportano più che siano soltanto i loro figli a rischiare la vita. La crescita della popolazione degli ultraortodossi, che tendono ad avere molti figli, rende sfacciata l’esenzione che un tempo riguardava solo un’esigua minoranza.

Ebrei ultraortodossi americani per la trade di Brooklin

Nuovo governo o nuova Knesset

Il presidente Rivlin ha fatto sapere che ‘non interferirà se Netanyahu deciderà di andare a nuove elezioni’. Di fatto un elegante aut aut a Netanyahu, che proprio ieri, smentendo i pronostici aveva affermato che Israele “non tornerà alle urne per un nuovo voto inutile che costerà miliardi e paralizzerà il Paese per altri mesi”. Netanyahu più preoccupato di uscire definitivamente di scena, alle prese con le sue beghe giudiziarie, più che dei miliardi. Ma Rivlin è netto: «Netanyahu ha il mandato di formare un governo fino a domani sera a mezzanotte. Nella speranza che non dovremo tenere altre elezioni». Sola alternativa a nuove laceranti elezioni, apparentemente, una ufficiosa offerta del partito Benny Gantz per un governo di unità nazionale con il Likud, ma fuori Netanyahu.

I soldati della Torah

In Israele gli ebrei ultraortodossi sono circa ottocentomila, un decimo della popolazione e la loro influenza politica e morale è grande. Gli Haredim si battono, a volte con la forza, per imporre allo Stato un’identità profondamente religiosa e per questa loro intransigenza molti li considerano dei fanatici oscurantisti, pericolosi per la democrazia. Gli ebrei ultraortodossi da sempre rifiutano il progresso tecnologico e oggi più che mai si sentono stretti d’assedio. Internet è considerato da molti rabbini una grave minaccia all’integrità dei giovani che dovrebbero occuparsi soltanto di studiare e leggere la Torah, il sacro testo. Tuttavia tra gli Haredim c’è chi pensa che un’apertura verso il mondo esterno sia ormai inevitabile. Politicamente, da sempre sulla linea più conservatrice e reazionaria.

 

AVEVAMO DETTO

Israele stato ebraico per legge, destra religiosa e arabi ospiti

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