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martedì 12 Novembre 2019

Austria scandalo, baby Cancelliere sfiduciato e sostituito

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz sconfitto nel voto sulla mozione di sfiducia proposta dal partito socialdemocratico dopo lo scandalo che ha coinvolto il suo ex alleato di governo, l’ex vice Heinz-Christian Strache, l’ultra destra xenofoba caduta in una trappola di sesso e corruzione quasi ridicola.
Nuovo Cancelliere tecnico da qui alla elezioni anticipate, Hartwig Loeger, già ministro delle Finanze del governo guidato da Sebastian Kurz. La decisione a sorpresa del presidente austriaco Alexander Van der Bellen.

Enfant prodige inciampo col botto

Austria scandalo, baby Cancelliere sfiduciato e sostituito
Una biografia quasi da non crederci. 33 anni soltanto ad agosto, già leader del Partito Popolare Austriaco, ex ministro degli esteri, e dal 18 dicembre 2017, Cancelliere, il più giovane capo di governo probabilmente al mondo. Ma Soltanto cinque mesi dopo, la caduta rovinosa. E non per peccati suoi. Colpa politica sua, aver trascinato al governo di Vienna, un avventuriero dell’ultra destra affamato di potere e di soldi. E anche un po’ pirla, detta all’italiana.
Lo scandalo del vicecancelliere Strache, il cosiddetto Ibiza-gate, ripreso da telecamere nascoste durante una vacanza in una villa a Ibiza, mentre affermava di essere disposto a offrire appalti in cambio di finanziamenti elettorali a quella che credeva essere la nipote di un oligarca russo vicino a Putin. Il video del 2017 era stato poi diffuso dallo Spiegel e dalla Suddeutsche Zeitung alla vigilia delle europee per fargli molto male.

Il nuovo Cancelliere austriaco Hartwig Loeger

Popolari austriaci pure vincenti

Sesso, vino e appalti promessi, la miscela mortale per lo scomodo e imbarazzante alleato subito dimesso, ministro compresi e crisi di governo aperta. Eppure, il Partito popolare del conservatore Kurz ha vinto le elezioni europee con il 35% dei voti nonostante il terremoto politico seguito allo scandalo. Lo stesso Kurz ha cercato di difendersi rimarcando l’eccellente risultato politico del suo partito, nel corso del dibattito sulla sfiducia. Ora il presidente austriaco Alexander Van der Bellen ha conferito l’incarico di cancelliere ad Hartwig Loeger, già ministro delle Finanze del governo Kurz.
Primo impegno per Hartwig Loeger, la partecipazione al Consiglio europeo di Bruxelles. Loeger resterà cancelliere ad interim fino all’individuazione dell’esecutivo di esperti. In base alla Costituzione austriaca, dopo che il cancelliere Kurz è stato sfiduciato, ieri in Parlamento, non poteva restare al suo posto e doveva essere sostituito. Rimasti in carica tutti i vecchi ministri.

La prima sfiducia austriaca

Per la prima volta nella storia austriaca un cancelliere è stato sfiduciato in parlamento e costretto alle dimissioni. Nel corso del dibattito in parlamento Kurz è stato pesantemente attaccato da quella destra che fino a pochi giorni prima era sua alleata. Il segretario, Norbert Hofer, l’ha accusato con rabbia di “aver affossato un governo di successo molto apprezzato”. Secondo il ministro dell’interno, Herbert Kickl, il cancelliere “ha dimostrato il suo secondo volto, assai meno gentile e sorridente”.
Dopo lo scoppio della crisi Kickl aveva provato a nominare come direttore generale della sicurezza un suo uomo di fiducia, tentativo bloccato dal presidente della repubblica. Contro Kurz in parlamento si è formata un’alleanza alquanto surreale tra l’Fpö, Partito della libertà austriaco, di destra, e i socialisti che da sempre contrastano i popolari.

Vienna e la ‘Operettenrepublik’

Nessuno meglio del presidente Alexander Van der Bellen, 75 anni, ex professore universitario e capo dei Verdi, conosce le insidie nascoste della repubblica austriaca che ha meno abitanti della Lombardia, che -come la racconta il giornalista Gerhard Mumelter su Internazionale- «è ricca di scandali e anomalie politiche che non turbano l’ammirazione delle migliaia di turisti italiani per Vienna sulle orme dell’imperatrice Sissi e la famosa pasticceria del Hotel Sacher».
«Per due volte Van der Bellen stesso è stato vittima delle regole surreali della ‘Operettenrepublik’, repubblica da operetta. Nel 2016, candidato alla presidenza ha subìto l’annullamento del voto per presunte irregolarità negli scrutini. Poi il ballottaggio con Norbert Hofer è stato rinviato per la qualità scadente della colla sulle buste del voto per corrispondenza. E dopo una campagna elettorale durata quasi un anno Van der Bellen ha potuto trasferirsi finalmente nella residenza imperiale, centro del potere austriaco per sei secoli».

Sacher torte e spinte Nazi

Molto meno da ‘Operettenrepublik’, i nuovi danneggiamenti alla mostra fotografica sui sopravvissuti dell’Olocausto allestita a Vienna. L’esibizione di scatti dell’italiano Luigi Toscano lungo il Ring, una strada centrale della capitale, è stata nuovamente sfregiata: altre due volte nelle scorse settimane le foto erano state rovinate con svastiche e scritte antisemite. Il presidente van der Bellen ha manifestato in un tweet la sua “più profonda preoccupazione”.
Un gruppo di volontari ha annunciato che assicurerà la sorveglianza della mostra, che chiuderà a fine mese. Per memoria, storia e non soltanto, Adolf Hitler è nato proprio in Austria, Braunau am Inn, 1889. Circostanze, ma nulla da sottovalutare, come certe disattenzioni italiane su Casa Pound o Forza Nuova. O come quel poliziotto indegno e picchiatore a Genova che, dopo il massacro Diaz, cercava il suo bis personale massacrando a calci un povero cristo armato di penna e taccuino.

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