domenica 21 luglio 2019

Boom della Lega, il Pd supera M5S, nell’Ue i sovranisti non sfondano

Europee-Italia, la Lega trionfa al Nord e al Centro, conquista anche l’Emilia ma non vince nelle grandi città. Il Pd secondo partito. M5S resiste al Sud e nelle isole. Forza Italia tiene.
Ma a Roma, Milano, Torino, Genova, Cagliari vince il Pd. A Napoli, Bari, Palermo i 5 Stelle.
Ue, affluenza boom in Ue. Populisti avanzano ma non sfondano. Volano i Verdi. Il fronte europeista tiene, ma in Francia e Germania governi più deboli

Carrellata di titoli per pluralismo

Boom della Lega, il Pd supera M5S, nell’Ue i sovranisti non sfondano

Corriere della sera

  • Perché l’avventura di governo ora è più a rischio
  • E ora? Salvini lancia l’Opa sul contratto:
    passiamo ai sì, altrimenti si torna al voto
  • E il fronte del nord «congela» il pressing
  • Il «prendere o lasciare» con i progetti: dalla Tav all’autonomia.
    Via alla competizione a tutto campo con il Movimento

Repubblica

  • La Lega trionfa, è al 34%. Crolla il M5S superato dal Pd. Salvini: “Contratto di governo non cambia”
  • La Lega conquista anche l’Emilia ma non vince nelle grandi città. M5S resiste al Sud e nelle isole
  • Il rientro di Silvio: di nuovo parlamentare, 5 anni dopo la decadenza
  • Ora Salvini detta legge nel governo: “Subito sicurezza e Tav”
  • Conte: “Non mi faccio massacrare per andare avanti”
  • Ma nell’Ue i sovranisti non sfondano, maggioranza Ppe-S&d-Alde, volano i Verdi.
    Ipotesi alleanza socialisti-liberali

Sole24ore

  • Europee: Lega a valanga al 34%, crollo M5S. Pd secondo partito. Salvini: governo va avanti
  • Europee, il crollo del M5s indebolisce il governo. Salvini padrone dell’agenda
  • Europarlamento: Popolari e Socialisti in calo ma resta netta maggioranza europeista
  • Boom dei Verdi in Germania, cala Cdu, non sfonda la destra
    Europa alle urne, alleanze cercasi contro l’avanzata del populismo
  • Francia, Le Pen supera Macron ma non «sfonda»

Agenzia ANSA

  • Boom Lega, Pd supera M5s
    Salvini: ‘Ora si cambi passo’
  • Dati parziali, crollano i Cinquestelle, sotto il 20%, il Carroccio balza al 34%, il Pd è al 22. Tiene Forza Italia, Fratelli d’Italia supera lo sbarramento.
  • Soddisfazione del Partito democratico. Zingaretti: ‘Torniamo centrali.
  • Di Maio: ‘M5S resta ago bilancia governo’
  • Europee, affluenza boom in Ue. Populisti avanzano ma non sfondano. Volano i Verdi

SINTESI A CALDO – ITALIA

Lega primo partito e Pd in sorpasso sui Cinque stelle, crollati rispetto ai picchi raggiunti nelle nazionali del 2018. Le elezioni Europee sono un vero e proprio plebiscito per la Lega di Salvini mentre gli alleati di governo scendono nettamente sotto il 20%.
Nel cuore della notte – nel suo intervento con il rosario in mano dalla sede di via Bellerio – Matteo Salvini ha detto con tono trionfalistico: “La Lega è “primo partito al Nord e al Sud, abbiamo percentuali sopra al 50% in tante città e siamo anche primo partito in tante città del centro e del sud”.
Ma quanto è omogenea l’egemonia leghista sul territorio nazionale?

Circoscrizione del Nord Est:
la Lega sfiora il 40 per cento. Con il Partito democratico che insegue al 23,8 per cento. E i 5Stelle appena intorno al 10. Veneto, il vero feudo dove il Carroccio qui sfiora il 50 per cento. In Friuli Venezia Giulia è al 42. In Trentino Alto Adige è testa a testa con la Svp.
Ma il dato forse più eclatante è quello dell’Emilia-Romagna, dove la Lega è al 33 per cento contro il 31 del Partito democratico.. Nelle città di sicuro fa eccezione Bologna, dove il Pd resta al 40% e la Lega al 21, ma a Ferrara -per esempio, dove si è votato per il sindaco- il Carroccio è al 36,6 (il Pd al 29).

Circoscrizione del Nord Ovest:
Lega sempre primo partito: 40% contro il 23,4 del Pd e l’11 dei 5Stelle. In Lombardia il partito di Salvini è al 43 contro il 23 del Pd. Resiste Milano, dove il Partito democratico è al 35,9 contro il 27 della Lega. In Piemonte la Lega è al 36 e il Pd insegue al 24 punti di distanza (ma a Torino i dem sono primi). Stessa situazione anche in Liguria, dove il ritardo dei dem rispetto al Carroccio è di quasi 9 punti (ma a Genova il Pd è primo, 30 per cento contro 27).

Circoscrizione dell’Italia centrale.
Lega al 33, Pd al 26,9 e M5S al 15,9. Fa eccezione la Toscana dove il Pd è il primo partito (a Firenze addirittura con il 42 per cento). Mentre nelle Marche il vantaggio del partito di Salvini è di quasi 15 punti. Netto distacco anche nel Lazio a favore del Carroccio. Fa eccezione la capitale, Roma, dove il Pd è oltre il 30 per cento, la Lega al 25 e il M5S sotto il 18.

Circoscrizione meridionale,
dove i 5Stelle mantengono invece il primato: 29 per cento contro il 23 della Lega e il 18 del Pd. Questo vale per tutte le regioni del Sud (Calabria, Puglia, Basilicata, Campania, Molise) e per le grandi città come Napoli e Bari. Fa eccezione l’Abruzzo, dove la Lega ha un vantaggio sui 5Stelle di quasi 13 punti.

Circoscrizione isole,
dove i 5Stelle si attestano al 29 per cento e la Lega è al 22. Il Movimento va meglio in Sicilia (vince a Palermo e Catania) che in Sardegna (dove il Pd è il primo partito a Cagliari).


SINTESI A CALDO – EUROPA

Regole
Visti i risultati delle elezioni europee in Italia, ora il resto dell’Unione anche rispetto agli alleati che i partiti italiani dovranno trovare per formare i gruppi politici nel Parlamento Europeo. Infatti, per avere il ‘diritto di parola’ occorrono come minimo 25 eurodeputati, eletti in almeno un quarto degli Stati membri (cioè in 7 Paesi). Da ciò l’importanza di alleati a livello europeo per non rischiare di arrivare al Parlamento Comunitario senza poter poi -nei fatti- contare nulla.

Europeisti a tre
Un Parlamento più frammentato quello che sta emergendo dal voto europeo. I partiti più europeisti continuerebbero però ad avere una ampia maggioranza, nonostante un rafforzamento dei movimenti nazionalisti. Secondo le prime proiezioni, i popolari avrebbero ottenuto 180 seggi (217 nel 2014). I socialisti passerebbero da 186 seggi a 152 seggi, i liberali crescono da 68 a 105.
Nel gioco delle maggioranze, PPE, PSE e Alde (ossia i liberali) avrebbero insieme 437 seggi, un numero sufficiente per governare. L’alternativa di sinistra (PSE, verdi, Alde e sinistra radicale) otterrebbe 362 deputati (non abbastanza per formare una maggioranza).
Insieme i partiti più euroscettici otterrebbero 172 deputati, rispetto agli attuali 154. Un balzo in avanti certo, ma assai meno marcato delle previsioni della vigilia.

Francia,
dove il Rassemblement National di Marine Le Pen sarebbe diventato il primo partito con il 23% dei voti, superando il movimento del presidente Emmanuel Macron La République en Marche che avrebbe ottenuto il 22% dei suffragi. Conteggio definitivo in bilico. Le due liste avranno comunque lo stesso numero di deputati al Parlamento europeo (23). Avanzano i Verdi di EELV, (13,47% per 13 seggi) in terza posizione.

Germania
La Cdu-Csu di Angela Merkel ha perso parecchi punti percentuali rispetto a cinque anni fa. E ancora di più ne ha lasciati sul terreno la Spd, a vantaggio dei Verdi. Germania a sostanziale alta stabilità democratica, con un risultato mediocre dell’estrema destra della Afd e soprattutto grazie al boom dei Verdi, vera novità nella sinistra e nel quadro politico berlinese.

Trionfo Verde in quasi tutta Europa
Sovranisti in Italia e Francia, ma nel resto d’Europa è un exploit “verde”. In Germania “Die Grünen arrivano al 20% e diventano il secondo partito del paese. Bene anche i Verdi in Francia, attorno al 13%. Ottimi risultati “green” anche in Irlanda, Belgio . Ora la candidata “verde” Ska Keller è una delle favorite alla presidenza della Commissione europea.

Brexit dannata
Nel Regno Unito plebiscito senza merito per il partito della Brexit di Nigel Farage. Crollo dei conservatori che si fermerebbero al 10%. Tuttavia l’interessante suddivisione di @EuropeElects mostra come nel complesso i partiti pro-Remain hanno ottenuto più del 40%, contro il 35% circa degli hard-brexiters.

Grecia,
dopo i primi risultati Tsipras, col suo partito finito al secondo posto, ha annunciato le elezioni anticipate.

Cipro,
eletto per la prima volta un deputato turco cipriota: è Niyazi Kizilyurek del partito comunista Akel.

Portogallo,
astensionismo record in Portogallo dove il partito del non voto ha toccato punte del 70%.

Spagna,
avanti i socialisti e gli indipendentisti catalani Junqueras e Puidgemont, autoesiliatosi in Belgio, entrano a Strasburgo.

Belgio,
avanzata dell’estrema destra e dei nazionalisti fiamminghi.

Ungheria
Tra i paesi del Visegrad, Orban stravinto le Europee in Ungheria con il 52.14%.

Cechia,
trionfo liberale (assieme a quello di tre pirati).

Slovacchia,
i liberali di centrosinistra vincono le Europee con oltre il 20% delle preferenze.

Polonia,
vince di misura il partito ultraconservatore Diritto e Giustizia di Jaroslaw Kaczynski.

Populismi e mal di pancia
Per i cosiddetti populisti, decisamente meno bene delle loro speranze e dei timori degli avversari. Ma lo scampato pericolo non può nascondere quelli che un po’ in tutta Europa sono più di malumori popolari, ma reali insoddisfazioni e difficoltà. Questa la grande questione dei prossimi anni.

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