domenica 21 luglio 2019

Google si arruola con Trump contro Huawei e a noi cosa succede?

A seguito del divieto imposto da Trump, Google avrebbe deciso di togliere licenze software ed hardware a Huawei, eccezion fatta per quelle open source.
Huawei Technologies, riporta la Reuters, “perderà immediatamente l’accesso agli aggiornamenti del sistema operativo Android e le prossime versioni dei suoi smartphone commercializzate al di fuori della Cina, Europa compresa.
Cavalli di Troia, a cominciare dall’Italia, dove un’alta percentuale delle reti mobili è di proprietà di Huawei.
Alla vigilia della resa dei conti sul 5G, che è poi il vero oggetto del contendere, resta da capire quale sarà il vantaggio per Google, che ora è come se fosse stata investita ufficialmente del compito di rappresentare gli Stati Uniti in questa guerra commerciale.

Google sempre americana
per chi si fosse distratto

Google si arruola con Trump contro Huawei e a noi cosa succede?
Conflitto tecnico, economico e politico tra Washington e Pechino, qualcuno perde una battaglia, altri perdono verginità e faccia. Problemi per gli smartphone Huawei (e per chi li usa), ma anche Google, che nel nostro uso quotidiano ci eravamo dimenticati di ricordare a chi appartiene, perde la sua presunta verginità di immagine e si arruola con Trump nella nuova guerra sul mar Giallo, fronte 5G. A seguito del divieto imposto da Trump, Google avrebbe deciso di togliere licenze software ed hardware a Huawei, eccezion fatta per quelle open source. Huawei Technologies Co Ltd, riporta la Reuters, “perderà immediatamente l’accesso agli aggiornamenti del sistema operativo Android e le prossime versioni dei suoi smartphone commercializzate al di fuori della Cina, Europa compresa.

Smartphone Huawei senza Google?

Lo spiega Umberto Rapetto, ex alto ufficiale della Guardia di Finanza, giornalista, scrittore e docente universitario, sul Fatto Quotidiano. «Le ‘app’ esposte nel Google Play (e fino ad oggi accessibili indiscriminatamente da qualunque telefono con sistema operativo Android) cominceranno ad assomigliare alle prelibatezze nella vetrina della pasticceria che una volta ingolositi i passanti risulteranno essere impossibili da ottenere. L’utente non arriverà nemmeno a mettere il naso contro il vetro perché i sistemi informatici di Google, riconosciuto l’apparato adoperato dall’utente, impediranno di accostarsi al banco in cui sono esposte le applicazioni da adoperarsi nei più diversi modi».

Telefono senza aggiornamenti

Chi ha un telefono Huawei non perderà le applicazioni finora installate ma sicuramente non avrà più modo di procedere al loro spesso fondamentale aggiornamento via Google. Carognata commerciale di non poco contro non solo contro la multinazionale cinese, ma contro ogni singolo possessore di quei telefoni nel mondo. Non non sembra sia finita qui. La barricata che Google ha immaginato va a bloccare l’utilizzo di tutti quei servizi che sono tipici della propria piattaforma. Gmail ad esempio, il servizio di posta elettronica con milioni di utenti tra i possessori di telefonini Huawei. Alternative esistenti, ma reale fastidio.

Replica Huawei scontata

Sicuramente Huawei inventerà una sorta di ‘pronto soccorso’, così da garantire la protezione dei dispositivi dalle future insidie, qualche fastidio iniziale, ma assieme anche il rischio che molti utenti nel mondo chiedano conto della scelta ‘patriottica’ di Google a loro svantaggio. Ipotesi di una Huawei Mail in diretta concorrenza a quella di Google. «Anche se occorre tempo per progettare, sviluppare, collaudare e poi bisogna persuadere gli utenti a cambiare le abitudini acquisite con il costante impiego di certe applicazioni», avverte Umberto Rapetto. E quindi Huawei deve subito battere un colpo. Non solo tecnologico.

Ma il danno c’è ed è enorme

Primo atto realmente ostile di un grande conflitto tecnologico tra il blocco occidentale e quello cinese. La guerra da domenica non è più fredda, e la bomba sganciata dagli Stati Uniti rischia di generare un terremoto i cui scossoni possono vanno ben oltre i confini nazionali. Un Paese può bloccare un software se lo considera pericoloso per la sicurezza nazionale. Ed è esattamente ciò che già accade in Cina da anni proprio con i servizi Google, banditi assieme alle principali piattaforme social occidentali. Ma la Google non è societariamente legata in vari e complessi modi con Huawei?

Tech del Dragone negli Usa

Intel, Qualcomm, Xilinx e Broadcom, tutte aziende della Silicon Valley di cui Huawei si serviva per assemblare i propri dispositivi e che adesso, proprio come Google, hanno sospeso i rapporti con il gigante cinese. E molti sono pronti a scommettere che anche Microsoft seguirà l’esempio. Allo stesso tempo, alcune delle maggiori aziende occidentali di tecnologia sono legate a fornitori cinesi, prima fra tutte Apple. Non è un caso se proprio quest’ultima sia la principale candidata a finire nel mirino di eventuali vendette cinesi alle restrizioni subite da Huawei.

#Boicotta Apple

Nel grande Paese asiatico, da quando i rapporti con gli Usa si sono inaspriti, sta guadagnando sempre più consenso il movimento Boicotta Apple. In questo inedito sovranismo digitale che si sta delineando, nell’eventualità in cui lo strappo non dovesse ricomporsi, le aziende dovranno scegliere da che parte stare. Il che potrebbe essere complicato, visto che alcune società sono partecipate da entrambi i blocchi. È il caso di Lenovo: la multinazionale cinese ha acquisito nel 2005 la divisione pc di Ibm e nel 2014 il marchio Motorola, proprio da Google, ritrovandosi ora con una sorta di cavallo di Troia.

Cavallo di Troia in Italia

Anche l’Europa e gli Usa hanno i loro, di cavalli di Troia, a cominciare dall’Italia, dove un’alta percentuale delle reti mobili è di proprietà di Huawei. Alla vigilia della resa dei conti sul 5G, che è poi il vero oggetto del contendere, resta da capire quale sarà il vantaggio per Google, che ora è come se fosse stata investita ufficialmente del compito di rappresentare gli Stati Uniti in questa guerra commerciale. Di sicuro, a brindare per ora è la coreana Samsung, che è improvvisamente senza il suo principale competitor, diventando la prima alternativa per il mercato degli smartphone Android. Fino al prossimo rilancio Huawei.

DIECI MINUTI PER PROVARE A CAPIRE

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