martedì 25 giugno 2019

Costa inglese, entro il 2100 addio alle bianche scogliere?

Addio alle bianche scogliere di Dover? Uno dei luoghi più famosi del mondo potrebbe sparire nel breve arco di una vita umana, sommerso dall’innalzamento delle acque del mare dovuto allo scioglimento dei ghiacciai artici. E’ l’avvertimento arrivato dall’agenzia inglese per l’ambiente, l’Enviroment Agency. Secondo uno studio pubblicato dal quotidiano britannico Guardian, insieme alla Bbc, le comunità costiere potrebbero dover abbandonare case ed attività entro la fine del secolo.

Addio alle bianche scogliere

Addio alle bianche scogliere di Dover? Uno dei luoghi più famosi del mondo potrebbe sparire, sommerso dall’innalzamento delle acque del mare dovuto allo scioglimento dei ghiacciai artico.
E’ l’avvertimento arrivato dall’agenzia inglese per l’ambiente, l’Enviroment Agency. Secondo uno studio pubblicato dal quotidiano britannico Guardian, insieme alla Bbc, le comunità costiere potrebbero dover abbandonare case ed attività entro la fine del secolo.
Le previsioni descrivono uno scenario da catastrofe, se continuerà la tendenza che vede le temperature globali aumentare da 2 a 4 gradi entro il 2100, intere fasce costiere dovranno essere evacuate dalla popolazione  e saranno completamente allagate.

Barriere insufficienti

Le autorità stanno già pensando a come affrontare la situazione. Per Howard Boyd, direttrice dell’Agenzia per l’ambiente, il governo britannico dovrebbe cominciare ad investire denaro nella costruzione di un sistema di difesa. E’ stato stimato che , almeno nella fase iniziale, si dovrebbero spendere almeno un miliardo di sterline all’anno.
Tuttavia nonostante l’impiego massiccio di capitali le barriere potranno solo ritardare l’inevitabile a meno che non si cambi totalmente politiche tali da invertire il cambiamento delle temperature. In questo senso il Parlamento inglese, sotto la grande protesta di Extinction Rebellion che ad aprile ha paralizzato Londra per una settimana, ha votato una risoluzione che proclama l’emergenza climatica.

Cambiare politica energetica

Prese di posizioni che però sembrano rimanere simboliche e poco efficaci, la stessa Boyd ha riconosciuto che si tratta di una guerra che non si può vincere e che «le dimensioni della minaccia sono tali che bisogna già pensare a come incoraggiare la popolazione ad abbandonare le proprie case e a trasferirsi altrove».
Gli scienziati infatti si aspettano una sempre maggiore erosione delle zone costiere con frequentissimi eventi estremi, piogge e tempeste anomale. Lo studio calcola inoltre che, per ogni persona che subisce un allagamento, altre 16 soffriranno danni come perdita di elettricità, trasporti e comunicazioni.
Le associazioni ambientaliste hanno visto nelle previsioni dell’Enviroment Agency la conferma che difendersi dal cambiamento climatico non basta. Per Friends of the Earth: «bisogna  attaccare, cambiando politica energetica e ambientale per ridurre le emissioni nocive e affrontare il problema alla radice».

 

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