Polonia, la pedofilia nella Chiesa e l’ultra destra elettorale

La potentissima chiesa polacca
e l’ultra destra sovranista al governo

Polonia, la pedofilia nella Chiesa e l’ultra destra elettorale
Polonia scossa da un documentario sugli abusi di minori all’interno della Chiesa cattolica locale. Il film, «Tell No One», “non dirlo a nessuno”, realizzato da due fratelli, Tomasz e Marek Sekielski, parla di casi di pedofilia che avvenivano nel completo silenzio delle gerarchie della chiesa che, come in altri paesi nel mondo, preferivano spostare di parrocchia in parrocchia il sacerdote accusato piuttosto che affrontare il problema o denunciarlo alle autorità. Sabato è stato pubblicato su YouTube e martedì era stato visto già più di 11 milioni di volte. Un numero enorme per un paese di 38 milioni di abitanti, la maggior parte dei quali è di religione cattolica, in buona parte osservante, con oltre il 40 per cento della popolazione che partecipa alla messa ogni domenica.

Ma la terra di Papa Giovanni Paolo II, il papa polacco fatto santo nel 2014, questa volta ha dovuto fare i conti con se stessa. E i sondaggi per le elezioni europee hanno subito registrato lo shock e la indignazione dei cittadini. Sondaggi diversi ma tendenza comune. Paga pegno il PiS (Prawo i Sprawiedlywosc), il partito sovranista guidato dal suo leader storico Jaroslaw Kaczynski e sostenuto dalla ultra conservatrice Ragio Maryja. Nelle ultime indagini d´opinione ‘Koalicja Europejska’, coalizione europea, l´alleanza ispirata da Donald Tusk ex premier riformatore polacco, e altre forze dei opposizione crescono. Per Repubblica con un vantaggio di 10 punti addirittura, mentre per il Post e altri sondaggi, stessa tendenza, ma con il PiS ancora il lieve vantaggio.

I sondaggi si proiettano anche sulle elezioni politiche di ottobre, e fanno temere al PiS di perdere il potere contro la vitalità della giovane società civile urbana polacca, espressione della opposizione laica e progressista nel Paese. Secondo Stanislaw Mocek della prestigiosa Accademia delle scienze polacca,“l´alleanza tra trono e altare, trono come potere politico, vacilla”, riferisce Tarquini su Rep. Secondo il teologo Stanislaw Obirek “il panico è ovunque, nella Chiesa come nel PiS”. I sovranisti al governo hanno subito tentato di reagire annunciando un inasprimento delle pene per i reati di pedofilia. Ed è attesa una epurazione senza precedenti nella Chiesa polacca su accuse e testimonianze di pedofilia.

Chiesa e potere civile sono strettamente legati in Polonia, e il partito di governo  di destra radicale, usa molto la propria alleanza con la chiesa per legittimare il suo potere. Come molti altri paesi, la Polonia ha già dovuto fare i conti con le rivelazioni degli abusi del clero sui minori, ma i dati ora pubblici sono sconvolgenti. A marzo, le autorità ecclesiastiche avevano dichiarato di essere a conoscenza di 382 sacerdoti che dagli anni Novanta ad oggi hanno abusato di 625 minori. Il documentario sugli abusi dei preti ha riaperto il dibattito. «Perché i preti commettono tali crimini? Perché i vescovi non hanno reagito come dovuto? Perché, per anni, ha prevalso una congiura del silenzio tra il clero?».

Tra i preti accusati di pedofilia c’è anche don Franciszek Cybula, scomparso, che fu parroco di Lech Walesa, l’operaio e sindacalista leader del movimento Solidarność che è stato il primo presidente della Polonia dopo la caduta del comunismo. «Sono così sorpreso che non so cosa dire», ha detto Walesa al New York Times: «Se io, come cattolico, avessi saputo, non avrei mai permesso una cosa del genere». Wojciech Polak, arcivescovo di Gniezno, ha ringraziato i due fratelli che hanno realizzato il documentario per il loro lavoro e si è scusato «per ogni ferita inflitta dalla Chiesa». Anche il nunzio apostolico vaticano in Polonia, monsignor Salvatore Pennacchio, ha portato le sue scuse e quelle di Papa Francesco ai sopravvissuti.

Anche il mondo politico ha ovviamente reagito. Il procuratore generale aprirà delle indagini per verificare i fatti raccontati nel documentario, mentre PiS al governo, promette più severità sugli abusi sessuali su minori, anche se finora è stato molto attento a non disturbare eccessivamente la Chiesa. Per guadagnare il potere e ottenere l’appoggio della popolazione i leader di Diritto e Giustizia hanno stretto una forte alleanza con la maggior parte dei vescovi polacchi. «Chi alza una mano contro la Chiesa, per distruggerla, alza una mano contro la Polonia», aveva detto durante un comizio elettorale di questo mese Jarosław Kaczyński, presidente e fondatore di PiS, aggiungendo che non può esistere la Polonia senza la Chiesa.

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