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sabato 7 Dicembre 2019

‘Lord Black’, cavaliere molto oscuro e la grazia di Trump libera amici

“Il grande lord Black” stesso nome del Cavaliere oscuro della saga di Batman, soprannome di Conrad Black, editore anglo canadese condannato nel 2007 per 60 milioni di truffa ed ostruzione alla giustizia negli Stati Uniti. Ma era amico di Trump che ora gli ha concesso la grazia. Quella per Black è solo l’ultimo di una serie di “perdoni” di personaggi legati all’estrema destra e suoi sostenitori.

Il cavaliere oscuro

“Il grande lord Black” non è il Cavaliere oscuro della saga di Batman ma il soprannome dato a Conrad Black, editore anglo canadese che nel 2007 fu condannato, a sei anni di carcere per truffa da 60 milioni di dollari, ed ostruzione alla giustizia negli Stati Uniti. Mercoledì scorso il presidente Donald Trump ha concesso la grazia all’uomo d’affari suscitando un vespaio di polemiche.

Una truffa da 60 milioni di dollari

Black controllava il gruppo editoriale Hollinger International (vittima della truffa per 60 milioni di dollari), adesso ribattezzato Sun-Times Media Group. Tra le pubblicazioni più note del gruppo editoriale, il Daily Telegraph in Gran Bretagna, il Chicago Sun-Times negli Usa, oltre all’israeliano Jerusalem Post e al canadese National Post.  Stampa popolare tutta rigorosamente di destra. Inoltre gli interessi della Sun Times si spingono fino in Australia.

Un uomo di Trump

Ma Mister Black è stato, ed è tuttora, un grande sostenitore di Trump. I suoi giornali hanno pubblicato numerosi articoli a sostegno del tycoon, l’esempio più eclatante è la biografia scritta dallo stesso Black, “Donald J. Trump: A President Like No Other”. Tutti elementi che hanno spinto molti a considerare la grazie di Trump dettata da evidenti interessi personali.

Tutti i perdonati

Ma l’attuale inquilino della Casa Bianca non è nuovo al perdono nei confronti di personaggi  discussi ma a lui molto vicini. A cominciare, nel 2017, dallo sceriffo dell’Arizona Joe Arpaio, uomo dell’estrema destra persecutore dei migranti latinoamericani. Arpaio si è distinto come protagonista della campagna per dimostrare che Barack Obama non era statunitense, un’operazione sostenuta dallo stesso Trump.
Lo scorso anno il presidente Usa ha fatto liberare anche Dinesh D’Souza, il commentatore conservatore di origine indiana, teorico della cospirazione, accostato spesso agli ambienti dell’estrema destra. D’Souza è stato condannato per violazioni finanziarie nella campagna elettorale per il senato nel 2012.
All’inizio del maggio di quest’anno ha fatto discutere anche la grazia concessa al soldato Michael Behenna. Il militare colpevole dell’omicidio di un detenuto iracheno sospettato di essere un membro di al-Queda, Ali Mansur Mohammed, avvenuto nel 2008.

 

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