Privacy Policy La 'biscottiera' tedesca sul nazismo e la ministra britannica senza pena -
sabato 14 Dicembre 2019

La ‘biscottiera’ tedesca sul nazismo e la ministra britannica senza pena

La ventiseienne ereditiera della Bahlsen, gruppo bolciario tedesco: “Durante il nazismo i lavoratori forzati li abbiamo trattati bene.
La nuova Segretaria di Stato alla Difesa della Gran Bretagna vuole impedire procedimenti contro militari per fatti oltre 10 anni fa, vedi guerra del Golfo per le inesistenti armi di distruzione di massa di Saddam, decisa da Bush e Blair, o Afghanistan.

Quand’è che la stupidità
diventa malvagia?

Fabbrica tedesca della Bahlsen, in Bassa Sassonia. durante il nazismo: il ‘lavoro forzato’ per gran parte di operaie polacche segnate da una maglia con la lettera ‘P’ o un generico ‘Ost’. ‘Zwangsarbeit’, ‘lavoro forzato’, parola chiara che indica schiavitù. ‘Zwangsarbeit’ per migliaia di stranieri o di oppositori o di ebrei costretti a lavorare nelle fabbriche tedesche, Bahlsen bolciaria compresa. Su quest’argomento, racconta su Repubblica.it Tonia Mastrabuoni, l’ereditiera del più famoso marchio di biscotti stia indignando la Germania, e non solo. La ventiseienne Verena Bahlsen ha dichiarato alla Bild che il lavoro forzato inflitto dai suoi trisavoli a centinaia di donne provenienti soprattutto dalla Polonia e dall’Ucraina «è successo prima del mio tempo e abbiamo sempre pagato quei lavoratori forzati quanto i tedeschi». L’azienda, ha concluso la giovane imprenditrice, «non ha nulla da rimproverarsi». Balle e vergogna.

Gli storici indignati hanno bollato le dichiarazioni della giovane Bahlsen come “insopportabili”, o più benevolmente, “confusi discorsi da bar”. Ma la stessa azienda ha pensato bene di pubblicare un comunicato in cui ricorda di aver impiegato tra il 1943 e il 1945 circa 200 lavoratrici forzate. E ha sottolineato di essere “consapevole della sofferenza e delle ingiustizie inflitte alle lavoratrici”. Dal Centro di documentazione sui lavori forzati di Berlino un invito a visitare il museo e a studiare un po’ di storia. Vizio a sparare cavolate già noto. Solo qualche giorno prima: «Ebbene sì, sono capitalista, mi appartiene un quarto di Bahlsen. Voglio guadagnare soldi e comprarmi degli yacht». No comment anche da parte di Remocontro sugli auguri volati verso il futuro più prossimo possibile per quella persona.

Oltre la stupidità,
la malizia carogna

La nuova Segretaria di Stato alla Difesa del Regno Unito, Penny Mordaunt

Questa volta è la Stampa di Torino a darci notizie da giramento di ‘scatole’. La nuova Segretaria di Stato alla Difesa del Regno Unito, la giovane Penny Mordaunt, pensa a una legge per impedire procedimenti contro il personale dell’esercito per fatti avvenuti più di 10 anni prima. La ‘biscottiera’ tedesca che che fa al nazismo lo ‘sconto’ sui lavori forzati, e lei che si preoccupa ad esempio per tutte le storiche guerre imperiali britanniche nel mondo, e per stare alla quasi attualità, alle balle raccontate dal duo Bushs Junior e Tony Blair sulla armi di di distruzione di massa di Saddam, che non esistevano. Forse un milione di morti, vergogna perenne, e neppure una piccola causa di parte di vedove o orfani anche tra i soldati? Saddam è stato impiccato dai vincitori, voi neppure una piccola causa civile? Impunità per legge (se mai sarà approvata) -ricorda Alfonso Bianchi-, che coprirebbe quindi interventi come quelli in Iraq o in Afghanistan.

L’intenzione nasce da Theresa May già nel 2016 ma esplode nel marzo scorso quando il procuratore generale dell’Irlanda del Nord ha annunciato che per la prima volta, dopo ben 47 anni, un paracadutista britannico sarebbe finito sul banco degli imputati per il Bloody Sunday, quando a Derry i militari britannici spararono sulla folla uccidendo 14 persone e ferendone 12. I repubblicani dello Sinn Féin hanno già a annunciato che non accetteranno nessuna forma di “immunità o impunità verso le forze armate britanniche colpevoli di crimini, collusioni e omicidi” nella regione. La momento ci sarebbero fino a 200 militari sotto investigazione per crimini commessi durante i Troubles, il conflitto nord irlandese durato fino al 1998 e che ha causato 3.500 vittime. Ma Penny Mordaunt va oltre, decisa a sospendere la partecipazione del Paese alla Convenzione europea sui diritti umani prima di importanti operazioni militari. E non è mai troppo Brexit.

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