• 21 Febbraio 2020

Facebook prepotente ora bersaglio: «L’azienda va divisa in tre»

Il troppo stroppia
Facebook a fette?

Sul New York Times, Chris Hughes, uno dei cofondatori del social propone il ridimensionamento della sua creatura. Facebook divisa in tre aziende separate: Facebook, WhatsApp e Instagram. «Per troppo tempo i legislatori hanno trascurato la loro responsabilità nell’assicurare che gli americani (e ormai il mondo) siano protetti e i mercati siano competitivi», ha scritto Hughes. «Siamo un paese che ha la tradizione di governare i monopoli, a prescindere dalle buone intenzioni delle persone che guidano le aziende, il potere di Mark è senza precedenti, è anti-americano».

Zuckerberg sotto attacco

Zuckerberg, fondatore e padrone, bersaglio del più duro e pericoloso attacco tra i molti ricevuti negli ultimi due anni, segnati -promemoria per tutti noi- dallo scandalo delle fake news diffuse dai russi per diffondere disinformazione e influenzare le elezioni Usa del 2016 a vantaggio di Trump, dalla condivisione di milioni di dati personali degli utenti con Cambridge Analytica e con aziende come Amazon, Microsoft e Netflix. Gran finale (per ora), la sua umiliante testimonianza davanti al Congresso proprio su questi temi, e la conseguente perdita di immagine.

Federal Trade Commission

Hughes, nel suo editoriale, racconta Marina Catucci da New York sul Manifesto, è stato molto critico con la Federal Trade Commission, che nel 2012 ha approvato l’acquisizione di Instagram da parte di Facebook, e nel 2014 quella di WhatsApp. Con buona pace di chi parla di comunicazione volatile alternativa. «Zuckerberg aveva visto che Facebook era diventata la piattaforma dei genitori e dei nonni e la nuova generazione cercava una comunicazione più veloce. Così ha finito per acquisire Instagram, costruendo così un colosso intercomunicante».

Facebook fatta a pezzi

Fare a fette Facebook. La senatrice democratica candidata alle elezioni presidenziali 2020 Elizabeth Warren, la stella socialista del partito Alexandria Ocasio-Cortez, il senatore del New Jersey Cory Booker e la senatrice californiana Kamala Harris. «Ci sono poche persone in grado di cavarsela e coinvolgere la loro comunità, la società, nella loro professione, senza in qualche modo, da qualche parte, avvalersi di Facebook». Anche tra i repubblicani l’idea di applicare delle norme guadagna attenzione, più inclini ad una regolamentazione che ai tagli.

Facebook e l’estremismo

Un’indagine dell’Associated Press rivela che la piattaforma arriva a generare automaticamente video che celebrano gruppi estremisti. Facebook, per festeggiare un anno di contenuti di ogni utente, genera automaticamente un video celebrativo; nel caso segnalato dalla Ap l’utente si chiamava «Abdel-Rahim Moussa, il Califfato». Facebook ammette che i suoi sistemi non sono perfetti, ma afferma di star facendo dei miglioramenti, anche se noi utenti moscerini, aspettiamo ancora di vederli. Forse servono nuove regole riguardo Internet.

Remocontro

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