Privacy Policy
lunedì 14 Ottobre 2019

Iran, la spia britannica, ma Londra ora teme l’Escalation Usa’

Iran, dipendente British Council condannato per “spionaggio”. Londra avverte: “La escalation degli Usa con l’Iran ci preoccupa”. Più paura degli Ayatollah o di Trump?

La spia a cui nessuno bada

Iran, la spia britannica, ma Londra ora teme l’Escalation Usa’
L’Iran ha annunciato di avere condannato a 10 anni di prigione un non identificato cittadino iraniano che lavorava a Teheran per il British Council e che è stato accusato di spionaggio per conto di Londra. “Ha confessato”, afferma l’agenzia di stampa iraniana. In altri tempi, crisi politico diplomatica da prime pagine, con qualche espulsione di diplomatici spia incrociata a pareggiare i conti. Oggi invece, notizia difficile persino da trovare sulla stampa un po’ più attenta i fatti del mondo (Repubblica e Libero). Perché? Perché le vere preoccupazioni nel mondo sul fronte Iran, sono ben altre.

Il segretario di Stato Usa a Bruxelles a spingere contro l’Iran

Londra allarmata non per la spia

«Il Regno Unito mette in guardia sul rischio che una escalation militare fra l’Iran e l’Occidente faccia scoppiare, anche non intenzionalmente, una vera e propria guerra nella regione», scrive Enrico Franceschini da Londra. Ed è il ministro degli Esteri Jeremy Hunt stamane a Bruxelles a lanciare l’allarme sul pericolo di un conflitto fra Teheran e gli Stati Uniti. “Siamo preoccupati che una guerra possa iniziare per un incidente, con una escalation non intenzionale”, ha detto Hunt prima di consultazioni con i capi della diplomazia di altri paesi dell’Unione Europea e degli Usa.

Maggior rischio Ayatollah o Trump?

Avvertimento transatlantico: “non sospingiamo di nuovo l’Iran sul cammino della nuclearizzazione”. A Trump e Bolt e Pompeo forse fischiano le orecchie. Londra, come il resto d’Europa, rimane impegnata a mantenere in vigore il trattato di non proliferazione nucleare firmato da Washington con il governo iraniano quando alla Casa Bianca c’era Barack Obama, ma successivamente cancellato da Donald Trump. Hunt afferma di avere avuto nei giorni scorsi a Londra una buona discussione” col segretario di Stato Usa Pompeo. Tradotto, hanno litigato per la provocazione di quella portaerei e quei B-52 nel Golfo Persico.

The Economist e l’Europa

«Dobbiamo impedire che l’Iran punti di nuovo alla nuclearizzazione, perché se Teheran diventa una potenza nucleare anche i suoi vicini vorranno diventarlo, in quella che è già la regione più instabile del mondo», afferma il capo del Foreign Office. A Bruxelles per discutere la questione ci sono, oltre a Hunt e Pompeo, anche i ministri degli Esteri di Francia, Germania e Italia, oltre a Federica Mogherini, responsabile della politica estera della Ue. «Continueremo a sostenere l’accordo nucleare con l’Iran anche se Trump lo ha sospeso». All’escalation dedica la copertina l’Economist di questa settimana, titolando sui “venti di guerra” che tornano a spirare sul Medio Oriente.

 

AVEVAMO DETTO

Usa-Iran, impetuosi venti di guerra

Potrebbe piacerti anche