• 18 Febbraio 2020

Haftar verso Sirte città di Gheddafi, per prendersi tutta la Libia

Commedia internazionale
giochi sporchi sottobanco

Haftar verso Sirte, città dei Gheddafi, per prendersi tutta la Libia
L’appello al cessate il fuoco lanciato venerdì dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e subito dopo la ‘pernacchia politica’, dal generale-maresciallo e quasi Rais, Kalifa Haftar. Lo fa da 50 anni Israele, e adesso in molti hanno imparato che è questione di rapporti di forza. Nuova offensiva anti Tripoli con raid aerei su Zawiya e truppe spedite alla conquista di Sirte, la città originaria del clan Gheddafi, che non è solo operazione militare ma anche politica. Secondo i media governativi di Tripoli, altre vittime civili nel raid aereo sulla città costiera di Zawiya, 50 chilometri a ovest di Tripoli, uno dei porti di partenza per i migranti diretti in Italia e dove sorge anche la principale raffineria del Paese, Tutto questo mentre il povero Fayez al-Serraj, se ne torna con le pive nel sacco dal deludente tour diplomatico in Europa. Roma, Berlino, Parigi e Londra, opportuniste, non condannano Haftar e invocano un cessate il fuoco ‘sotto supervisione internazionale’, che sarebbe la ratifica delle conquiste territoriali di Haftar.

In Libia ci si ammazza
ma si decide altrove

La nuova escalation è conseguenza anche della visita del generale di Tobruk al Cairo, dove gli è stato rinnovato il sostegno da parte del governo egiziano e dintorni politici internazionali. Giovedì dunque il via libera all’attacco. Non solo Tripoli, questa volta. L’autoproclamato capo dell’Esercito nazionale libico ha inviato truppe a Sirte, a 450 chilometri a est di Tripoli, la città originaria del clan Gheddafi, la città simbolo della guerra contro lo Stato Islamico nel Paese, e punto di riferimento delle forze di Misurata, la sola vera struttura militare che attualmente sostiene il traballante governo Serraj a Tripoli. A conferma dell’operazione in corso le immagini sui social delle forze dei militari del maresciallo in marcia verso Sirte. Dall’Onu le sollecitazioni inascoltate e i drammatici appelli umanitari. Il numero Di sfollati, secondo le Nazioni Unite, è salito a 67.200. L’Onu perora, e altri decidono il contrario. Ciò che conta per il generale della Ciranaica sono gli interessi dei partner regionali e internazionali che lo supportano: Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Russia.

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