domenica 21 luglio 2019

Haftar verso Sirte città di Gheddafi, per prendersi tutta la Libia

Libia, nuova offensiva di Haftar: raid aerei su Zawiya e truppe spedite alla conquista di Sirte, la città originaria del clan Gheddafi. L’ok sarebbe arrivato da al-Sisi (e di sponda da Mosca e dal silenzio di Washington). Nuovo Rais per nuovi equilibri strategici mediterranei che si preparano? 67.200 il numero degli sfollati dall’inizio degli scontri armati a Tripoli e dintorni.

Commedia internazionale
giochi sporchi sottobanco

Haftar verso Sirte, città dei Gheddafi, per prendersi tutta la Libia
L’appello al cessate il fuoco lanciato venerdì dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e subito dopo la ‘pernacchia politica’, dal generale-maresciallo e quasi Rais, Kalifa Haftar. Lo fa da 50 anni Israele, e adesso in molti hanno imparato che è questione di rapporti di forza. Nuova offensiva anti Tripoli con raid aerei su Zawiya e truppe spedite alla conquista di Sirte, la città originaria del clan Gheddafi, che non è solo operazione militare ma anche politica. Secondo i media governativi di Tripoli, altre vittime civili nel raid aereo sulla città costiera di Zawiya, 50 chilometri a ovest di Tripoli, uno dei porti di partenza per i migranti diretti in Italia e dove sorge anche la principale raffineria del Paese, Tutto questo mentre il povero Fayez al-Serraj, se ne torna con le pive nel sacco dal deludente tour diplomatico in Europa. Roma, Berlino, Parigi e Londra, opportuniste, non condannano Haftar e invocano un cessate il fuoco ‘sotto supervisione internazionale’, che sarebbe la ratifica delle conquiste territoriali di Haftar.

In Libia ci si ammazza
ma si decide altrove

La nuova escalation è conseguenza anche della visita del generale di Tobruk al Cairo, dove gli è stato rinnovato il sostegno da parte del governo egiziano e dintorni politici internazionali. Giovedì dunque il via libera all’attacco. Non solo Tripoli, questa volta. L’autoproclamato capo dell’Esercito nazionale libico ha inviato truppe a Sirte, a 450 chilometri a est di Tripoli, la città originaria del clan Gheddafi, la città simbolo della guerra contro lo Stato Islamico nel Paese, e punto di riferimento delle forze di Misurata, la sola vera struttura militare che attualmente sostiene il traballante governo Serraj a Tripoli. A conferma dell’operazione in corso le immagini sui social delle forze dei militari del maresciallo in marcia verso Sirte. Dall’Onu le sollecitazioni inascoltate e i drammatici appelli umanitari. Il numero Di sfollati, secondo le Nazioni Unite, è salito a 67.200. L’Onu perora, e altri decidono il contrario. Ciò che conta per il generale della Ciranaica sono gli interessi dei partner regionali e internazionali che lo supportano: Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Russia.

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