Privacy Policy
martedì 12 Novembre 2019

Il voto in Macedonia del Nord, da Alessandro Magno alla Nato

Basta Macedonia post Jugoslavia in litigio storico con la Grecia sulle origini di Alessandro Magno, 2mila e rotti anni fa. Prossimamente la Macedonia del Nord, promessa sposa Nato, sarà ufficialmente parte del contenzioso balcanico Stati Uniti e Russia tradita.

Da Alessandro Magno alla Nato

Il voto in Macedonia del Nord, elezioni presidenziali vinte dal candidato del centrosinistra, Stevo Pendarovski, a 7 punti soltanto dalla candidata del partito nazionalista, Gordana Siljanovska-Davkova. Minimo scarto, piccolo ruolo presidenziale (poco più che cerimoniale), ma grande valenza strategica. Le basi per l’ingresso di Skopje nella Nato, proclamano tutti e, per chi ama raccontare frottole, anche nella Unione europea. Nato certamente, Ue specchietto per le allodole, salvo qualche accordo commerciale e qualche sconto sui visti Schengen.

Il neo presidemte della Macedonia del nord Stevo Pendarovski

Un paese spaccato a metà

Decisivi potrebbero i voti della consistente minoranza albanese, circa il 25 per cento della popolazione. Il primo dato che emerge dalle elezioni presidenziali, l’affluenza. Soltanto il 46% degli elettori si è recato alle urne, segnale allarmante di disaffezione e scoramento da parte della popolazione verso la classe politica. Oggettivamente le condizioni economiche e sociali non appaiono delle più rosee: disoccupazione giovanile e tasso di emigrazione verso l’estero con percentuali a due cifre, con la ‘nuova’ Macedonia del Nord che eredita vecchi ed atavici problemi dell’ex repubblica jugoslava.

Disaffezione e sfiducia

Il cammino verso Nato ed Europa, sancito dall’accordo di Prespa, non sarà un percorso facile e politicamente scontato. Nonostante governo attuale e neo presidente favorevoli. Il referendum dello scorso settembre è stato un flop, con solo il 36% degli elettori alle urne, ben lontano dal 50% richiesto. Astensionismo contro, già sperimentato per altre questioni anche in Italia. Eppure il governo procede ugualmente alla ratifica dell’accordo, a gennaio protesta fuori dal parlamento, e per una manciata di voti i deputati approvano il nuovo nome da dare alla Repubblica.

Sul filo del rasoio

Tra chi va a votare la spaccatura è netta e sostanzialmente equilibrata. L’astensionismo contro chi e cosa? E la interessata e molto identitaria minoranza albanese, divisa sopratutto nel riferimento prioritario tra i confinanti Kosovo o Albania, vuole anche lei una adesione Nato che assimili la Macedonia alle vicine statualità albanesi? Di fatto e per un pelo vince il candidato che promette di andare avanti con Ue e Nato, e poco meno della metà invece dà fiducia ai nazionalisti. Prossimi mesi di probabile tensione non solo politica ma anche sociale.

Nato anti Russia e l’Europa?

Nato in espansione verso Est, con ritorno della conflittualità fra Occidente e Oriente. Europa in mezzo a questa guerra fredda giocata su sanzioni e espansionismo. La maggior parte dei Paesi Nato che mantengono solidi rapporti commerciali e non solo con la Russia, e l’Alleanza atlantica decisamente ostile nei confronti di Mosca. C’è qualcosa che non funziona, e il caso italiano ne è un esempio. Le sanzioni contro la Federazione russa a costi elevatissimi per molte nostre aziende, e gli opportunismi di ‘simpatia politica’ lacerata tra Putin e Trump. Problema vero, il peso che ha la Nato nelle scelte politiche ed economiche dei governi europei.

Potrebbe piacerti anche