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lunedì 14 Ottobre 2019

Corea di Kim, ‘missili messaggio’ a Washington

Pyongyang lancia missili a corto raggio e li declassa a ‘proiettili’, per non creare troppe paure. Nuova strategia per attirare l’attenzione di Washington. Preoccupazioni ma non troppo. E Trump parla con Putin, rientrato anche lì in partita.

Kim Jong-un ‘guarda in alto’
e a suo modo invia messaggi

Corea di Kim, ‘missili messaggio’ a Washington

  • Il leader della Corea del Nord Kim Jong-un supervisiona l’esercitazione per ‘lanciatori multipli’ di ‘armi tattiche guidate’ nel Mare Orientale. Solo ‘proiettili’ (non missili che in realtà erano), a ridurre la portata delle minaccia ma non quella del messaggio.
  • Segnali plurimi e incrociati. All’inizio di questa settimana il vice ministro degli Esteri nordcoreano Choe Son Hui a cui era toccato il ruolo del cattivo, che aveva minacciato ‘esisti indesiderati’ se Washington non avesse cambiato rotta sulle sanzioni economiche.
  • Il missile di sabato, lanciato all’indomani del monito del ministro degli Esteri di Seul Kang Kyung-wha, che aveva chiesto a Pyongyang “una denuclearizzazione visibile, concreta e sostenibile”, un suo soccesso, in cambio di un allentamento delle sanzioni.
  • Ieri Trump e Putin hanno parlato al telefono anche dell’incontro russo con Kim a Vladivostock. Anche quella mossa del leader nordcoreano un messaggio, con Kim intenzionato a giocare su molti tavoli: la tutela di Pechino, e Washington, ma anche Mosca.

Cosa appare, cosa (forse) è

L’intelligence sudcoreana, quella più interessata a quel rilancio militare dal nord, non ha parlato esplicitamente di “missili”, ma ha utilizzato il termine più vago di “proiettili”. Il test, precisano comunque gli specialisti, non rappresenta una violazione degli accordi informali tra il ‘leader supremo’ Kim Jong-un e il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che riguardavano i missili balistici intercontinentali, dalla gittata più lunga e quindi potenzialmente pericolosi per Washington. L’ultima minaccia a lunga gittata, novembre 2017, con Trump che bada a casa sua. Il mese scorso un altro lancio di una nuova “arma tattica guidata” a corto raggio, a creare ansia solo a Seul e al vicino Giappone.

Pyongyang triangolo con Mosca

Cambio di strategia da parte di Pyongyang con quei due ultimi missili. Dimostrazioni di forza, ma senza esagerare, per attirare l’attenzione di Washington senza costringerla ad arrabbiarsi. Sappiamo che i negoziati sono in stallo dopo il fallimento del vertice di Hanoi, in Vietnam, tra Trump e Kim, col il primo deve poter sbandierare in casa la denuclearizzazione coreana o qualcosa di molto vicino, mentre sl secondo, date le condizioni economiche del Paese, gli serve l’allentamento delle sanzioni. Ulteriore rilancio da parte di Kim, il suo viaggio di due settimane fa a Vladivostok, la Russia che si affaccia sul Pacifico, e l’incontro con Putin. Con Mosca che rilancia il ‘six-party talks’, la trattativa a sei: le due Corea, Usa e Giappone, Cina e Russia. Trump ovviamente preferisce una trattativa bilaterale a incasso personale.

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