Privacy Policy
domenica 15 Settembre 2019

Di nuovo Gaza, raid israeliani, razzi di Hamas, morti palestinesi

Raid su Gaza dopo il ferimento di due soldati israeliani sul confine: 5 morti palestinesi. Tre delle vittime sono militanti di Hamas, uccisi nei circa 30 raid sulla Striscia, mentre altri due palestinesi hanno perso la vita negli scontri lungo la frontiera. Dalla Striscia rispondono lanciando razzi.

Bilancio 2 giorni di massacri dopo

GAZA, ACCORDO HAMAS ISRAELE:
DALL’ALBA IL CESSATE IL FUOCO
6 maggio, Grazie alla mediazione dell’Egitto dopo un’escalation di violenze negli ultimi due giorni. Lanci di razzi da Gaza (4 vittime) e raid aerei israeliani, secondo l’agenzia Ansa, 25 palestinesi uccisi (fra cui due donne incinte e una ragazza) e 170 feriti. Nella foto, una bomba israeliana sta per colpire tra le case di Gaza.

Di nuovo Gaza, sempre Gaza

4 maggio. Giornata confusa e sanguinosa. Raid aereo israeliano su Gaza dopo il ferimento di soldati la recinzione di confine, secondo un portavoce militare israeliano «un vasto attacco aereo. Finora – ha precisato – abbiamo colpito oltre dieci obiettivi terroristici di Hamas e della Jihad islamica palestinese. A questo attacco partecipano anche carri armati israeliani». Risultato, sperando sia finita qui, 5 vittime palestinesi. Tre morti tra i militanti di Hamas, uccisi nei circa 30 raid israeliani sulla Striscia -conto tenuto da Gaza-, mentre altri due palestinesi hanno perso la vita negli scontri di ieri lungo la frontiera. Dalla Striscia hanno risposto lanciando forse 150 razzi senza alcun sistema di guida che non sembra abbiano colpito bersagli di qualche rilevanza, contrastati comunque dal sistema anti missile israeliano Iron Dome.

Israel Defense Forces @IDF

Israele afferma che i raid sono stati una ritorsione per due suoi soldati feriti dai cecchini alla frontiera. Azione e reazione a suscitare molti dubbi tra gli osservatori esterni. Va detto che due figure di spicco del mondo palestinese, il leader di Hamas a Gaza Yihia Sinwar e il leader della Jihad islamica Ziad Nahala, si trovano al Cairo per consultazioni con l’intelligence egiziana proprio per definire i dettagli di una tregua seria e certa, oltre l’attuale altalenante ‘cessare il fuoco’, con troppe eccezioni, con vittime, mentre le condizioni di vita a Gaza prigioniera diventano sempre più disumane e foriere d’odio. Finora né Hamas né il ministero degli interni di Gaza hanno dato istruzioni alla popolazione su come affrontare questa nuova crisi che giunge mentre i mercati sono affollati, nella giornata che precede l’inizio del Ramadan, il mese di digiuno islamico.

Israele bersaglio e risposta

Provando a capire: la manifestazione di tutti i venerdì a Gaza, sul confine galera, spari e su due soldati israeliani feriti, raid aerei e con carri armati da parte israeliana con 5 vittime, da Gaza circa 150 razzi non guidati contro. Colpita una casa israeliana a ridosso della Striscia, ma senza vittime. Il premier e assieme ministro della difesa Benyamin Netanyahu, impegnato nella difficile formazione del nuovo governo dopo le recenti elezioni, è stato costretto a violare il riposo sabbatico, con un vertice nella sede del ministero della difesa a Tel Aviv. Shabat escluso ovviamente per i militari che hanno colpito così duramente. Hamas attraverso il suo portavoce Abdel Latif al-Qanu, mentre a Gaza si contano le vittime, difende il diritto delle popolazione a manifestare contro l’occupazione, mentre da Gaza proseguono i lanci di razzi.

Chiusa nuovamente la Striscia

Chiuso il confine pedonale di Eretz e quello merci di Kerem Shalom, ha annunciato il Cogat, l’ente di governo che controlla i territori palestinesi. Disposta la chiusura della zona di pesca al largo della costa di Gaza. La Jihad islamica -secondo RaiNews- minaccia di colpire importanti obiettivi strategici in Israele, se l’aviazione israeliana non cesserà le attività. In un suo comunicato la jihad avverte che potrebbe attaccare la centrale atomica di Dimona, l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv ed i porti di Ashdod e di Haifa. Secondo la radio militare i voli da e per l’aeroporto Ben Gurion sono già stati deviati verso una rotta settentrionale che sorvola la città di Natanya. In funzione il sistema Iron Dome che ha intercettato decine di razzi.

Potrebbe piacerti anche