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mercoledì 16 Ottobre 2019

Il suprematismo bianco, incubo dell’America di Trump

L’attacco alla sinagoga di Poway l’ultimo episodio di razzismo bianco quasi ignorato nelle cronache internazionali. Ma Trump ha tolto 10 milioni di dollari a diversi gruppi che combattono l’estremismo di destra

«Crimine d’odio» lo definisce Trump
«Suprematismo bianco» non gli esce

Un micro universo americano impastato di odio antisemita, di razzismo anti nero, di fascismo e di ignoranza, di cui faceva parte John Earnest, il diciannovenne autore dell’attacco alla sinagoga di Poway, nella contea di San Diego, California. «Solo» un morto e tre feriti, e mancato massacro da fondo pagina. Eppure Earnest aveva ‘postato’ prima dell’attacco il suo manifesto copia/incolla. Breton Tarrant, lo stragista della Nuova Zelanda suo ispiratore e modello. O Robert Bower, l’assassino responsabile del massacro alla sinagoga di Pittsburgh di sei mesi fa. O quell’auto assassina lanciata contro i manifesdtanti neri a Charlottesville.

La destra fobica americana

Il manifesto di Earnest è l’insieme di dichiarazioni d’odio contro ebrei, musulmani, afroamericani, ispanici, immigrati, femministe, e altre minoranze. Dettagli da Umberto De Giovannangeli, sull’UffPost: «Ogni ebreo è responsabile del genocidio meticolosamente pianificato della razza europea», delira il diciannovenne terrorista, riprendendo la teoria del ‘complotto giudaico’ di sostituire gli americani bianchi con immigrati provenienti da altri Paesi. In giovane Ernest non solo dà i numeri a parole e poi spara tentando la strage, ma rivendica anche di aver dato fuoco un mese fa ad una moschea di Escondido, poche miglia dalla sinagoga doveè avvenuta la sparatoria.

Estremisti del ‘white power’

«Gli attentatori suprematisti amano l’esibizione mediatica agiscono rivolgendosi sempre a un’audience a un pubblico che credono ricettivo alle loro idee, hanno sempre contatti con gruppi più o meno radicali. Le loro idee, le loro parole d’ordine, non sono estranee alle destre sovraniste in crescita in tutto il globo», sempre De Giovannangeli. Il mondo dei «suprematisti bianchi» che sul web può contare su oltre 1022 siti. Gruppi di suprematisti cresciuti di numero dopo le presidenziali del 2016. Quelli di Vanguard America, razzisti dichiarati, sulla divisa hanno aggiunto la scritta “Make America Great Again”, motto della campagna elettorale di Trump.

La brutta America razzista

1124 gruppi che sostengono la supremazia bianca, teorica superiorità di razza su afro-americani, ispanici, arabi o ebrei. Fondamenta politiche fasciste e base religiosa del cristianesimo fondamentalista. Nel 2017, dati americani, il 60-70% degli omicidi di stampo politico, ideologico o religioso, sono stati compiuti da suprematisti bianchi o da gruppi di estrema destra, neonazisti. Largamente superiori a quelli commessi dagli estremisti islamici. 150, 200mila persone si iscrivono a pubblicazioni razziste, partecipano a marce e manifestazioni e donano denaro. Circa 150 programmi radiofonici e televisivi indipendenti trasmessi settimanalmente.

Nazifascisti all’americana

All’interno del movimento, i gruppi neonazisti sono i veri suprematisti e ariani. Nel 2008 erano 159, otto anni dopo sono saliti a 1384. Esplicita, la ‘White aryan resistance’. Suprematismo bianco Usa export nel Vecchio Continente. Thomas Mair, 54 anni, l’assassino della deputata laburista Jo Cox (16 luglio 2016), era legato al gruppo suprematista bianco Springbok Club, visceralmente ostile all’Europa. «L’internazionale del separatismo. Internazionale del terrore bianco» (De Giovannangeli). Eppure l’amministrazione Trump ha tagliato i fondi per 10 milioni di dollari a diversi gruppi che combattono l’estremismo di destra negli Stati Uniti.

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