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martedì 15 Ottobre 2019

‘Califfo’ al Baghdadi beffa, riappare e promette vendetta

Un video girato di recente mostra l’allora capo dell’Isis e poi Califfo  del presunto Stato islamico che, cinque anni dopo il sermone di Mosul sul nuovo califfato, rivendica attacchi e nuove operazioni armate. Più di tutto dimostra di essere vivo, ed è beffa ai superpotenti del mondo impegnati nella più accanita e tecnologica caccia all’uomo al mondo.

Il nemico pubblico numero 1
è vivo a torna a minacciarci

‘Califfo’ al Baghdadi beffa, riappare e promette vendetta
Una ricomparsa beffa. Il nemico assoluto, ‘licenza di uccidere’ contro il Califfo stragista da parte di tutti i più potenti e armati Paesi occidentali e i più decantati servizi segreti al mondo, ma a quanto pare le loro imprese sono soltanto cinema. Abu Bakr al Baghdadi, il Califfo a capo di ciò che resta dell’ex Isis o Stato Islamico o altra filiazione, è vivo e apparentemente vegeto, anzi, ingrassato. Dopo 5 anni di silenzio, il Califfo vantato per morto ma senza mai dirci dove e come, ricompare in un filmato in posa da Osama bin Laden quando predicava nei filmati diffusi dalle montagne dell’Afghanistan, mentre diffonde il suo sermone, valutazioni politiche e indicazioni di vendetta, a tre uomini dal volto oscurato.

Cinque anni dopo il sermone
nella Moschea Grande di Mosul

È accaduto cinque anni dopo il sermone nella Moschea Grande di Mosul, in cui proclamò davanti al mondo la nascita dello Stato islamico, Pensare che Donald Trump, soltanto lo scorso dicembre twittava sulle «storiche vittorie sull’Isis» che gli Usa e i loro alleati avevano ottenuto. «Ma se le sconfitte territoriali dello Stato islamico di cui scriveva sono reali, l’idea del nuovo califfato incarnata dal suo capo, Abu Bakr al Baghdadi, è viva e vegeta», rileva preoccupato (lui e noi) Michele Giorgio, Nena News. Al Baghdadi è ricomparso in un video diffuso da uno degli organi di propaganda Isis e pubblicato in parte da Site, il sito che, in conto Servizi Usa, segue il jihadismo sul web. Il capo dell’Isis promette rivincita, vendetta, e propone ai seguaci nuovi nemici da combattere, analisi importante da fare.

Invecchiato, ingrassato e vivo
più santone che capo militare

Il ‘Califfo’, nel filmato di 18 minuti, appare invecchiato e appesantito, indossa una tunica lunga e scura, un gilet mille tasche da combattente, il turbante nero simbolo del ruolo, e una barba ormai grigia tinta con l’henné soltanto al culmine. È seduto a gambe incrociate su un tappeto, al fianco anche un’arma, qualcosa di più moderno del tradizionale kalashnikov, e assieme a lui ci sono i tre uomini che rappresentano tutti i suoi seguaci a cui lui rivolge il verbo. Oltre alla abituale invocazione alla «guerra ai crociati», Al Baghdadi cita temi di stretta attualità datando così il video. Minacce e beffa: la sua apparizione mette a tacere le continue voci della sua uccisione. L’ultima lo scorso luglio, poi smentita con un audio nel settembre del 2017, ma gli audio sono facili da contrafare.

Taglia Usa da 25 milioni
ma lui dove si nasconde?

Gli Stati uniti, che su di lui hanno messo una taglia di 25 milioni di dollari, ad un certo punto hanno ammesso di non avere idea di dove fosse. Per i servizi segreti iracheni, in questi ultimi due anni Al Baghdadi si sarebbe nascosto nel deserto lungo il confine tra Siria e Iraq, usando tunnel per muoversi e beffare tutti i controlli. Nel video di ieri, Al Baghdadi fa riferimento alla battaglia di Baghuz, ultima roccaforte in Siria, avvenuta a fine marzo. Riferisce di 92 attacchi già compiuti in 8 paesi come rappresaglia per i territori persi in Iraq e Siria e i jihadisti uccisi, elogia le operazioni contro i soldati francesi e alleati in Burkina Faso e Mali. Cita gli attentati di Pasqua nello Sri Lanka rivendicati da Isis. Plaude i terroristi cingalesi con un audio sovrapposto immagini, forse una aggiunta.

 

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