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giovedì 19 Settembre 2019

25 aprile a Prato e Trieste ‘atletica’, tra fascismo e stupidità

Cartelli contro il prefetto e cori partigiani: la questura di Prato denuncia l’Anpi.
L’accusa: «Hanno chiesto le dimissioni del prefetto e intonato alcuni canti tipici della lotta partigiana». La prefetta che autorizzò Forza Nuova.
Trieste la tentata esclusione di atleti neri, ‘non per razzismo’ ma contro «gli scafisti dello sport».

Allergia da 25 aprile (e 1° maggio)
al polline della storia e democrazia

25 aprile a Prato e Trieste ‘atletica’, tra fascismo e stupidità
Qualcuno s’è bevuto il cervello. Sicuramente si tratta di ‘disinformazione’. Non può esistere che un questore della Repubblica italiana (nata dalla Resistenza, come da Costituzione), nell’anno di grazia 2019, invii al Viminale, ministero dall’Interno, questo telex urgente. «Si comunica che, nel corso delle celebrazioni per la Liberazione, un gruppo di soggetti appartenenti all’Anpi ha contestato con cori e cartelli, poi acquisiti dai poliziotti, il prefetto Scialla e il questore Cesareo». Qualche scriteriato cronista fazioso aggiunge, sui cori di ‘contestazione’ riferiti dal presunto Signor Questore: «Sono consistiti nel chiedere le dimissioni del prefetto, e nell’intonare alcuni canti tipici della lotta partigiana». Bella Ciao eversiva e insultante per Questore e Prefetto?

La Prefetta offesa dopo Forza Nuova

Ma non diciamo scemenze

Le scemenze di chi attribuisce a due vertici rappresentativi dello Stato, comportamenti decisamente offensivi, quelli e loro attruiti, perché non esiste al mondo che possa accadere quanto raccontato. Tipo, un altro presunto telex inviato dal questore sempre al MinInterno la sera stessa del 25 (a Salvini personalmente?): «I soggetti ritenuti responsabili di questi comportamenti, che sono in corso di identificazione, saranno segnalati all’autorità giudiziaria». Accusa ultima, durante le manifestazioni, dalla piazza dei “partigiani” si sarebbero levate dure contestazioni contro il prefetto, la signora Rosalba Scialla, “rea” -chiara faziosità di parte e di piazza- di aver autorizzato la manifestazione di Forza Nuova del 23 marzo.

Dal Secolo d’Italia per equità

Possibili ipotesi di reato di quella piazza eversiva, non quella di Forza Nuova ma quella dell’Anpi per la celebrazione del 25 aprile, festa nazionale della Liberazione dal nazifascismo. Il Secolo d’Italia, un tempo organo ufficiale dell’MSI (Almirante), ipotizza la contestazione del reato di “vilipendio della Repubblica e delle istituzioni costituzionali”. Ma, da parte di chi? Ritorno ad ‘Actung! Banditen!’, con l’Anpi accusata di manifestazione eversiva. «Idea deviata di libertà, persone fuori dalla storia» accusa qualcuno. Chi sarebbe fuori dalla storia? L’ Anpi in nome dei partigiani liberatori dalle vergogna fascista, direte voi. Errore. È il sindaco di Prato Daniele Spada, centrodestra, a difesa della Signora Prefetto: «vergognoso e inaccettabile contestare e offendere una rappresentante delle istituzioni…».

La Signora Prefetta vilipesa

Cartelli ‘esplicitamente critici’ nei confronti del Prefetto e del Questore per l’autorizzazione a Forza Nuova che aveva permesso a 150 camerati di Fn di sfilare per il centro, mentre a poca distanza, accanto al Castello dell’Imperatore, almeno 5.000 antifascisti manifestavano nella più grande iniziativa di piazza degli ultimi vent’anni. Ora i telex di denuncia dalla questura. Invenzione della satira o zelo da inciampo? Comunicato attribuito alla questura, in cui si precisa che Digos e scientifica hanno fatto riprese incriminanti. «I soggetti ritenuti responsabili di questi comportamenti, che sono in corso di identificazione, saranno segnalati all’autorità giudiziaria», l’asserzione attribuita al questore Casareo. Eversori di Prato, attenti a voi.

 

A Trieste i maratoneti migranti

Tutto ieri sui media la notizia che gli organizzatori del “Running festival” a Trieste (e già il nome doveva insospettire), avevano deciso, “per il loro bene,” di non invitare atleti africani alla mezza maratona in programma ai primi di maggio e di “prendere soltanto atleti europei”. Esclusione per il loro bene. Quale bene? L’organizzatore Gianfranco Carini cerca pezza all’inciampo clamoroso: «Manager poco seri sfruttano questi atleti e li propongono a costi bassissimi a scapito della loro dignità ma  anche a discapito di atleti italiani ed europei, che non possono essere ingaggiati perché hanno costi di mercato». Tradotto, i «negri» costano meno e portano via il lavoro ai nativi, come nelle campagne pugliesi e calabre. E proteggere la ‘loro dignità’ serve a proteggere il valore di mercato degli autoctoni.

Gli «scafisti dello sport»

All’ultimo momento, dopo un paradossale tira e molla, gli organizzatori hanno fatto marcia indietro. ‘Running festival’ da seppellire nella vergogna. L’ipocrisia, diceva Umberto Eco, “è un omaggio del vizio alla virtù”, ci ricorda Alessandro Portelli. Esclusioni e discriminazioni soltanto per il bene dei discriminati e degli esclusi. Il mancato invito agli atleti africani, che questa gara rischierebbero di vincerla, diventa benevola volontà di impedire «un mercimonio di atleti africani di altissimo valore, che vengono semplicemente sfruttati». Come l’«aiutiamoli a casa loro» ma intanto chiudiamo i porti. E il sottosegretario allo sport, il leghista pensante Giorgetti, prede le distanze dagli organizzatori triestini ma conferma che bisogna combattere «quelli che chiamo gli scafisti dello sport».

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