lunedì 27 maggio 2019

Egitto obbedisce all’embargo Usa e blocca il petrolio dell’Iran alla Siria

Damasco a secco, l’Egitto blocca a Suez le petroliere dirette in Siria. Il Cairo sostiene di non applicare le sanzioni Usa ma il greggio iraniano non raggiunge più la Siria via mare.
-Egitto opportunista e Al Sisi eterno, si proroga sino al 2030, Allah permettendo buona salute.

Tra i tanti guai della Siria,
anche serbatoi senza benzina

Egitto obbedisce all’embargo Usa e blocca il petrolio dell’Iran alla Siria
Razionamento e aumento del prezzo del carburante deciso dal governo a causa delle sanzioni varate dall’Amministrazione Trump contro Tehran e Damasco. Il Cattivo Trump, e l’Egitto di al-Sisi che controlla il rubinetto Suez, che blocca diligentemente le petroliere iraniane dirette ai porti siriani. In Siria il costo della benzina è calmierato e lo Stato tradizionalmente garantisce sussidi per tenere basso il prezzo del carburante, spiega Michele Giorgio, Nena News, «ma benzina e gasolio ora scarseggiano e il governo, con le casse vuote dopo otto anni di guerra, pur garantendo ancora ai cittadini siriani una quota di 100 litri di carburante al mese a prezzo sussidiato (prima erano 200), non ha potuto far altro che autorizzare la vendita di benzina a prezzi di mercato.

Il petrolio siriano che fine ha fatto?

Corsa a rendere di nuovo operativi i giacimenti di petrolio e di costruire nuovi depositi nelle aree liberate da jihadisti e islamisti radicali, promette il ministro illudendo. La maggior parte dei giacimenti di petrolio e gas del paese sono sotto il controllo delle “Forze democratiche siriane”, i combattenti curdi e arabi sostenute dagli americani nella Siria nordorientale, che non sono proprio amici di Assad. Trattative in corso tra Damasco e i curdi siriani e qualche giorno fa centinaia di autocisterne hanno raggiunto il Rojava e sono tornate a pieno carico. Palliativi. La Siria consuma 100 mila barili di petrolio al giorno e ne produce 24 mila. La salvazza dalle petroliere iraniane che percorrendo il canale di Suez consegnavano nei porti siriani 2-3 milioni di barili di greggio al mese.

Embargo Usa ma l’Egitto?

A novembre 2018 le sanzioni Usa contro chi ha rapporti economici e commerciali con l’Iran. E l’Egitto a quanto pare adesso cede alle minacce americane. «Il Cairo non conferma ma il quotidiano libanese Al-Akhbar sostiene che la Siria non sarebbe ancora riuscita a convincere il presidente egiziano Abdel Fattah el Sisi a non tenere conto delle minacce degli Stati uniti». Altre fonti affermano che el Sisi avendo escluso (per ora) l’ingresso dell’Egitto nella nascente “Nato araba” voluta da Washington e Riyadh, per tacitare Trump avrebbe garantito il rispetto delle sanzioni Usa contro Tehran e Damasco. Unica alternativa al blocco di Suez, il trasporto via terra del petrolio attraverso l’Iraq. 1200 autocisterne, ma già Washington fa pressioni sul governo di Baghdad.

Egitto opportunista Al Sisi eterno

Intanto in casa, il regime personale di al Sisi si proroga sino al 2030, Allah permettendo buona salute. Il sì del parlamento a voto è stato palese, con tanto di sventolio di bandiere egiziane e canzoni patriottiche in sottofondo, secondo il quotidiano di stato al-Ahram. Discussione e votazione finale fulminee, in unica giornata. E referendum confermativo già la prossima settimana. Nuovi poteri sulla nomina delle massime cariche del potere giudiziario, e nuovo ruolo all’esercito, garante “della democrazia e della Costituzione, dei principi fondamentali dello stato e della sua natura civile, dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone”. Human Rights Watch: «Istituzionalizzato l’autoritarismo». Oscurati 34.000 siti internet contro il No delle opposizioni

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