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martedì 15 Ottobre 2019

Guerra di Libia sul fronte italiano, Salvini comanda gli ammiragli?

Scoppia un caso sulla ‘intimazione’ inviata dal ministro Salvini contro le navi Ong. La circolare sarebbe infatti stata inviata non solo ai vertici delle forze dell’ordine ma anche ai vertici militari.
Un atto considerato ostile, definito “una vera e propria ingerenza senza precedenti nella recente storia della Repubblica”.

Salvini fa infuriare i militari:
«Dal ministro pressioni improprie»

Guerra di Libia sul fronte italiano, Salvini comanda gli ammiragli?
Questa volta è scontro frontale, senza giri di parole. «Quel che è accaduto è gravissimo», riporta AdnKronos dal ministero Difesa, «viola ogni principio, ogni protocollo e costituisce una forma di pressione impropria nei confronti del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli».
Peggio: «Non è che un ministro può alzarsi e ordinare qualcosa a un uomo dello Stato. Queste cose accadono nei regimi, non in democrazia. Noi rispondiamo al ministro della Difesa e al Capo dello Stato, che è il capo Supremo delle Forze Armate». E l’irruento Salvini ottiene di dare voce a vertici militari italiani solitamente muti.

Battaglia navale

Il malumore covava probabilmente da tempo tra i vertici delle forze armate, concede Carlo Lania sul Manifesto. «Ancora una volta, una direttiva del ministro degli Interni Matteo Salvini tira in ballo i capi di Stato maggiore della Difesa e dalla Marina militare chiedendogli di intervenire per contrastare le navi delle ong impegnate a salvare migranti nel Mediterraneo». Una guerra quasi personale (e/o elettorale) tra il ministro e le navi delle organizzazioni umanitarie. E ieri la ‘Mare Jonio’ della Mediterranea ha ripreso il mare da Marsala diretta verso l’area di ricerca e salvataggio libica. Uno scontro nel quale il titolare del Viminale punta a coinvolgere anche forze che, in realtà, rispondono solo al ministero della Difesa.

Regimi e democrazia

«Queste cose accadono nei regimi, non in democrazia. Noi rispondiamo al ministro della Difesa e al capo dello Stato, che è il capo supremo delle Forze armate», l’anatema militare allo staripante ministro. Più maliziosa e politica, ovviamente, la collega ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, in conto cinque stelle: «Per quanto mi riguarda il primo obiettivo è la protezione del Paese e tenere in sicurezza l’Italia, difendendo i nostri confini. Non ho tempo di vaneggiare come fa qualcun altro», è la risposta alle critiche arrivate da Salvini per alcune opinioni espresse dalla ministra sulla crisi libica. Salvini accusato di ‘vaneggiare’, e se non è crisi di governo, è campagna elettorale decisamente ‘vivace’. Persino troppo.

‘Porti chiusi’ o morte

‘Porti chiusi’, il mantra elettorale della Lega, costi quel che costi e i modi siano quelli che sono, ma è l’altra parte del governo che soffre. «La direttiva sui porti è doverosa, oltre che legittima, a fronte di un pericolo imminente», afferma il ministro Salvini. Ma ad attaccare l’iniziativa è l’alter vice premier Luigi Di Maio: «Se abbiamo il problema di 800 mila migranti in arrivo, non li fermi con una direttiva», dice da Abu Dhabi. «E’ chiaro che si tratta di misure emergenziali per il breve termine. Ma uno stato serio deve vedere a lungo termine: con l’Europa per la redistribuzione dei migranti che vengono bloccati proprio dagli alleati di Salvini come Orban». Il premier Conte, opportunamente tace e il Quirinale vigila, forse lancia messaggi cifrati a darsi una calmata perché una crisi di governo ora sarebbe catastrofica.

A Tripoli la guerra vera

Serraj e Maitig da Roma hanno agitato lo spauracchio «bomba umanitaria», parlando di 800 mila profughi pronti a partire verso le nostre coste se le forze del governo di accordo nazionale dovessero perdere la guerra, ed è guerra politica in casa nostra. Sul campo, altro pantano: l’offensiva di Haftar e la controffensiva di Serraj che non sono riuscite a sfondare il fronte avverso. Ieri, gli uomini di Misurata addestrati anche dagli italiani, hanno cercato di spezzare l’assedio nella zona sud-ovest della città. Nel primo pomeriggio i comandi militari misuratini che dichiarano zone liberate, e poco dopo la stessa area che cade sotto il controllo di Haftar (quasi una Salvini Di Maio più cruenta). Intanto i morti stanno rapidamente raggiungendo quota 200.

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