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giovedì 21 Novembre 2019

S400 russi alla Turchia, rabbia Nato ‘Usa obbedir tacendo’

Ankara pronta ad acquistare da Mosca i sistemi missilistici antiaerei S-400, ad aggravare la crisi che già esiste nel rapporto con gli alleati americani.
Lo spaccone Nato Scaparrotti, vanta le spese militari Nato oltre il trilione di dollari, 22 volte superiori alla spesa russa per la difesa.
Problema tra muscoli e testa.

S-400 alla Turchia, rabbia
Nato ‘Usa obbedir tacendo’

S400 russi alla Turchia, rabbia Nato ‘Usa obbedir tacendo’
Le ultime spallate possibili da parte del governo americano, scrive Foreign Policy, per evitare che Ankara (accordo politico commerciale già firmato) acquisti da Mosca i sistemi missilistici antiaerei S-400. Gli Stati Uniti minacciano di tagliere la fornitura alla Turchia dei caccia F-35, ma somiglia alla vendetta del marito che per far dispetto alla moglie si amputa parti preziose. Con Mosca pronta ad offrire suoi caccia Stealt a miglior prezzo. Altra versione geopolitica dietrologica, l’annunciato acquisto degli S-400 sarebbe una tattica del presidente Erdogan che, con intorcinamenti ‘neo ottomani’ poco credibili, vorrebbe da Washington concessioni sull’acquisto dei sistemi aerei missilistici Patriot.

Cremlino comunque applaude

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, informa Sputnik, ovviamente applaude con delicatezza. Perché l’accordo sugli S-400 è diventato anche un elemento importante della politica turca in Siria, dove Ankara ha gradualmente cambiato le sue posizioni. Dopo la fallita guerra ad Assad, ora vuole contenere l’influenza curda nel nord della Siria. Minacciando il riavvicinamento con la Russia, la Turchia in questo modo costringe il governo americano a rivedere la politica di sostegno all’unità curda in Siria. Ed ecco che già nel 2017, quando Ankara ha stipulato il primo accordo con il Cremlino, sono partite le prime minacce americane.

Russia arrabbiata con la Nato

Sempre da fonte semiufficiale del Cremlino, «La Russia e la NATO hanno cessato completamente la cooperazione tra le fila civili e militari», ha detto in un’intervista a Sputnik il vice capo del Ministero degli Esteri Aleksander Grushko. Secondo Grushko, l’Alleanza è andata troppo lontano nel fomentare il confronto con la Russia.

Generale Usa Scaparrotti

Il comandante Nato in Europa, l’italo americano Scaparrotti, mentre schiera il fronte Nato ai confini con la Russia, ricorda indirettamente ad Aleksander Grushko, che le spese militari dei paesi della Nato nello scorso anno hanno superato il trilione di dollari, un cifra ben 22 volte superiore rispetto alla spesa russa per la difesa.

La guerra dei bottoni

Grushko, risposta indiretta, «Mosca non ha intenzione di partecipare alla gara di riarmo con la NATO. Per quanto riguarda il conflitto armato con la Nato, tutte le persone sensate sperano che questo non accadrà. Sarebbe un disastro per tutta l’umanità. Sono sicuro che lo capiscono sia a Washington che a Bruxelles».

Guerra fredda e gelo Artico

«Negli ultimi anni, la Russia si trova ad affrontare un’attività senza precedenti dell’Alleanza ai suoi confini. La NATO lo chiama “contenimento dell’aggressione russa”. Il Cremlino ha sottolineato che Mosca non rappresenta una minaccia per gli altri paesi, ma non lascia senza risposta le azioni pericolose che minacciano i suoi interessi».

Nato-Russia nel Mar Nero

Il Mar Nero, piccolo mare semichiuso e poco profondo, era stato per molto tempo assente dalla lista delle aree calde del pianeta. Ma poi la Nato si è espansa ad Est e le coste ed i porti bulgari e rumeni che si affacciano sulle sue acque, un tempo parte del Patto di Varsavia, costituiscono oggi il fianco sud-orientale dell’Alleanza.

Sbocco russo al Mediterraneo

Il Mar Nero, unica via di collegamento russo al Mar Mediterraneo. Dal 2014, quando la Russia ha annesso la Crimea riappropriandosi di quel territorio che Krushov aveva regalato all’Ucraina nel 1954, cambia lo schieramento delle forze in campo. Più Nato e incremento della forse russa: 28.000 uomini, fregate e i sottomarini con missili da crociera Kalibr.

2016, summit Nato a Varsavia

2016, Summit Nato di Varsavia, gli alleati decidono più forze in Romania. L’anno successivo, più forze nelle manovre militari nel Mar Nero dei gruppi navali multinazionali permanenti della Nato.
Nel 2018 i gruppi navali hanno partecipato, tra le altre, ad esercitazioni con unità navali della Marina romena e anche di quella ucraina.

Missili balistici a Deveselu

Utile a completare il quadro del pastiggio strategico, ricordare che dal 2016 Bucarest ospita a Deveselu il sistema di difesa contro missili balistici Aegis Ashore fornito dagli Stati Uniti, e che da allora costituisce un obiettivo sensibile per Mosca, nonostante la Nato abbia negato che la sua installazione abbia funzioni ostili nei confronti della Russia.

Fianco sud-orientale Nato e Turchia

La Turchia sull’economia e politica della sicurezza ora guarda ad Est. Il progetto Turkish Stream e i l’acquisto dei sistemi di difesa aerea missilistica S-400. Turchia e la Russia soltanto partner in determinati settori, per ora, e salvo errori occidentali e pasticci ucraini. L’incidente nello stretto di Kerch e il facile blocco del porto di Mariupol nel Mare d’Azov.

Mar Nero Nato senza Usa

Incremento della presenza Nato tra il 2017 e il 2018 quando le unità navali dei Paesi alleati sono rimaste rispettivamente 80 e 120 giorni nelle acque del Mar Nero. Ma a colpire è l’assenza Usa tra i partecipanti che sembra indicare la volontà di Washington di trasferire la responsabilità del supporto politico-militare alla prossima leadership di Kiev e alleati minori.

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