martedì 16 luglio 2019

Haftar bombarda e ricatta, la pista dei soldi da Sarkozy ai sauditi

Clamorose indiscrezioni sui “fondi neri” di Gheddafi con cui potrebbe essere stata finanziata la campagna elettorale del Presidente Sarkozy. Soldi di ieri soldi di oggi.
-Decine di milioni di dollari promessi dall’Arabia Saudita a sostegno dell’offensiva di Haftar contro Tripoli. Il Wall Street Journal svela l’accordo.

Soldi sporchi di sangue,
di petrolio e di ricatti

Haftar bombarda e ricatta, la pista dei soldi da Sarkozy ai sauditi
La Libia è in fiamme e, questa volta, potrebbe saltare tutta la polveriera. Il generale Haftar tira dritto con la sua offensiva verso Tripoli, che ha già causato 58 morti (per altre fonti 100, di cui 28 bambini), e ieri ha fatto bombardare dai suoi aerei un campo delle milizie avversarie (Abdel Samad) ad Accordo, vicino Zuara. E mentre nel centro della capitale si svolgeva un’imponente manifestazione contro l’offensiva dell’Esercito nazionale libico partito da Bengasi (Cirenaica), l’Onu ha reso noto che cresce l’esodo dei tripolini che abbandonano la città (ormai quasi 10 mila). Intanto, l’escalation della crisi ha indotto il governo italiano a convocare d’emergenza un vertice presieduto dal premier Conte. L’Italia sostiene Sarraj, cioè il blocco anti-Haftar, il cui patron-ombra è la Francia, che nega cercando di arrampicarsi sugli specchi.

Bugie alla francese

Un portavoce del Ministero degli Esteri di Parigi ha cercato goffamente di mettere le mani avanti: “Come i nostri partner, parliamo con tutte le parti del conflitto in Libia – ha detto – al fine di ottenere il cessate il fuoco. Non siamo mai stati avvisati di un’offensiva su Tripoli”. Beh, paradossalmente è vero. Perché l’hanno organizzata loro. “Remocontro”, alcuni giorni fa, ha già dato ampie notizie al riguardo, con l’articolo dal titolo “Macron come Sarkozy e la Libia bottino di guerra” (dei francesi). Parigi ha anche bloccato, all’Unione Europea, l’imposizione di sanzioni economiche contro Haftar. All’epoca del colpo di mano contro Gheddafi (e l’Italia) il giornale satirico “Le canard enchaîné” pubblicò con grande anticipo i piani dei servizi segreti francesi per mettere le mani sulla Libia.

Le Figaro, Macron e Haftar

Oggi, i “cugini” si ripresentano per ripetere il colpo, con l’intento di sgraffignare il resto del bottino energetico: gas, petrolio e, soprattutto, uranio. Le Figaro, descrive con nomi, cognomi e indirizzi, il connubio Macron-Haftar. Un paio di mesi fa, il Ministro degli Esteri transalpino Jean-Yves Le Drian ha dichiarato, con un bel po’ di faccia tosta, che “progressi significativi sono stati raggiunti, nel sud della Libia, contro i terroristi islamici, le organizzazioni criminali e le bande armate straniere”. Indovinate chi ha eliminato i “nemici”? Ovviamente Haftar, con i soldi, le armi e l’assistenza dell’intelligence francese. Ma c’è dell’altro, ben più pesante. Sarkozy è comparso davanti ai giudici per rispondere delle accuse riguardanti il possibile utilizzo di fondi libici. In pratica, delle eventuali porcherie combinate con Gheddafi, prima “compagno di merende” e poi fatto ammazzare come un cane quando il “business” s’interruppe.

Da Parigi a Ryadh

A Nanterre, Sarkozy, qualche settimana fa, ha dovuto rispondere a domande precise: il Colonnello Gheddafi ha forse finanziato la campagna elettorale dell’uomo che è diventato Presidente della Francia? Se fosse così, anche l’immagine internazionale della Repubblica transalpina ne uscirebbe con le ossa rotte. E, infine, la questione più importante: Haftar cosa sa di quest’imbroglio? Tiene in cassaforte documenti compromettenti, come si potrebbe sospettare? Insomma, ricatta la Francia? Intanto il Wall Street Journal svela i dettagli dell’accordo stretto a Ryadh dal generale libico. L’Arabia saudita avrebbe promesso ad Haftar decine di milioni di dollari per finanziare la sua operazione militare. L’impegno in diversi incontri con dignitari della corte di re Salman durante la visita del generale il 27 marzo, vigilia dell’attacco.

 

AVEVAMO DETTO

Macron come Sarkozy e la Libia bottino di guerra

Potrebbe piacerti anche