domenica 18 Agosto 2019

Israele sempre a destra, Netanyahu probabile premier salvo galera

Netanyahu pareggia i voti ma vince con le alleanze e sembra aver ottenuto 65 seggi su 120. Il successo di Gantz non basta per il governo.
-Palestinesi: ‘hanno detto no alla pace e sì all’occupazione’

‘Bibi’ probabile 5° mandato
salvo galera per corruzione

Israele sempre a destra, Netanyahu probabile premier salvo galera
Benjamìn Netanyahu verso la conquista del suo quinto mandato. 99% dei voti scrutinati, il partito Likud del premier israeliano, è in vantaggio per una manciata di voti sul partito del rivale Benny Gantz, 26,47% contro 26,11%. I due partiti appaiati, ma la coalizione del primo ministro conquisterebbe 65 dei 120 seggi del Parlamento, la Knesset. I votanti sono stati poco più di 4 milioni, il 67%, in calo sopratutto il voto arabo, e questo è dato politico. Netanyahu, 69 anni, nonostante le accuse di corruzione e procedura giudiziaria in corso, potrebbe diventare il primo ministro israeliano più longevo, superando il padre della patria Ben Gurion.

Viva il premier uscente
sull’entrante vedremo

Visibilmente soddisfatto, accanto alla moglie anche lei raggiante (e inquisita), Netanyahu dichiara la sua vittoria e annuncia subito l’inizio dei negoziati per la il nuovo governo. Peccato che la Knesset sembri bombardata dai risultati. Dati non certi: la caduta dei laburisti, l’esclusione della lista ‘Nuova destra di Bennett e Shaked, mentre l’elettorato arabo riesce a far entrare in Parlamento 2 liste. Allearsi con chi e per fare che? In più l’incriminazione per corruzione. Netanyahu premier uscente, sull’entrante vedremo. Dal voto alla formazione del governo possono passare addirittura mesi. Bisognerà attendere anche un paio di giorni, per avere i dati definitivi.

Palestinesi: ‘hanno detto no
alla pace e sì all’occupazione’

Palestinesi: “con questo voto gli israeliani hanno scelto di preservare lo status quo. No alla pace e sì all’occupazione”. Voto arabo frenato e controllato. Telecamere nascoste nei 1.300 seggi dei centri abitati arabi, portate da attivisti del Likud. La lista araba Hadash-Taal denuncia alla Commissione elettorale centrale. La notizia di controlli anche nei seggi ha scoraggiato il voto arabo, il 17%, più bassa da decenni, il 63% del 2015. Distacco dalla politica dopo che Israele si è definito ‘Stato-Nazione del popolo ebraico’, l’analisi di Michele Giorgio, Nena News, e la consapevolezza che sono quasi impercettibili ruolo e peso dei deputati arabi alla Knesset.

Parlamento razzista-xenofobo,
ira dell’Olp e mondo palestinese

«Un parlamento di destra razzista e xenofobo», la valutazione politica dell’esponente dell’Olp Hanan Ashrawi, secondo cui Israele ha scelto «L’agenda estremistica e militaristica, guidata da Netanyahu, incoraggiata dalle politiche sconsiderate e dal cieco sostegno dell’amministrazione Trump in un’alleanza cinica». Con problemi politico sociali interni anche al mondo ebraico. Gerusalemme e Tel Aviv, esempio, solo 60 chilometri e le due facce della luna. Gerusalemme dei partiti nazionalisti e confessionali che sostengono Netanyahu, mentre a Tel Aviv la sinistra ha sbaragliato i rivali. L’altra faccia di Israele come quella della luna, che C’è ma non si vede.

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