giovedì 23 maggio 2019

Israele, segreti di missili per l’India dimenticati al ristorante

Persi in un ristorante tutti i documenti supersegreti (“eyes only”), sulla vendita di sofisticati missili all’India.
-I micidiali missili anti-tank ‘Spike’ (8000 pezzi), 300 lanciatori e tecnologia di ultima generazione.

Israeli Security Delegation
distratta al ristorante

Israele, segreti di missili per l’India dimenticati al ristorante

Israele: c’erano una volta i servizi segreti. O, almeno, questa è l’impressione che si ha leggendo la notizia, pubblicata con grande spolvero da Haaretz, su un fatto curioso e inquietante allo stesso tempo. Dunque, è successo questo. Una “Israeli Security Delegation”, ovverossia una delegazione di altissimi ufficiali della sicurezza dello Stato ebraico, ha perso un catafascio di documenti segretissimi, dopo aver pranzato in un ristorante. Sembra una barzelletta, ma il gruppo, guidato dal Consigliere per la Sicurezza Nazionale Ben Shabbat, ha lasciato sul tavolo, assieme a piatti, piattini e bottiglioni, una carpetta “esplosiva”. In tutti i sensi.

Infatti, i documenti contenuti riguardavano tutto lo stock di armi di ultima generazione che Gerusalemme si appresta a vendere all’India. E qui, dall’inghippo, saltano fuori altre indiscrezioni “a catena”. La delegazione che ha perso i documenti classificati al massimo della segretezza (“eyes only”) stava per combinarne una veramente storica, considerato il prestigio di cui godono gli apparati di sicurezza israeliani. Ma con un colpo di fortuna (per non dire di qualche altra cosa) la carpetta è finita nelle mani di un cameriere “patriottico” che, apertala e resosi conto del tipo di “argomenti” di cui si parlava, ha contattato immediatamente un suo amico, la cui madre lavora all’ambasciata israeliana di Nuova Delhi.

Così, allertate le autorità centrali di Gerusalemme, i documenti sono stati immediatamente recapitati in India, dove la sbadata delegazione ha potuto rientrarne in possesso e condurre in porto la transazione “strategica” con il con il governo di Narendra Modi. Questa colpevole negligenza ha fatto emergere tutto un background di intese, di cui si parlava da tempo, tra Israele e l’India. Si tratta della vendita di avanzatissimi sistemi d’armi (da usare eventualmente contro il Pakistan) per una somma vicina al mezzo miliardo di dollari. Naturalmente, la superficialità dimostrata dalla delegazione ha avuto un seguito disciplinare.

Il premier Modi e la delegazione israeliana dei distratti

Il chairman del Consiglio per la Sicurezza Nazionale di Israele, Yoav Horowitz, ha aperto a tamburo battente un’inchiesta, tirando le orecchie a Ben Shabbat. Nonostante che l’incidente, a detta delle autorità israeliane, non abbia avuto conseguenze, esso è però servito a riscrivere tutti i protocolli riguardanti il trasporto di documenti classificati. Da parte sua, Netanyahu ha affermato: “Abbiamo appreso la lezione”. Si diceva dell’intesa strategica tra Gerusalemme e Nuova Delhi. L’accordo riguarda i micidiali missili anti-tank “Spike” (circa 8000 pezzi), 300 lanciatori e sofisticata tecnologia di ultima generazione. Nel mazzo, in futuro, previsti anche “droni”, cannoni e radar di scoperta aerea.

L’ampio budget per la difesa indiano (quasi 55 miliardi di dollari annui) offre notevoli opportunità di business a chi predica bene e razzola male. Un nome a caso? La Francia di Macron, che venderebbe pure l’anima al diavolo, ma che per ora si accontenta di vendere armi a tutto spiano a Narendra Modi. Alla faccia dell’Unione Europea.

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