lunedì 17 giugno 2019

Non solo il Brunei da lapidare, 12 i paesi Onu della morte/tortura

Lapidazione per l’adulterio e i rapporti omosessuali fra uomini, in osservanza al codice islamico della sharia, la legge coranica. Il piccolo stato del Sud-est asiatico che adotta il codice islamico della sharia ha anche introdotto l’amputazione degli arti in caso di furto. La pena-tortura nel mondo

Lapidazioni senza sconto

Non solo il Brunei da lapidare, 12 i paesi Onu della morte/tortura
«Le pietre non devono essere così grandi da far morire il condannato al solo lancio di una o due di esse; esse inoltre non devono essere così piccole da non poter essere definite come pietre». Dettagli sulla condanna alla pena di morte regolata dalla Shari’a, la legge islamica. Le pietre, lanciate dagli accusatori, devono essere di grandezza tale da garantire la durata media dell’ esecuzione di circa trenta minuti. Espiazione pubblica della colpa del reo e diritto alla vendetta. Un po’ più civilmente a Troia, la città di Re Priamo, l’eroe Ettore, raccontato da Omero nell’Iliade, parla del ‘chitone di pietre’, la mortale ‘veste di pietre’ come forma di giustizia popolare, e non un’ istituzione giuridica. Distinzione anche nel diritto romano. Ma non sempre il mondo, tutto il mondo, cammina in avanti.

Brunei, dove e perché

Condanna a morte per lapidazione per l’adulterio e i rapporti omosessuali fra uomini (per le donne sconto con decenni di galera), in osservanza al codice islamico della sharia, la legge coranica. Sono queste le controverse misure entrate in vigore nel piccolo, ricchissimo sultanato del Brunei, nel Sud-est asiatico nel nord dell’isola di Borneo. Stupore, sdegno e condanne da tutto il mondo. Ritorno al “Medioevo”. E ora una campagna di boicottaggio dello staterello governato da un Sultano settantenne, primo ministro e padrone miliardario, sino a ieri sopratutto una caricatura di principato simile alle fantasia di Salgari, esibizione di potere e di ‘regalità’ modello Sandokan, ma senza alcun raddrizza torti a imporre una giustizia giusta.

Svolta integralista

L’adulterio e l’omosessualità erano già un reato in Brunei, punibili con pene fino a dieci anni di carcere. Dal 2014, la progressiva introduzione della sharia nel piccolo paese asiatico, dove -inoltre- solo i due terzi dei 420mila abitanti sono di religione musulmana. Il nuovo codice si applica a tutti i musulmani che abbiano raggiunto la pubertà, anche se alcune misure coinvolgono anche i non musulmani. Reati come lo stupro, l’adulterio, la sodomia, la blasfemia e la rapina avranno ora come massima pena la condanna a morte. I rapporti lesbici verranno invece puniti con un massimo di 40 frustate e dieci anni di carcere. Per il furto è prevista l’amputazione degli arti.

12 Paesi della lapidazione

La pena capitale per lapidazione. Almeno 12 Paesi Onu, che adottano la legge della sharia, che in alcuni casi funge da codice penale: Afghanistan, Arabia Saudita, Brunei Darussalam, Iran, Iraq, Mauritania, Nigeria, Pakistan, Qatar, Somalia, Sudan e Yemen. Nel mondo in altri sei Paesi essere omosessuale può costare la vita, con la pena di morte per lapidazione. La pena capitale con questa modalità è in vigore in sei Stati delle Nazioni Unite. Tre in Asia (Iran, Arabia Saudita e Yemen) e tre in Africa (Nigeria, Sudan e Somalia) dove la lapidazione è prevista per legge e viene effettivamente praticata. La lapidazione è una opzione possibile per legge anche in Mauritania, Emirati Arabi, Qatar, Afghanistan e Pakistan, ma di recente non è stata messa in atto.

Sultano Hassanal Bolkiah

Il suo nome completo,  Kebawah Duli Yang Maha Mulia Paduka Seri Baginda Sultan Haji Hassanal Bolkiah Al-Mu’izzaddin Waddaulah ibni Almarhum Sultan Omar Ali Saifuddien Sa’adul Khairi Waddien, Sultano e Primo Ministro di Brunei, 72 anni. Regnante da 51 anni. Come suo padre, anche Hassanal Bolkiah fu fatto cavaliere dalla Regina Elisabetta II del Regno Unito, del quale il Brunei fu protettorato fino al 1984. Formazione britannica alla Royal Military Academy Sandhurst. Lauree honoris causa in Legge dall’Università di Oxford, Lettere dall’Università di Aberdeen, poi Thailandia, Yogyakarta, Singapore. Cultura a braccetto con la democrazia, l’ironia facile. Lui, il Sultano, per evitare il peccato d’adulterio, semplicemente cambiava moglie. 5 figli e 7 figlie avuti con tre mogli. Il principe Al-Muhtadee Billah è l’erede ufficiale al trono.

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