domenica 26 maggio 2019

Yemen, migliaia di ragazzi-soldato reclutati con l’inganno

Ragazzi addestrati dai filo-sauditi e mandati in prima linea. I trafficanti promettono alle famiglie che avrebbero lavorato come cuochi o camerieri per 800 dollari al mese.
Uno sciame di droni houti sui palazzi reali sauditi, le truppe degli Emirati alla conquista del porto ribelle sul Mar Rosso, almeno 10 mila morti in 36 mesi in una nazione alle soglie della carestia.

Soldati a 14-15 anni
se non muori prima
per fame e colera

Yemen, migliaia di ragazzi-soldato reclutati con l’inganno
Adolescenti, 14-15 anni, reclutati dalle forze filo-saudite per combattere contro i ribelli sciiti Houthi. Il racconto di Giordano Stabile su La Stampa, «I mediatori promettevano alle famiglie che i figli avrebbero lavorato come cuochi o inservienti, con stipendi «fino a 800 dollari al mese», una enormità nello Yemen. Invece si sono ritrovati in prima linea, spesso di fronte a ragazzini come loro perché a loro volta gli Houthi reclutano minori dai 14 anni in su, spesso a forza». Gli arruolamenti per giunta con l’inganno, proibiti dalle convenzioni internazionali, sono stati documentati dalla tv qatarina Al-Jazeera, ma è solo l’ultima goccia nel mare degli orrori di quella guerra.

Il Mostro ha 4 anni

Una guerra cominciata quattro anni fa, febbraio 2015, con almeno 80 mila vittime di bombe e combattimenti più altre migliaia di persone -tante- morte per fame e malattie legate alla fame, come l’epidemia di colera che sta attualmente colpendo più di mille nuovi bambini ogni giorno. Testimonianza raccolte da Al-Jazeera nello Yemen centrale. Ragazzi che avevano lasciato le loro famiglie con la promessa di uno stipendio regolare per un ruolo di ‘non combattenti’. «Ci hanno detto che avremmo lavorato in cucina e guadagnato 3 mila riyal sauditi. Ci abbiamo creduto e siamo saliti sul pullman». Ma i ragazzi venivano poi fatti passare in territorio saudita, dove si trovano i campi militari di addestramento.

Soldati bambino vergogna trasversale

Un rapporto delle Nazioni Unite ha denunciato ambedue le parti in conflitto, i ribelli sciiti Houthi, e la coalizione saudita-emiratina, per l’arruolamento forzato di ragazzi. Sia lo Yemen che l’Arabia Saudita hanno firmato la convenzione internazionale che bandisce il coinvolgimento di bambini nei conflitti, ma le regole in quel macello sono carta straccia. Nel 2018 Riad è stata accusata di reclutare minori nella regione sudanese del Darfour, un’altra area devastata dalla guerra civile, per spedirli sul fronte yemenita. Le autorità yemenite e saudite hanno sempre respinto le accuse ma le due parti risultano ben poco credibili e la realtà documentata giornalisticamente risulta molto diversa.

Guerriglia aerea con i droni

«Ciò che distingue lo Yemen è l’assoluto stallo militare perché nessuno dei contendenti riesce a imporsi sul campo. I ribelli houthi sono stati costretti nel Sud ad abbandonare Mukalla ed Aden alle forze sunnite ed ora sono assediati a Hodeidah, il loro maggiore porto sul Mar Rosso, ma conservano nel Nord il saldo controllo delle province tribali di Saada e Amran, che circondano la capitale Sanaa. Ed è proprio da questi territori che lanciano verso la confinante l’Arabia Saudita attacchi con missili e droni puntati verso obiettivi simbolici come infrastrutture petrolifere e residenze reali», scrive Maurizio Molinari, direttore della Stampa. Una nuova versione aerea della tattica della guerriglia.

Conflitto asimmetrico

Scontro militare che appare destinato a prolungarsi nel tempo e promette di aggravare una crisi umanitaria che conta già oltre 10 mila vittime, 50 mila feriti, 2 milioni di profughi e 22 milioni di persone -la metà bambini- bisognosi di assistenza umanitaria, inclusi 8 milioni considerati a un passo dalla carestia. Il risultato di una campagna militare di terra che vede ora 25 mila governativi yemeniti e 1500 truppe emiratine impegnate contro circa 2000 houthi a Hodeidah, per privare i ribelli dell’accesso al mare, spingendoli a ritirarsi verso l’interno, per poi iniziare l’offensiva contro Sanaa. Inutili finora i tentativi di Gran Bretagna, Francia e Germania per una tregua coinvolgendo Teheran e Riad.

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