domenica 25 Agosto 2019

Elezioni di frontiera: Slovacchia, Turchia e Ucraina

Zuzana Caputova trionfa, ed è la prima donna presidente della Slovacchia, battendo a sorpresa la palude nazional sovranista attorno al Gruppo di Visegrad. Sorpresa anche nella travagliata Ucraina, ma è solo primo turno, con l’attore comico Vladimir Zelensky che costringe ad inseguire come secondo il presidente uscente Petro Poroshenko, mentre resta fuori l’ex premier Yulia Timoshenko.
Turchia, amministrative generalizzate di portata politica, vince ancora il partito dell’onnipotente e televisivamente onnipresente Erdogan, ma con segnali negativi per crisi economica e corruzione.

Slovacchia, Zuzana
prima donna presidente

Elezioni di frontiera: Slovacchia, Turchia e Ucraina
Zuzana Caputova trionfa, ed è la prima donna presidente della Slovacchia. L’avvocatessa anti-corruzione batte il Commissario europeo per l’Energia Maros Sefcovic. «La gente è pronta per il cambiamento», aveva pronosticato lei. Col 58% dei voti la «ragazza sconosciuta» -come veniva chiamata solto qualche mese fa Zuzana Caputova dal presidente del Parlamento a Bratislava- è stata eletta presidente della Slovacchia. L’avvocata attivista a digiuno di politica l’ha spuntata sul diplomatico navigato e commissario Ue (in congedo) Maros Sefcovic, sostenuto da Smer, il partito populista di sinistra al governo, in caduta libera di consensi dopo l’omicidio, un anno fa, di Jan Kuciak, il giornalista che stava indagando sui malaffari di imprenditori slovacchi vicini all’esecutivo con la ‘ndrangheta calabrese.

Nonostante la vittoria schiacciante da lei ottenuta al primo turno, l’esito della sfida tra questi due candidati pro Europa non era scontato. Sefcovic a corteggiare gli elettori della destra nazionalista e populista rimasta fuori dal ballottaggio, ha compiuto «audaci virate» anti immigrati e anti Bruxelles. Ex del Partito comunista, ha provato a proclamarsi difensore dei valori cristiani con una campagna aggressiva su aborto, nozze e adozioni gay. Coerente e trasparente Zuzana Caputova. Divorziata, due figlie e un compagno architetto. Oratoria pacata, battaglie anti corruzione e ambientaliste. Come presidente, ruolo per lo più di rappresentanza in Slovacchia: «Sento che il nostro Paese sta cambiando e sta unendo le sue forze. Non ringraziate me. Io sono soltanto fortunata di essere parte di questo processo».

Turchia, non solo
amministrative

Seggi aperti tra violenze e morti. Due militanti del partito islamista Sp sono stati uccisi a un seggio nella provincia orientale di Malatya, la città di Alì Agca, l’attentatore di papa Woytjla, dopo uno scontro con un rappresentante del partito Akp del presidente Erdogan, per garantire la segretezza delle schede. Scontri ai seggi si sono registrati anche a Diyabakir e Mardin, nel sud-est a maggioranza curda, con un bilancio di cinque feriti. Elezioni amministrative, ma test politico per Erdogan, nove mesi dopo essere stato nominato ‘presidente esecutivo’ con poteri quasi assoluti. In un paese di 82 milioni di persone, con oltre 57 milioni alle urne, Erdogan è ossessivamente presente in tutti gli schermi televisivi per ogni evento elettorale messo in evidenza dalle emittenti. Questa volta, Erdogan ha detto che la stessa sopravvivenza della Turchia è in gioco, ha fatto riferimento all’ascesa dell’islamofobia e ha mostrato le riprese delle sparatorie della moschea in Nuova Zelanda.

Con un terzo delle schede scrutinate a livello nazionale, l’Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan si conferma primo partito in Turchia con il 47,6% e supera il 50% in coalizione con i nazionalisti del Mhp. I socialdemocratici del Chp sono il secondo partito con il 31,3%. Terzo partito a livello nazionale è al momento l’Iyi di centro-destra, che ha il 5,9%, coalizzato con il Chp. L’alleanza di opposizione si avvicina così al 40%. Al 3,2% ci sono i filo-curdi dell’Hdp, che però concentrano i loro voti nel sud-est del Paese, dove stanno conquistando molte città, tra cui Diyarbakir. Risultato politico da analizzate sopratutto nelle grandi città. Di fatto queste elezioni in 81 province per migliaia di sindaci diventano verifica di consensi dopo le presidenziali e la promesso una ‘nuova Turchia’. Il partito della giustizia e dello sviluppo, l’ ‘Ak parti’ del presidente, verso una sconfitta dall’alto valore simbolico nella capitale dicono i primi dati certi.

Ucraina, forse un comico
per sperare di sorridere

Ucraina: ballottaggio Zelensky-Poroshenko. Lo dice per ora solo l’exit poll, ma i dati dello spoglio confermano in maniera netta e senza possibili rovesciamenti. Vladimir Zelensky, l’attore comico Vladimir Zelensky e Petro Poroshenko, presidente uscente e umiliato al secondo posto, passano al secondo turno delle elezioni presidenziali in Ucraina. Stando ai dati, il cui margine di errore sarebbe dello 0,7%, il comico Zelensky avrebbe più del 30,1% dei voti, mentre il presidente in carica Poroshenko non raggiungerebbe il 20 per cento. Yulia Tymoshenko, la ex premier e ‘pasionaria’ della fu ‘rivoluzione arancione’ che secondo i sondaggi della vigilia aveva sorpassato Poroshenko, si sarebbe invece fermata al 14%, non accedendo così al secondo turno. Le contestazione su possibili brogli punto proprio su eventuali ‘forzature’ a favore del presidente in carica.

Nulla di nuovo a sorprendere, l’ipotesi di brogli, in un Paese in cui la sciagura nazionale nota è la corruzione, denunciata da tutti e da molti, troppi, abitualmente praticata. Forzature politiche a favore dei gruppi neonazisti tipo Azov, protagonisti della Maidan, e le caricaturale esclusione dei cantanti Albano a Cutugno, troppo amici della Russia, dove lavora Innaro, corrispondente Rai prima espulso e poi riaccolto con tante scuse. Dal quartier generale del candidato Vladimir Zelensky, possibile prossimo presidente ucraino, quasi 2.000 denunce di irregolarità. Tra le violazioni segnalate dagli elettori vi è il trasporto organizzato di persone ai seggi elettorali e individui sconosciuti con liste di voto fuori di alcuni seggi elettorali. A questo punto, con una guerra aperta in casa e secessioni sia di territori che di chiesa ortodossa, non paiono i peggiori inganni possibili.

AVEVAMO DETTO

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