Il vecchio leone inglese ha perso denti e criniera
Un’altra scoppola. Uno sganassone in piena faccia, che mostra al mondo intero come ormai il vecchio leone britannico abbia perso, irrimediabilmente, denti e criniera. Con 58 voti di scarto la Camera dei Comuni ha bocciato l’ennesima (patetica) proposta della May di mettere una pezza al problema dei problemi del Regno dis(Unito): uscirsene dall’Europa (l’ormai famigerata Brexit) senza perdere la faccia e, soprattutto, minimizzando i cosiddetti (e micidiali) danni collaterali. Adesso Londra dovrà probabilmente scegliere una soft-Brexit (in settimana entrante) o elemosinare un maxi-rinvio.
Intendiamoci, non è che stare nell’Unione Europea sia come vivere con Alice nel Paese delle meraviglie. No. Ma le cervellotiche discipline di una burocrazia più borbonica che asburgica, le politiche sull’immigrazione da stolti cialtroni, le direttive sulla curvatura delle banane, le mancate direttive (invece) sull’armonizzazione della fiscalità, il manicomio (criminale) sull’organizzazione bancaria, l’assenza totale di una politica estera degna di questo nome, una strategia di difesa collettiva in cui si mettono assieme solo i fucili con i tappi e ognuno tira per la sua strada…. Insomma, tutti i “parafernalia” che i vecchi e irranciditi parrucconi chiamano “Unione Europea”, vanno combattuti stando dentro il ring. E magari menando ganci, diretti e uppercut a tutto tondo. Pure agli arbitri. Punto.
Chi cerca di scappare da questa gabbia di matti è destinato a fare un tuffo in una piscina senza acqua. L’unico pronostico possibile è che uscirsene significa ritrovarsi con tutte le ossa rotte. Noi ci siamo entrati e lì dobbiamo restare. Facendo a spallate e a gomitate. E gli inglesi? Sono i più pentiti dei loro peccati. Non fatevi ingannare dai quattro tabaccai, dagli altrettanti droghieri e da qualche verduraio che, assieme a un manipolo di ebbri pensionati, nostalgici dell’Impero e di quando la birra costava qualche scellino, hanno sfilato per la Brexit. Però, chi sa fare la divisione a due cifre e arriva a contare fino a dieci la pensa (disperatamente) in modo diverso.
L’altro giorno (pare) che fossero in milioni a sfilare. E non certo per smisurato affetto nei confronti di un’Europa che si sono sempre messi sotto i piedi. Fidatevi. La lite è sempre per la coperta. Esistono studi molto analitici (diverse tonnellate di carta), fatti circolare per decenza sotto banco, che dicono come la Brexit dal punto di vista economico, finanziario e commerciale, per l’ex Perfida Albione sia una vera catastrofe. Che non si facciano ingannare da qualche indice statistico molto transitorio, i Brexiters del piffero. E’ una partita a poker. E i conti si faranno nelle scale.
In un mondo tripolare, in cui Stati Uniti, Cina e Russia si stanno spartendo i pani e i pesci, e nel quale pure la disunita Europa fatica a trovare il suo “lebensraum”, il suo “spazio vitale”, il Regno Unito non ha speranze. Se punta a svilire il cambio della sterlina per incrementare l’export è meglio che cambi idea. Materie prime e semilavorati gli costeranno il doppio e i suoi nuovi “clientes”, ai tropici, forse pagheranno con tante belle cambiali scritte sul ghiaccio. L’unica cosa su cui gl’inglesi “risparmieranno” saranno le calzature. Tanto le scarpe ci penserà Trump a fargliele. Che non conosce “amici” o “nemici”, ma solo inquilini. A cui far pagare l’affitto a caro prezzo.
E ora? Non resta che un pellegrinaggio a Lourdes, credeteci. L’unica soluzione ragionevole sarebbe quella di un referendum-bis. Ma la spocchia britannica, da mostrare sull’ara della democrazia (a chiacchiere) è troppo forte. Quindi, niente “pira” (per ora) e niente “orrendo foco”. Gladstone, Pitt, Disraeli, e perfino Sir Neville Chamberlain, si staranno rivoltando nelle loro tombe. E se Churchill avesse ragionato come quella tronfia poveretta di Theresa May, a quest’ora gl’inglesi porterebbero tutti la svastica al braccio. La politica è l’arte delle cose possibili, non dei sogni di mezz’estate. Che qualcuno glielo spieghi.
Scusate la durezza, ma la sua politica-kamikaze è sotto gli occhi dell’intero pianeta. Voleva “suicidarsi” politicamente, assieme a tutto il Paese. Ma è riuscita a buttarsi solo dalla finestra del pian terreno.