Privacy Policy
venerdì 20 Settembre 2019

Spionaggio e mafia contro politici avversari nella Spagna di Rajoy

Una rete mafiosa istituzionale, messa in piedi durante il primo governo di Mariano Rajoy quando il ministro degli Interni era Jorge Fernández Díaz. Una specie di polizia segreta per spiare gli avversari, ricattarli e metterli in difficoltà con falsi dossier e macchina del fango.
Anche il leader di Podemos, Pablo Iglesias, nel 2016 era finito nel mirino. Svelata una rete di spionaggio e ricatto politico gestita dall’ex commissario di polizia José Villarejo

«Cloache di stato» di Rajoy
tra spionaggio e mafia

Spionaggio e mafia contro politici avversari nella Spagna di Rajoy
A un mese esatto dalle elezioni politiche spagnole, emergono gravi storie di spionaggio di stato durante l’epoca di Rajoy, spionaggio di Stato contro gli oppositori politici interni, collaudato per contrastare l’indipendentismo catalano, e diventato prassi di pura conservazione di potere durante il governo di centro destra del ‘Popolare’ Rajoy.
«Una vera rete mafiosa istituzionale», la definisce Luca Tancredi Barone sul Manifesto, messa in piedi durante il primo governo di Mariano Rajoy quando il ministro degli Interni era Jorge Fernández Díaz. Una specie di polizia segreta per spiare gli avversari, ricattarli e metterli in difficoltà con falsi dossier e macchine del fango.
In questa rete cadevano non solo i partiti indipendentisti catalani, ma anche Podemos e persino alcuni vertici del Partito popolare dell’allora premier Mariano Rajoy.

L’ex premier Mariano Rajoy

L’ex commissario di polizia
franchista nel post franchismo

Una vera e propria rete criminale comandata dall’ex commissario di polizia José Villarejo, che per 25 anni aveva spiato politici, impresari, e giornalisti, arrestato nel 2017 per un ‘caso’ scoperto dalla magistratura. Da allora, la scoperta di una infinito ‘pozzo nero’. Gli inquirenti hanno aperto per ora ben 10 casi su possibili delitti e atti criminali. L’ultimo in ordine di tempo, finito sui giornali in questi giorni, riguarda Pablo Iglesias, il leader di Podemos.
Nel 2016, il furto molto sospetto di un telefono di una collaboratrice del leader di Podemos, il cui contenuto, in parte politico e in parte personale, venne dato in pasto ai social avversari e stampa di sostegno. I contenuti del telefono scomparso e violato, trasferito in un ‘pendrive’, sono stati scoperti dalla polizia durante la perquisizione di uno dei covi operativi dell’ex commissario della polizia politica Villarejo.

Villarejio e polizia segreta
tanti casi inquietanti

Villarejo e la sua ‘polizia segreta’ al centro di mille casi inquietanti. «Rivelazioni di (falsi) conti bancari segreti dell’ex sindaco di Barcellona Xavier Trias, le indagini sui conti segreti dell’ex presidente catalano e della sua famiglia, il potentissimo Jordi Pujol (le uniche rivelazioni che si sono dimostrate veritiere), il falso dossier sul finanziamento ‘segreto’ di Podemos».
Fango per tutti, ed è eufemismo di sostanza che vola. Lotte interne al partito popolare dell’allora premier Rajoy, molto poco ‘democristiane’. Il furto in casa dell’ex tesoriere del Pp Bárcenas, ad esempio, con sequestro di moglie e figlio da parte di un finto ladro in missione, per cercare materiale compromettente che Bárcenas avrebbe potuto usare contro il suo partito se lo avesse lasciato al suo destino. Non devono aver trovato i documenti bomba visto che Bárcenas ha già passato vari mesi in carcere, e che lo scandalo è esploso. E siamo agli assaggi.

L’ex commissario di polizia e spione

‘Cloaca di Stato’ titoli in Spagna
la politica a livello di fogna

Partito popolare travolto con l’ex tesoriere Luís Bárcenas, ma anche l’ex presidente madrileño del partito González. In realtà le ramificazioni di questa inquietante rete di spionaggio/ricatto politico non sono ancora del tutto chiare. Villarejo durante i suoi lunghi anni di attività, ha accumulato materiale compromettente, migliaia di registrazioni e documenti su politici e persino sull’ex monarca Juan Carlos, della sua amante Corinna, dei loro affari poco trasparenti sui quali la politica ha concesso un pietoso velo in cambio di abdicazione.
Anche banche come la BBVA, il Banco Bilbao Vizcaya Argentaria dei Paesi Baschi e i suoi vertici sono stati travolti dallo scandalo. Pochi giorni fa si è dimesso il presidente onorario che pare avesse chiesto alla ‘Stasi’ di Villarejo di spiare, fra gli altri, di ministri dell’allora governo di Zapatero, fra cui Miguel Sebastián e la vicepresidente María Teresa Fernández de la Vega.

Potrebbe piacerti anche