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giovedì 19 Settembre 2019

La Flotta Russa ‘scorta’ le navi Nato nel Mar Nero

La flotta del Mar Nero ‘ha iniziato a scortare un gruppo di navi della NATO che sono entrate nel Mar Nero’, riporta il Centro di comando della difesa nazionale russa e Sputnik riferisce.
-Altra fonte: la flotta russa ‘osserva’. Versione finale, la flotta russa ‘intercetta’.
-Diverse chiavi di lettura e interessi in campo.

La Flotta russa che
‘scorta’ quella Nato

La Flotta Russa ‘scorta’ le navi Nato nel Mar Nero
A volte la propaganda diventa involontario umorismo. La cronaca stringata come da agenzia stampa della russa Sputnik in italiano: “La flotta del Mar Nero ha iniziato a scortare un gruppo di navi della NATO che sono entrate nel Mar Nero, riporta il Centro di comando della difesa nazionale”.
Poi qualche dettaglio: “Si specifica che stiamo parlando di tre fregate della Marina dei Paesi Bassi, del Canada e della Spagna. L’osservazione, -qui cambia il verbo, da scorta ad osservazione, che risulta molto più appropriato- viene effettuata dalle navi della marina russa Ivan Khurs e Vasily Bykov. In precedenza, il comando navale combinato dell’alleanza raccontava la presenza nella regione di diverse navi per lo svolgimento di esercitazioni e la cooperazione con partner provenienti da Ucraina e Georgia”.

Stessi fatti, altra fonte
scortare, osservare, intercettare

Difesa: marina russa intercetta navi Nato nel Mar Nero. Mosca, 29 mar 08:40 – (Agenzia Nova) – “La Flotta russa del Mar Nero ha intercettato un gruppo di navi della Nato nei pressi delle acque territoriali russe nel Mar Nero. È quanto riferito dall’ufficio stampa del ministero della Difesa della Federazione Russa”. Che non è piccola differenza: da scortare ad osservare e, alla fine, intercettare, che non è proprio atto amico e di supporto.
Ma cosa sta accadendo senza troppe furberie politico diplomatiche? Sta accadendo che nel Mar Nero il blocco navale Nato lancia la sua sfida alla concorrenza russa in quello che a Modca considerano mare di casa con la Crimea tornata russa e il suo porto di Sebastopol.

Nave da assalto Usa nel Mar Nero
22esimo Marine Expeditionary Unit

Aveva lanciato la prima la nave da assalto anfibio americana USS Fort McHenry, entrata nel Mar Nero a inizio gennaio col suo carico di Marines appartenenti al 22esimo Marine Expeditionary Unit (Meu), attualmente in Romania, porto di Costanza, sotto osservazione scontata della Marina Russa.
Secondo un comunicato ufficiale della Sesta Flotta dell’Us Navy, la nave da assalto anfibio è nel Mar Nero per “riaffermare la nostra determinazione collettiva per la sicurezza del Mar Nero e migliorare le nostre forti relazioni con gli alleati e partner della Nato nell’area”.
Forse ad evitare che al Cremlino qualcuno pensasse ad una visita di pura cortesia. Ma non solo ‘Fort McHenry’. Nel corso dell’anno passato diverse unità navali americane sono entrate nel Mar Nero per sostenere gli alleati della Nato e lanciare segnali alla parte avversa.

Poseidon e altra cose Nato
dall’1 all’8 marzo nel Mar Nero

Esercitazione NATO Poisedon, a guida rumena (ma a ‘testa’ americana), contro la minaccia delle mine. Generalmente la Forza Navale è impiegata nel Mar Mediterraneo, comandata a rotazione da un Ufficiale di Marina dei Paesi partecipanti e dipende dal Comando Marittimo Alleato. Il Secondo Gruppo NATO di Contromisure Mine è arrivato il 19 febbraio scorso nel Mar Nero, dopo una visita di quattro giorni in porto a Istanbul, in Turchia, per condurre il primo pattugliamento del Gruppo NATO del 2019.
Lo stesso giorno il cacciatorpediniere statunitense USS Donald Cook è entrato, per la seconda volta dall’inizio dell’anno, nel Mar Nero Secondo la convenzione di Montreaux, le navi militari non appartenenti ai paesi del bacino possono restare nel Mar Nero al massimo 21 giorni.

Il fondamentale Mar Nero
adesso rischia di esplodere

L’escalation militare nel Mar d’Azov fra Russia e Ucraina riporta il Mar Nero al centro del mondo. Lo scontro fra la marina ucraina e quella russa per lo stretto di Kerch, con il sequestro delle motovedette ucraine da parte della Federazione russa è il segnale. E se nel piccolo mare di Azov, rileva Lorenzo Vita su ‘Gli occhi della guerra’, ci sono interessi contrapposti di tale portata, figuriamoci nel Mar Nero, condiviso/conteso fra Russia e Ucraina.
«Il Mar Nero come un enorme “lago”, cui si accede solo dagli stretti turchi, incastonato fra Europa balcanica, Turchia, Caucaso, Russia e Ucraina. Una distesa d’acqua di circa 448mila chilometri quadrati in cui da sempre si scontrano le potenze e gli imperi che rappresentano l’Oriente e l’Occidente, ma anche il Nord contro il Sud».

Lago fra Oriente e Occidente
con protagonisti che cambiano

La dissoluzione dell’Unione sovietica e la fine della rigida stabilità dei blocchi ha cambiato radicalmente la situazione del Mar Nero. Nuovi Stati sovrani, la rinascita della Russia come potenza internazionale, l’ascesa della Turchia neo-ottomana, eccetera. La Nato riteneva di controllare il Mar Nero con l’inserimento di Grecia e Turchia all’interno dell’Alleanza atlantica. Ma inIn questo mare si entra solo dal Bosforo. Chiunque voglia far transitare navi da guerra attraverso i Dardanelli e il Bosforo, deve comunicarlo ad Ankara con 8 giorni d’anticipo e l’elenco esatto “della forza ai suoi ordini”. Ma ora la Turchia sceglie per la sua difesa aerea gli S-400 russi, preferendoli all’armamento Usa. E quelle navi Nato e Usa diventano messaggio trasversale non solo verso Mosca.

 

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