Privacy Policy Una «Guantanamo» nazi in Ucraina, svela 007 ucraino fuggito a Mosca -
sabato 14 Dicembre 2019

Una «Guantanamo» nazi in Ucraina, svela 007 ucraino fuggito a Mosca

Veleni sul voto ucraino e rivelazioni clamorose in attesa di ulteriori fonti e riscontri.
-L’ex agente segreto Prozonov svela l’esistenza di prigioni speciali gestite dal battaglione Azov sul fronte del Donbass.
-E sulle presidenziali di domenica prossima si sbilancia: «Vince Poroshenko, è troppo esperto di frodi»

Notizia di rilevante portata
in attesa di diverse fonti

Una «Guantanamo» nazi in Ucraina, svela lo 007 ucraino fuggito a Mosca
In Ucraina ci sarebbe una vera e propria ‘Guantanamo’, prigione-tortura, gestita da neofascisti non lontano dal fronte del Donbass dove dal 2014 si combatte la guerra tra Ucraina e le milizie delle autoproclamate repubbliche separatiste filo russe. Lo ha sostenuto in una conferenza stampa a Mosca l’ex funzionario dei servizi segreti ucraini dal 1999 al 2018, Vasily Prozorov, ora disertore.
Notizia clamorosa tragicamente credibile, ma contesto ‘spionistico’ (il chi e il dove) di discutibile virtù e credibilità come fonte su gravi violazioni dei diritti umani. Ma la denuncia c’è, ed è dettagliata. Utile la sintesi della conferenza stampa in coda al pezzo.
Secondo Prozonov all’interno dell’aeroporto dalla città di Maryupol, nel Donbass controllato dal governo Poroshenko, sarebbe attiva una prigione segreta dove sarebbero stati torturati e uccisi molti combattenti nemici catturati.

Nazkorps in piazza a Kiev il 23 marzo

‘Biblioteche’ di tortura
per ‘libri’ prigionieri

Nel gergo dell’intelligence ucraina queste prigioni sono denominate «biblioteche» e i prigionieri «libri», rilancia dalle fonti russe Marco Boccitto sul Manifesto. ‘Vere camere dell’orrore’, secondo Prozorov: «quella che conosco io ha iniziato a funzionare dall’inizio del 2017, vi sono passate più di 300 persone e almeno due di loro sono morte dopo le sevizie subite. Ma ne esistono sicuramente altre».
L’ex agente ucraino sostiene anche che il famigerato battaglione Azov composto da volontari neonazisti e operativo sul fronte orientale, avrebbe anche proprie prigioni speciali, di cui si sa pochissimo. Il battaglione Azov, a quanto afferma Prozorov, si sarebbe macchiato di massacri di civili inermi e «agisce praticamente in completa autonomia non rispondendo ai vertici della guardia nazionale ma solo ed esclusivamente all’onnipotente ministro degli interni Arsen Avakov».

Tessera di spia ucraina

I Nazi di Avakov
e gli amici della Cia

Il ministro Avakov che, ormai da tempo, gioca una sua autonoma partita politica. Dagli orrori modello SS alla ‘politica’ tra virgolette: solo la scorsa settimana lo stesso ministro Avakov ha accusato il presidente Poroshenko di compravendita di voti nell’attuale campagna elettorale, senza che questi abbia avuto il coraggio di costringerlo a dimetterti. Pessimo segnale di prepotenza e di debolezza istituzionale assieme.
Tra le rivelazioni clamorose di Vasily Prozorov, in risposta alla domanda di una giornalista, a Kiev sono presenti ‘stabilmente e dal 2005’, un vasto contingente di agenti della Cia che ‘dimorerebbero appena fuori dalla capitale’. Manca indirizzo e numero di telefono, ma su come possano aver impiegato il loro tempo, non è troppo difficile immaginare (sempre se vero quanto affermato).

Il ministro degli interni Arsen Avakov protettore dell’Azov

Dal G7 «allarme fascismo»
Nazkorp, braccio dell’Azov

Ma il troppo stroppia. L’Azov e le formazioni di molte estrema destra sembrano finalmente destare qualche perplessità anche nel ‘distratto mondo’ delle cancellerie occidentali. Persino a Washington, Dipartimento di Stato Usa che denuncia il ruolo destabilizzante e di interferenza politica di Nazkorp (braccio politico dell’Azov) e del gruppo S14. Sabato finalmente anche i ministri degli esteri del G7 a lanciare «l’allarme fascismo». Rivolgendosi al ‘diretto interessato’, valutate voi in quale veste.
«Invitiamo Arsen Avakov ad agire contro i gruppi violenti di estremisti politici che potrebbero minacciare di impedire il prossimo voto e usurpare il ruolo della polizia nazionale ucraina, e prendere in considerazione la possibilità di metterli fuori legge» si legge nel documento dei ministri. Sempre sulle elezioni presidenziali ormai alla vigilia, domanda all’esperta spia su chi vincerà: «Credo le vincerà Poroshenko: ha una vasta esperienza in frodi e ha sotto il suo controllo tutte le risorse finanziarie del paese», ha risposto Prozorov.

AVEVAMO DETTO

Kateryna Yushchenko, ex First Lady ucraina, ex nazista. Quanto ex?

 

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