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lunedì 9 Dicembre 2019

Ucraina oltre il ridicolo, Innaro Rai espulso, peggio di Albano-Cutugno

Giornalista Rai e operatore russo espulsi dall’Ucraina. Marc Innaro, corrispondente Rai da Mosca per l’intera area, era stato inviato a Kiev per seguire le prossime elezioni presidenziali.

28 marzo, Agenzia Nova

‘GIORNALISTA RAI ESPULSO TORNA A KIEV’
INNARO A REMOCONTRO, ‘SONO ATTERRATO A KIEV’

Dopo la figuraccia dell’espulsione imposta degli oltranzisti, dietrofront ucraino di fronte alle preteste internazionali. Le difficili elezioni ucraine saranno raccontate dall’esperto corrispondente Rai per tutta l’area con sede Mosca. Interdetto invece per tre anni il cineoperatore russo.

 

Kiev e il comune senso del ridicolo

Ucraina oltre il ridicolo, Innaro Rai espulso
Prima aveva fatto sopratutto ridere: alcuni cantanti italiani come Al Bano e Toto Cutugno inseriti nella lista nera come indesiderati. Adesso l’espulsione di due inviati Rai, e adosso è atto politico vero a grave. Marc Innaro, corrispondente Rai da Mosca e il suo operatore russo sono stati respinti alla frontiera con l’Ucraina, mentre si stava recando nel Paese per seguire le elezioni presidenziali del 31 marzo. Vigilia di democrazia decisamente incerta.

Il giornalista è stato trattenuto per quattro ore all’aeroporto di Kiev prima di essere espulso e rispedito a Minsk, località dalla quale era partito. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Ria Novosti, l’accredito di Innaro era pronto, lunedì mattina e lui stava andando a ritirarlo. Tuttavia, le guardie di frontiera ucraine gli hanno negato l’ingresso a causa di «insufficienti spiegazioni sul motivo della sua presenza in Ucraina». Elezioni + giornalista della Tv italiana non spiegano?

In precedenza, Vittorio Torrembini, vicepresidente dell’Associazione degli imprenditori italiani della Russia (Gim Unimpresa), aveva spiegato a Ria Novosti che l’ambasciata italiana in Ucraina aveva concordato per Innaro una serie di interviste, anche con leader politici e rappresentanti della ’nuova chiesa ucraina’, membri vari degli ambienti politici e religiosi del Paese. Il ministero degli Esteri italiano, secondo Torrembini, sta preparando una nota di protesta. Aspettiamo di vederla.

Per il sindacato dei giornalisti Fnsi e quello della Rai, Usigrai, in una nota congiunta, “Si tratta di una decisione gravissima perché Innaro era già stato accreditato e nessuno aveva sollevato obiezioni, anche perché si tratta di uno degli inviati Rai più stimati e di assoluto rigore professionale. Evidentemente il governo di Kiev ha deciso di ‘oscurare’ le elezioni e di ostacolare il libero esercizio del diritto di cronaca”, scrivono Fnsi e Usigrai.

 

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