L’allerta rimane alta nel paese, lo dimostra lo spiegamento di polizia che ha circondato il luogo dei funerali, un’attenzione rivolta anche nei riguardi dei 29 feriti ancora ricoverati in ospedale, di quest’ultimi 6 sono in terapia intensiva anche se alcuni di loro sembrano rapidamente migliorare le loro condizioni. Preoccupa solo la situazione di una bambina di 4 anni per la quale la prognosi rimane riservata.
La reazione neozelandese alla strage del suprematista bianco Brenton Tarrant è dunque di compostezza e dolore che si esprimerà con 2 minuti di silenzio alle 13.30 in tv e radio, mentre a tutta la popolazione è stato chiesto di riunirsi in preghiera. Ma il primo ministro Jacinda Arden ha anche annunciato subito misure concrete e determinate. «Annuncio che la Nuova Zelanda metterà al bando tutte le armi stile militare» ha dichiarato la premier, inoltre saranno varate misure che impediscano l’acquisto delle armi prima dell’entrata in vigore della legge.
Una presa di posizione veloce che risponde anche alla preoccupazione di riaffermare i valori di accoglienza e tolleranza della Nuova Zelanda. Ad una settimana dalla strage la Arden, intervistata dalla Bbc, ha rilanciato il suo appello per combattere ideologie razziste e di destra. L’attentatore – ha detto il primo ministro -«era un australiano, ma questo non vuol dire che non abbiamo un’ideologia del genere in Nuova Zelanda» per poi aggiungere «se vogliamo vivere in un mondo sicuro, tollerante e inclusivo, non possiamo pensare in termini di confini».
Tra le misure annunciate c’è anche la messa al bando dei cosiddetti “bump stock”, meccanismi che consentono di tramutare semplici fucili in micidiali semiautomatici. Questo perché l’attentatore, tra le 5 usate per l’attentato, ha sparato proprio con 2 armi semiautomatiche. In realtà in Nuova Zelanda fino ad ora era molto facile acquistare armi da fuoco, è stato stimato che nel paese infatti ne circolino 1,2milioni su una popolazione di 4.6milioni di abitanti.