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mercoledì 20 20 Novembre19

Nuova Zelanda, armi al bando contro il razzismo

Lutto e riserbo. Mentre la Nuova Zelanda piange le vittime della strage compiuta dal suprematista bianco Brenton Tarrant a Cristchurch, la premier Jacinda Arden ha reso esecutivo immediatamente un provvedimento in controtendenza rispetto a ciò che succede nel mondo. Per riaffermare i valori di accoglienza e combattere in razzismo, la Nuova Zelanda mette al bando le armi. Troppi fucili micidiali circolano nel paese rispetto alla popolazione.

Lutto e riserbo
Lutto e riserbo. E’ una Nuova Zelanda in lutto quella che il 21 marzo ha seppellito le prime 7 vittime della strage nella moschea di Christchurch. Ai funerali erano presenti centinaia di persone che hanno seguito l’indicazione delle autorità di non scattare foto o girare video. Un segno di riserbo e rispetto che si ripeterà il giorno seguente (il 22 per chi legge) quando saranno celebrate le esequie delle altre persone uccise.

Alta tensione

L’allerta rimane alta nel paese, lo dimostra lo spiegamento di polizia che ha circondato il luogo dei funerali, un’attenzione rivolta anche nei riguardi dei 29 feriti ancora ricoverati in ospedale, di quest’ultimi 6 sono in terapia intensiva anche se alcuni di loro sembrano rapidamente migliorare le loro condizioni. Preoccupa solo la situazione di una bambina di 4 anni per la quale la prognosi rimane riservata.

Armi al bando

La reazione neozelandese alla strage del suprematista bianco Brenton Tarrant è dunque di compostezza e dolore che si esprimerà con 2 minuti di silenzio alle 13.30 in tv e radio, mentre a tutta la popolazione è stato chiesto di riunirsi in preghiera. Ma il primo ministro Jacinda Arden ha anche annunciato subito misure concrete e determinate. «Annuncio che la Nuova Zelanda metterà al bando tutte le armi stile militare» ha dichiarato la premier, inoltre saranno varate misure che impediscano l’acquisto delle armi prima dell’entrata in vigore della legge.

Combattere destra e razzismo

Una presa di posizione veloce che risponde anche alla preoccupazione di riaffermare i valori di accoglienza e tolleranza della Nuova Zelanda. Ad una settimana dalla strage la Arden, intervistata dalla Bbc, ha rilanciato il suo appello per combattere ideologie razziste e di destra. L’attentatore – ha detto il primo ministro -«era un australiano, ma questo non vuol dire che non abbiamo un’ideologia del genere in Nuova Zelanda» per poi aggiungere «se vogliamo vivere in un mondo sicuro, tollerante e inclusivo, non possiamo pensare in termini di confini».

Tanti fucili, poche persone

Tra le misure annunciate c’è anche la messa al bando dei cosiddetti “bump stock”, meccanismi che consentono di tramutare semplici fucili in micidiali semiautomatici. Questo perché l’attentatore, tra le 5  usate per l’attentato, ha sparato proprio con 2 armi semiautomatiche. In realtà in Nuova Zelanda fino ad ora era molto facile acquistare armi da fuoco, è stato stimato che nel paese infatti  ne circolino 1,2milioni su una popolazione di 4.6milioni di abitanti.

 

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