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venerdì 20 Settembre 2019

Gran Bretagna enorme pasticcio: ‘divorzio con rinvio’ a ripensarci?

“Un’estensione” della scadenza della Brexit dal 29 marzo al 30 giugno” chiede Theresa May a nome di una Gran Bretagna inimmaginabile sino a ieri per il mondo.
Nel caso di una proroga oltre il 23 maggio il Regno Unito dovrà organizzare delle elezioni”. Così il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas.
Europarlamentari britannici per una settimana?

Divorzio alla britannica,
con ‘proroga condizionata’

Gran Bretagna enorme pasticcio: ‘divorzio con rinvio’ a ripensarci?
Più commedia che tragedia, per ora. Theresa May chiede una ‘proroga breve’, rinvio della Brexit dal 29 marzo al 30 giugno. Peccato che in quei tre mesi, il 23 maggio, tutti gli Stati dell’Unione europea voteranno per il rinnovo dei loro rappresentanti nel parlamento europeo.
“Nel caso di una proroga oltre il 23 maggio il Regno Unito dovrà organizzare delle elezioni”, anticipa il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas. Europarlamentari britannici eletti per una settimana? Più commedia che tragedia ma il pasticcio ormai si sta facendo cosa seria
Tanto seria da spingere il lussemburghese Jean-Claude Juncker a invocare tutele superiori: «Sulla Brexit siamo nelle mani di Dio, ma anche Dio ha una pazienza che alla fine si strappa», conclude il presidente della Commissione europea

Proroga breve, estensione corta, storia infinita

La lettera di Theresa May è finalmente arrivata ieri a Donald Tusk, presidente del Consiglio Ue: la Gran Bretagna chiede ai 27 di concedere «più tempo al parlamento per mettersi d’accordo», una «estensione» dell’articolo 50, fino al 30 giugno, per evitare un’uscita con un no deal il 29 marzo, cioè tra meno di dieci giorni.
Proroga breve ed ‘estensione corta’ che, per May, dovrebbe permettere al parlamento britannico di votare ancora una volta sull’accordo di divorzio, già respinto a due riprese da Westminster. Cosa cambierebbe con tre mesi di tempo in più? Certi ‘bocconi’ amari, vedi regole sui confini con l’Irlanda, diventano con lo scorrere del tempo forse più digeribili?

Proroga per cambiare cosa? chiede l’Ue

Per gli europei, l’estensione non è automatica, e dovranno decidere i 27, e all’unanimità. O cambia qualcosa da parte britannica, o che senso ha? si chiedono da molte capitali. Per la Commissione il 30 giugno è «troppo tardi» perché ci sono le elezioni del 23-26 maggio. Bruxelles propone quindi la data del 23 maggio, il giorno di inizio della tornata elettorale delle europee. Escludere una nuova estensione dopo il 30 giugno, se in Gran Bretagna la situazione politica non evolve, significa inoltre rendere un ‘no deal’ inevitabile, e alla sola ipotesi, tutti tremano. Pasticcio britannico ed evoluzione politica interna necessaria per giustificare un rinvio lungo, almeno a fine anno. Nuove elezioni o nuovo referendum o nuovo governo a Londra?

Tempo 11 aprile per l’europarlamento

Un’estensione fino a fine anno implicherebbe la partecipazione della Gran Bretagna alle elezioni europee. E Londra, eventuale proroga concessa, ha tempo per decidere fino all’11 aprile, data-limite per organizzare lo scrutinio. Soluzione con rischi perché, in attesa del divorzio, la Gran Bretagna avrebbe dei parlamentari, un commissario, e parteciperebbe a tutte le decisioni della Ue, con il potere di eventuale sabotaggio in un eventuale braccio di ferro. Rischio altri mesi di paralisi. Altra questione, una semplice curiosità al momento: come reagiranno i cittadini britannici chiamati eventualmente a votare per l’europarlamento, mentre quasi tre anni fa hanno approvato il Brexit? Voto per chi e contro di chi?

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