domenica 21 aprile 2019

Mercanti di armi nel mondo, ‘America first’

Sipri, l’istituto svedese di ricerche sulla pace: gli Usa si confermano al primo posto nella classifica dei venditori di armi nel mondo, con il 36% del totale nel periodo 2014-18.
‘Bombardiere con orchestra’ alla fiera del velivolo militare americano

«Bombardiere con orchestra»
fiera del velivolo militare Usa

Mercanti di armi nel mondo, ‘America first’

  • Dalla foto di copertina che molto di un certa filosofia rappresenta, ai dati del Sipri, prestigioso istituto svedese di ricerche sulla pace. Gli Usa si confermano al primo posto nella classifica mondiale dei venditori di armi, con il 36% del totale nel periodo 2014-18, i suoi principali clienti sono nell’ordine: Arabia Saudita, Australia ed Emirati Arabi Uniti.
  • Seguono la Russia con il 21% che ha esportato principalmente in Egitto, India ed Algeria;
  • la Francia, con il 7% del totale, che ha esportato soprattutto in Egitto, India ed Arabia Saudita;
  • la Germania con il 6,4%;
  • la Cina con il 5,2%.
  • Al sesto posto si posiziona il Regno Unito con il 4,2%, che vende soprattutto ad Arabia Saudita, Oman e all’ Indonesia.

Più Usa e Francia, meno Russia

Il dati dell’istituto di ricerca svedese ci dicono di un notevole incremento delle vendite statunitensi, del calo di quelle della Russia e una forte crescita delle esportazioni francesi.
Più armi per tutti: +8% rispetto al periodo 2009-13 e +23% rispetto al periodo 2004-08.
Chi vende e chi compra: la crescita è trainata dalla spesa dei Paesi del Medio Oriente che hanno quasi raddoppiato le importazioni, mentre tutte le altre Regioni del Pianeta le hanno ridotte.
Arabia Saudita, il primo importatore mondiale che ha triplicato gli acquisti (mega contratto, firmato con Trump nel 2017,per 110 miliardi di dollari), così come l’Egitto che si colloca al terzo posto, dopo l’India.
Anche l’Iraq, all’ottavo posto ha più che raddoppiato gli acquisti;
Qatar al 14° posto li ha triplicati come l’Oman, al 18° posto.
Israele ha moltiplicato gli acquisti per 3,5 volte.
In controtendenza, invece, gli Emirati Arabi, al settimo posto, che hanno leggermente ridotto la spesa.

Italia a mano armata e
la strana coppia Grecia-Germania

In questa discutibile classifica l’Italia al nono posto con il 2,3 % del totale, i maggiori acquirenti delle armi italiane sono: Turchia, Algeria ed Israele. Nonostante la normativa italiana in materia sia molto rigorosa, l’elenco è preoccupante: la Turchia da tempo combatte i curdi, sia nel Paese che in Siria, mentre Israele da sempre occupa militarmente i Territori palestinesi.
Fuori elenco Sipri le bombe costruire in Sardegna, vendute ai sauditi, sganciate sullo Yemen, ma aziendalmente tedesche.
Menzione dovuta alla Grecia, 28° posto fra i Paesi importatori, nonostante la cura draconiana imposta dall’Unione Europea e dalle istituzioni finanziarie internazionali per risanare i suoi conti.
Dettaglio con doppia malizia, la Grecia messa con le spalle al muro dalla severità contabile Ue in versione tedesca, compra armi principalmente dalla Germania!

Recessione, e tutto va bene

In tempi di recessione meglio non mettere in discussione l’industria militare, e in Italia si litiga soltanto sui miliardi che vanno in F35 (e molto altro) verso la Lockheed statunitense. Poche le voci che si oppongono alla ormai smisurata crescita di questo mercato, e sempre in casi molto mirati e specifici, con mille scorciatoie di opportunità politica o economica.
Il Parlamento Europeo e il Senato statunitense ad esempio, si sono espressi per il blocco delle vendite di armi all’Arabia Saudita in guerra nello Yemen, e anche la Germania ha assunto una posizione simile.
Il Ministro degli esteri di Berlino ha ribadito il divieto ad esportare armi al Regno arabo, e ciò ha creato molta apprensione a Londra, visto che l’inglese BAE, ha firmato un contratto miliardario per la fornitura di aerei Eurofighter.
Ma Londra grazie a Brexit (prima o poi ci riusciranno sti pasticcioni) potrà vendere ai sauditi tutti gli Eurofighter che vuole.

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