domenica 25 Agosto 2019

Clima ai troppi governanti stupidi, «Non c’è un pianeta di ricambio»

«Agire subito, non c’è un Pianeta B», l’appello dello sciopero globale per il clima di milioni di studenti nelle oltre mille manifestazioni previste in tutto il mondo. Al centro la difesa del futuro della Terra e delle nuove generazioni messe a rischio da politiche sbagliate e impegni non rispettati

«FridaysForFuture»

Sul clima ai troppi governati stupidi, «Non c’è un pianeta di ricambio».
I primi al mondo sono stati gli studenti della Nuova Zelanda. Giornata mondiale di lotta per il clima con una sedicenne, Greta Thunberg protagonista e proposta per il Nobel per la pace.
«FridaysForFuture», lo sciopero degli studenti contro i cambiamenti climatici. Un movimento oramai globale. Scioperano i ragazzi, ma non gli adulti che dovrebbero colpire i responsabili della devastazione in atto. Studenti, ‘scusa per far sega a scuola’, una delle contestazioni scontate alla iniziativa che ha invece un portata molto alta.

Velleità e idealismi giovanili?

Il primo Sciopero mondiale per il futuro con protagonisti adolescenti e i ragazzi di 80 paesi del mondo, le studentesse e gli studenti di migliaia di città. Nei giorni scorsi dati forniti dal Rapporto Onu sull’ambiente, che denunciava “un quarto dei morti al mondo per inquinamento”. Siamo prossimi a processi catastrofici che determineranno le condizioni di vita sulla terra delle generazioni venture, e, pur essendone certi e consapevoli, per colpa di qualche governante tronfio e stupido e ignorante, non agiamo. Anzi, andiamo contro e continuiamo a vivere secondo lo stile consumistico che sta facendo collassare il pianeta.
Giusto che entrino in scena i giovani, osserva Piero Bevilacqua, ai quali lasciamo in eredità habitat impoveriti e inospitali, destinati a una popolazione crescente. Con cifre da brivido: «una infernale macchina produttiva che getta nelle discariche 1,3 miliardi di tonnellate di cibo l’anno, rovescia nelle acque gli escrementi di 24 miliardi di animali di allevamento, riempie l’aria di CO2 e altri gas serra, immette negli spazi urbani milioni di auto in eccesso, sta creando in giro per il mondo montagne di rifiuti tecnologici, creando una nuova orografia dell’obsolescenza programmata», elenca il Manifesto. Con la consapevolezza che ormai le prediche moralistiche e la troppe promesse della politica, non spostano di un’oncia i meccanismi in atto.

Greta candidatura Nobel e Mattarella

Non solo ragazzi. Pesano sulla coscienza del Paese le parole pronunciate nei giorni scorsi dal presidente Mattarella a Belluno, nella cerimonia commemorativa della tempesta ‘Vaia’ che ha distrutto milioni di alberi e un intero territorio: «Siamo sull’orlo di una crisi climatica globale», e mai come nei drammatici giorni dello scorso ottobre che hanno devastato le Regioni italiane del nord-est «è stato chiaro all’opinione pubblica italiana che i mutamenti climatici in atto nel mondo comportano effetti pesanti anche sull’ambiente del nostro paese e sulle condizioni di vita della nostra popolazione». Parole importanti, ma poi l’azione politica…

«Cambiamenti climatici: governo bocciato»

Esempio, il recentissimo Piano nazionale integrato energia e clima. Per Greenpeace un ‘replay’ dei governi precedenti criticati da tempo sulla Strategia energetica nazionale. Quella che il M5s, a suo tempo aveva definito ‘vecchia e inadeguata Strategia energetica’. Greenpeace in Val Visdende hanno aperto anche uno striscione con scritto «Governo del cambiamento climatico» con i volti di Conte, Salvini e Di Maio. Eppure i dati sono chiari.
Secondo gli ultimi dati il 2018 è stato infatti l’anno più caldo da due oltre secoli per il nostro paese.
Un incremento della temperatura media che già nel 2017 è stato più elevato rispetto alla media globale. L’Università di Roma Tre aggiunge nuovi dettagli sul legame tra aumento della temperatura atmosferica ed eventi estremi: «Siamo in presenza di una nuova legge di comportamento di questi eventi estremi e di una netta deriva climatica».

 

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