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venerdì 20 Settembre 2019

Ungheria di Orban e Minculpop, tra Ppe e Steve Bannon

Travaglio Ungheria tra crescita economica e perdita di democrazia. Orban sempre più autoritario e a destra fuori del Partito popolare europeo e dall’ultimo vincolo di moderazione? Ora lui si pente (così’ dichiara) e chiede scusa, ma altri, Steve Bannon e tutto quello che nascostamente rappresenta, vogliono Orban con Kaczynski e Salvini a capo dell’Europa sovranista sfascia tutto

Minculpop all’ungherese

Ungheria di Orban e Minculpop, tra Ppe e Steve Bannon
Da quest’anno, i libri scolastici in Ungheria saranno pubblicati esclusivamente dal Centro statale dello sviluppo dell’istruzione. Lo stabilisce una legge che bandisce le edizioni libere e private già in uso fra i banchi degli istituti ungheresi. Docenti e genitori contro e timori confermati: i nuovi manuali fanno da megafono didattico al nazionalismo del primo ministro. Ad esempio, nei testi si parla dell’immigrazione come un pericolo «per i valori tradizionali» della nazione e dell’Unione europea come un organismo che favorisce gli Stati del Sud Europa. Laszlo Miklosi, presidente dell’Associazione degli insegnanti di Storia: «Gli studenti imparano che i migranti sono pericolosi e che la lotta della nazione ungherese contro gli stranieri è un valore assoluto».
Nei libri di testo approvati dallo stato compaiono stralci di discorsi di Viktor Orban sulla immigrazione, fotografie di richiedenti asilo accampati nelle stazioni di Budapest, vignette antieuropee (inclusa una che rappresenta la Germania come una scrofa che allatta Grecia, Spagna, Portogallo e Belgio) e alcune statistiche che celebrano l’orgoglio nazionale. A scuola bisogna studiare a memoria il nuovo preambolo alla Costituzione, che stabilisce le radici cristiane esclusive della nazione ungherese, dimenticando ad esempio la memoria ebraica.

Orban e il Partito popolare

Orban si scusa con i Popolari e chiede che il suo partito non venga espulso dal gruppo. Ripensamento reale o mossa tattica? Tra non molto la risposta. «Idee diverse su migrazioni, cultura cristiana, futuro dell’Europa, ma non considero ragionevole risolvere questi disaccordi espellendo un partito dalla nostra famiglia politica», scrive il premier ungherese, che aveva definito gli esponenti del Ppe «utili idioti». A frenate sul fronte dell’espulsione chi spera ancora di evitare il blocco europeo ultra conservatore sovranista tra Orban, il polacco Kaczynski e l’italiano Salvini. Altri che invece ritengono l’alleanza già concordata e gli attuali ammorbidimenti di forma ma non si fatto, soltanto una furberia politica per un vittimismo elettoralmente ritenuto utile.

‘Orban infezione per l’Europa’

«Orban è un’infezione per l’Europa intera». Il giudizio impietoso di Agnes Heller, classe 1929, filosofa ungherese, sopravvista all’Olocausto e una delle intelletuali più influenti del Novecento, in Italia per qualche giorno. «Orbán è una malattia infettiva. Il nazionalismo etnico è ora il pericolo mortale per l’Europa: è contro l’europeismo, il liberalismo, la cooperazione e l’amicizia. Quando avranno conquistato l’Europa si combatteranno tra nazionalisti. Come nel passato, le guerre torneranno a non essere escluse in Europa. Non guerre mondiali ma guerre come quelle balcaniche solo l’ovvio rischio per il nostro futuro. Nazionalismo e odio, non cooperazione, sono nella loro agenda», dichiara la filosofa ad Andrea Tarquini.
«Il tiranno in uno Stato illiberale è eletto dalla maggioranza, magari manipolata, ma è eletto, non ha bisogno della forza. Nessuna classe ha piú la forza di protestare, né i proletari né i borghesi né i loro rispettivi partiti. E per distruggere l’Unione europea si presentano come i difensori delle nazioni: contro la Ue, Bruxelles, i migranti, gli ebrei, l’Islam, Soros, tutti dipinti come una minaccia di distruzione alle identità nazionali. Hanno tutti il culto del capo, l’uomo forte – di solito un maschio, a parte Marine Le Pen. Non hanno idee positive per il futuro».

Orbán «dittatore»? Piace tanto a Bannon

Negli ultimi due mesi, le tensioni per la deriva autoritaria del Paese sono sfociate in una serie di manifestazioni di piazza. La rabbia è esplosa in particolare contro la legge sul lavoro giudicata «neoschiavista» e una riforma del sistema giudiziario che sottrae poteri alla magistratura. A settembre, l’Europarlamento ha votato a favore di una risoluzione per l’attivazione dell’articolo 7, la procedura di infrazione che scatta in caso di violazione dello Stato di diritto. In contemporanea e in direzione diametralmente opposta, ”uomo nero’ che fu di Trump (fu?), Steve Bannon che parlando di Europa ha detto, «l’uomo più importante sulla scena oggi è Viktor Orbán, il premier ungherese, un eroe». Bannon, iper suprematista bianco ama molto i superlativi e tutto quanto possa sostenere ed esaltare il movimento nazional populista vincente negli Usa con Trump, che lui vuole esportare in Europa. Nazional populismo in diverse gradazioni e salse già arrivato in Europa, Italia compresa, e non soltanto dell’Ungheria di Orban di cui stiamo parlando qui oggi.

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