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lunedì 16 Settembre 2019

Cabina di pilotaggio di un B737, istruzioni per non precipitare

In esclusiva le foto della cabina di pilotaggio del Boeing 737 Max-8 con l’evidenziazione dei comandi sotto indagine
Un sofware in tilt e (forse) un bottone sbagliato
Alle origini delle possibili cause dello schianto che ha provocato il disastro aereo di Addis Abeba
I “rumors” nell’ambiente dei piloti.

Foto sottratte e qualche segreto svelato

Cabina di pilotaggio di un B737, istruzioni per non precipitare
La salvezza ha molti padri, ma la catastrofe è sempre orfana. Parliamo delle ipotesi che già circolano sullo schianto del Boeing 737 Max-8, nei pressi di Addis Abeba: 157 morti sulla coscienza di chi? Certo è fin troppo presto per azzardare giudizi. Ma una prima valutazione orientativa può essere fatta sulla base dell’incidente-fotocopia avvenuto in Indonesia, alla fine dello scorso ottobre. Abbiamo già scritto che tutto sembrerebbe ricondurre a un “impazzimento” del software di bordo, che “istruisce” il pilota automatico. A sua volta, “ingannato” dai sensori (diversi, almeno cinque, sembra) che misurano parametri fondamentali. Dalla velocità, all’angolo “di attacco”, fino all’assetto, che in queste condizioni farebbero irreversibilmente picchiare il velivolo verso il suolo.

‘Diverse concause strumentali’

Il rapporto preliminare del “crash” verificatosi in Indonesia, parla di “diverse concause” strumentali, a cominciare da una “failure” dei sensori di velocità che, a catena, hanno ingannato il computer, inducendolo a “ordinare” una continua emergenza dell’anti-stalling. Quest’ultimo avrebbe portato il velivolo a scendere in picchiata (per guadagnare velocità). I piloti, poi, non sarebbero riusciti (per ben 20 volte) a tamponare manualmente gli errori del sistema automatico. Schiantandosi. E qui sta tutto l’inghippo. Perché i piloti non sono stati in grado di controllare manualmente il Boeing? “Rumors” provenienti dall’ambiente di chi quotidianamente guida questi aerei dicono che potrebbe esserci stata una disgraziatissima catena di errori. Prima i sensori, poi il computer e infine i piloti (forse e tutto da dimostrare).

Dal ‘cockpit’ di un 737 Max-8

In sostanza, nelle foto che esibiamo in esclusiva e che mostrano le parti “incriminate” della “cockpit” (la cabina di pilotaggio) di un 737 Max-8, si vedono la cloche e in un altro angolo dei quadri di comando, due bottoni (trim dello stabilizzatore), che servono a disinserire definitivamente il pilota automatico, impedendogli di continuare a interferire col volo manuale. Se i piloti premono solo il bottone che si vede a destra della cloche, il pilota automatico torna a reinserirsi, perché i sensori gli danno informazioni sbagliate. Così il volo manuale diventa pressoché impossibile e l’aereo avanza col naso che s’impenna e si abbassa. Ma ogni volta tende sempre di più a picchiare, fino a quando non si schianta.

Boeing solo ‘advisory’?

Se questo gioco al massacro si verifica al di sotto dei 6 mila piedi (circa 1.800 metri di altezza) i tempi di reazione sono minimi e ci vuole un vero miracolo per riportare l’aereo in quota solo “a mano”. E’ successo tutto questo anche sul volo dell’Ethiopian Air Lines? E’ troppo presto per dirlo. Certo, i sospetti ci sono. A novembre scorso (dopo il disastro indonesiano) la Boeing emise un “advisory” urgente per spiegare ai piloti cosa fare nel caso si fosse verificata questa emergenza. Ci risulta che molti equipaggi siano anche stati “riaddestrati” al simulatore. Questa riqualificazione è stata fatta da tutte le compagnie? Non lo sappiamo. Di sicuro le scatole nere che saranno presto sbobinate ci diranno molto di più. E, soprattutto, potranno indicare in maniera più precisa responsabilità o eventuali omissioni.

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