domenica 26 maggio 2019

Venezuela, la battaglia della luce tra bugie e inganni

Se è stato provocato, il black-out elettrico in Venezuela è opera di assassini, per la vittime imprecisate (numeri sparati a propaganda) che certamente ci sono state. Per Forbes è «realistica» l’idea del sabotaggio americano della rete elettrica. Il New York Times svela chi ha bruciato gli aiuti umanitari

Gli Usa ritirano il restante personale diplomatico
Il governo denuncia “cinque attacchi criminali contro il nostro sistema elettrico nazionale” da giovedì scorso, senza fornire dettagli sulla loro natura.

 Venezuela, la battaglia della luce tra bugie e inganni

Ci vorrà ancora del tempo prima che l’elettricità torni regolare in Venezuela. Al primo black-out, nel pomeriggio del 7 marzo, ne era seguito un altro sabato, proprio quando la situazione sembrava normalizzata, precipitando nel buio l’intero paese. Edomenica notte l’esplosione di un trasformatore elettrico a Baruta, nella periferia di Caracas. Scenari da guerra, col governo costretto a sospendere lavoro e scuola e servizi, denunciando «il brutale attacco terroristico contro il popolo» attraverso il ministro dell’informazione Jorge Rodríguez. Solita scusa alla Maduro per scaricare su altri le proprie inefficienze?

Rubio io so tutto

Stati uniti, gli ‘imputati naturali’ di parte chavista, hanno risposto con sfottò di vario tipo, in cui si è ‘particolarmente distinto’ -rileva Marina Fanti- il senatore repubblicano (Usa) Marco Rubio. Il quale, a voler fare i maliziosi, poche ore prima del black-out, annunciato che i venezuelani avrebbero vissuto una gravissima «mancanza di alimenti e benzina», ciò che è realmente accaduto. Cattiveria politica divenuta casualmente preveggenza, o altro? Certo che è molto bene informato quel senatore amico di Trump che, poco dopo il fatto già denuncia pubblicamente che i generatori di supporto non avevano funzionato. Lui prima e meglio degli ingegneri venezuelani, come se sapesse.

Ridicolizzare per coprire

Poi Rubio sfotte e pubblica sui social un’immagine di Godzilla che sputa fuoco dalle fauci, ‘il colpevole del black-out nazionale’. Ridicolizzare la tesi del cyber attacco, ma qualcuno ricorda strani precedenti. Esempio quanto l’amministrazione Obama aveva attribuito la responsabilità del black-out sofferto dall’Ucraina il 23 dicembre del 2015 alla Russia. Allora a buttarla in caciara fu Mosca. Eppure gli Stati uniti, dell’utilizzino tale arma ne sanno molto. Nel 2016, fu il New York Times a rivelare l’esistenza di un piano elaborato dagli Usa per lanciare attacchi cibernetici contro le centrali nucleari dell’Iran, noto come Nitro Zeus. Un micidiale malware, denominato Stuxnet, che bloccò le centrifughe della centrale atomica di Natanz.

Forbes che non è comunista

A non trovare ridicole le accuse del governo Maduro è anche la rivista Forbes (che non è il Manifesto), che, in un articolo a firma di Kalev Leetaru (che non è Claudia Fanti), definisce «senz’altro realistica» l’idea «che un governo come quello statunitense intervenga a distanza contro la rete elettrica». Il problema è anche che il Venezuela alla sfascio è bersaglio facile da colpire e, con certo Iternet obsoleto, diventa assolutamente facile occultare qualsiasi attacco esterno. Colpevoli certi, comunque, a mancanza di investimenti e la carenza di manutenzione nel settore elettrico. Tesi del sabotaggio e decessi negli ospedali, per Rubio sempre straripante, “un’ottantina di neonati morti a causa del black-out”. Massacro.

Fake news e contaballe

Per il deputato di opposizione e medico, José Manuel Olivares, si scende a 21 vittime. Il ministro della Sanità Alvarado esagera a zero morti: «15 o 17 pazienti che sono stati spostati verso altre strutture a causa di problemi, ma senza nessuna conseguenza grave». Fake news contrapposte e a raffica sulle reti sociali. Il caso dei camion di aiuti alla frontiera con la Colombia il cui incendio è stato imputato alla Guardia nazionale bolivariana. Episodio esecrato dal vice Trump, l’ultrà Pence, e denunciata all’Onu. Smentisce il New York Times con sue immagini dove si vede che a innescare l’incendio è stata «una bomba fatta in casa con una bottiglia», una molotov, lanciata da un manifestante anti-governativo.
Dopo di che, se qualcuno prova a dirvi che Maduro è un angioletto innocente di tutto, è un’altra fake-news.

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