domenica 24 marzo 2019

Usa, sulla via della seta ora gli F35: «Ci dovete mezzo miliardo»

La possibile collaborazione italiana al mega progetto cinese sulla ‘nuova via della seta’, inviso a Washington, e puntuale il conto Usa all’insolvente Roma che ha sospeso i pagamenti per 11 caccia consegnati e 9 ordinati.
-La delusione di Trump: “il governo gialloverde prende decisioni opposte agli interessi comuni”

Oltre la via cinese della seta
mercante Trump batte cassa

Usa, sulla via della seta ora gli F35: «Ci dovete mezzo miliardo»

Prima della Via cinese della Seta cinese, problema già aperto con gli Stati Uniti, quello degli aerei F35. Non solo perché l’Italia ha ridotto gli acquisti, ma soprattutto perché non sta pagando quelli che ha già preso. Circa 500 milioni di euro di arretrati, che durante il Consiglio supremo di Difesa della settimana scorsa hanno costretto il presidente Mattarella a richiamare il governo al rispetto degli impegni sottoscritti. L’Italia insolvente e gli Usa che battono cassa, e forse non a caso, proprio alla vigilia della visita del presidente cinese a casa nostra, a proporci la partecipazione al mega progetto della nuova via della Seta.

Usa-Italia new day

Gli Stati Uniti iniziano a premere sull’Italia su tutti i fronti: la Nuova Via della Seta, cruccio probabilmente esagerato della politica Usa nel Mediterraneo, ma anche sul fronte della Difesa. L’amministrazione Trump e l’amicizia mercantile esplicita del ‘do un des’: chi vuole rimanere alleato di Washington deve garantire una certa ‘fedeltà alle politiche Usa’, che Trump la interpreta da mercante qual’è. Dare-avere, allineamento, o paghi di più ad esempio per la Nato, quel dannato 2% minimo di Pil per la difesa che l’Italia se lo può soltanto sognare.

2% con lo sconto

La questione è stata posta da Trump appena giunto alla Casa Bianca. Un’idea cui la Casa Bianca non ha mai rinunciato, tanto che ha innalzato la richiesta al 4%. Trump ne spara tante e spesso, ma mercante è e resta, concedendo padronalmente deroghe a seconda delle politiche offerte dal governo in causa: buoni, cattivi, mezzo e mezzo. Un po’ come è avvenuto nelle sanzioni contro l’Iran con una deroga temporanea ad alcuni Stati, fra cui la stessa Italia. Deroga (a quale titolo?) ma ad esaurimento, e l’Italia attuale inizia ad avere troppi conti aperti con l’alleato-padrone d’oltre Atlantico.

Cina, Venezuela, Huawei

Ipotesi Nuova Via cinese della Seta, ma non soltanto. L’Italia, con il nuovo governo crea più di una preoccupazione a Washington. F-35 vuol dire apparato militare, finanziamenti alla Difesa na anche gli stessi rapporti politici che già hanno alla spalle qualche altro problema. La questione Venezuela ad esempio, fino a Huawei e il 5G. Sulla politica energetica Washington sa che non è possibile sganciare l’Italia dalla Russia nel prossimo futuro, ma cercano garanzie strategiche sul fronte cinese. Sempre nel modo di Trump, con tanta voglia di mandarli a quel Paese. Il problema che loro, Stati Uniti, sono grossi, ricchi e prepotenti.

Il nodo F-35

L’Italia si era impegnata ad acquisire 131 caccia multiruolo per 13,5 miliardi. Nel 2012, Roma ha scelto di scendere a 90 mezzi. Intanto, i costi dell’operazione sono aumentati a livello esponenziale, mentre a livello tecnico sono affiorati problemi che hanno inciso anche sull’opinione pubblica. F35 iper costoso, a torto o a ragione, piace sempre meno. Usa e Lockheed scontenti, ma quello che avete già preso pagatelo! Il saldo degli 11 F-35 già consegnati. ‘Puffi’ e ritorsioni: lo stabilimento di Cameri, l’hub logistico e della manutenzione dei caccia, ha anche un aereo pronto e fermo perché da Oltreoceano vogliono che sia pagato il saldo.

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